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ALBERTO DA AGRATE E LA SUA STORIA DA EROE
31.07.2012 13:01 di Simone Castelli
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Fonte: tgcom24.mediaset.it Alberto Cukeric è una «persona normale che ha fatto una cosa straordinaria». Talmente straordinaria da meritarsi l'onore di portare la fiaccola olimpica di Londra 2012. E tutto grazie a un cellulare. L'incredibile storia di Cukeric, 40enne di Agrate Brianza, comincia circa un anno fa: la sua passione per la tecnologia e la voglia di stare al passo coi tempi lo spingono a cambiare telefono. Niente di più facile: va in un negozio Samsung e l'acquisto è fatto. Siamo alla fine del 2011 e la compagnia telefonica ha indetto un concorso in vista delle Olimpiadi londinesi. I clienti che hanno compiuto un gesto “eroico”, o che hanno dato il loro contributo alla crescita della comunità in cui vivono, insomma quelli che hanno mostrato un puro spirito olimpico, possono realizzare un sogno: diventare tedofori.
Cukeric, che nella vita si occupa della vendita di spazi pubblicitari, una cosa davvero eroica l'ha fatta e decide di raccontarla: all'inizio degli anni Novanta, mentre si trovava in vacanza in Croazia, era intervenuto per primo sul luogo di uno spaventoso incidente frontale tra due auto, dando conforto e sostegno ai passeggeri di una ed estraendo quelli dell'altra prima che la macchina prendesse fuoco. «È stata un'esperienza che mi ha lasciato una sensazione bellissima dentro e che ricorderò per sempre - racconta il 40enne agratese - Difficile trovare le parole per spiegare cosa si prova. Diventi una specie di rock star per un giorno, ti senti parte dello spirito olimpico; mentre porti la torcia i bambini ti guardano come se fossi un eroe. Essere al centro dell'attenzione in quel modo è un'emozione, ma anche un onore: senti davvero il peso e la responsabilità di quello che stai facendo ». La fiaccola è stata regalata ai tedofori e Cukeric è rimasto quasi incredulo: «È ancora chiusa come quando me l'hanno data, non l'ho ancora toccata per paura di rovinarla. Un giorno la metterò sicuramente in una teca e la conserverò gelosamente. Se penso che, quando verrà accesa la fiaccola allo stadio olimpico di Londra, una piccola parte di merito sarà anche mio, mi sento davvero orgoglioso: non è una cosa che capita tutti i giorni». Una storia così bella, anzi una favola, non può non avere una morale e Cukeric l'ha trovata: «Ho capito che nella vita, compiere delle buone azioni e aiutare gli altri non solo è doveroso, ma viene anche ripagato: quello che fai ti viene restituito in qualche modo. E a me è capitato davvero qualcosa di bello». Altre notizie - Altri Sport
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