Conosciamo il prossimo avversario - Al Brianteo arriva il Piacenza

 di Redazione MonzaNews Twitter:   articolo letto 292 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Conosciamo il prossimo avversario - Al Brianteo arriva il Piacenza

Storia

La nascita del Piacenza Football Club è datata 1919, in seguito all’unione cittadina di due realtà amatoriali quali la Giovine Italia e la Unione Football Club Piacenza. Dopo l’esordio in promozione emiliana, il Piacenza scalò le graduatorie nazionali riuscendo nel 1946, anche grazie al riordino dei campionati nazionali, ad accedere per la prima volta nella sua storia alla serie cadetta.

Tuttavia la squadra non riuscì ad ingranare la giusta marcia per la permanenza in categoria, ritornando nelle serie inferiori dopo pochi anni.

Il punto più basso si ebbe nella stagione 1955-1956, quando il Piacenza piombò in quarta serie e ciò a causa di un illecito sportivo avente quale oggetto una presunta combine di una partita, disputatasi contro i toscani del Piombino.

Per un decennio il Piace battagliò tra la terza e la quarta serie riuscendo solo nel 1968-1969 a tornare in Serie B, sotto la guida di Tino Molina.

Tuttavia gli anni che seguirono furono caratterizzati da risultati altalenanti, che videro la società emiliana disputare a più riprese e per brevi periodi il campionato di serie B, salvo poi – complici gravi problemi economici – iniziare una repentina discesa fino alla Serie C2.

Nonostante la crisi sportiva in cui cadde il Club, nell'estate 1983 la società venne acquisita da Leonardo Garilli, professionista ed illuminato amministratore.

Con l’avvento della nuova compagine societaria, nel 1983-1984 ripartì la scalata dei biancorossi al calcio che conta. Gli emiliani staccarono al primo tentativo il pass per la terza divisione, mentre - nel 1987 - raggiunsero la serie cadetta, trascinati dal “futuro monzese” Serioli.

In tale finestra temporale e, più precisamente nella stagione sportiva 1986, la società di Piacenza si aggiudicò anche Coppa Anglo-Italiana, ai danni del Pontedera.

Nella stagione 1992-1993, un Piacenza finalmente competitivo per la promozione in massima serie, sospinta dalle reti di De Vitis e diretta magistralmente da Cagni, conquistò per la prima volta la sognata serie A. L’approccio della squadra alla categoria fu coraggioso, ma nonostante la vigoria mostrata, il Piacenza finì per retrocedere in serie B.

A riprova della buona salute della società, il ritorno in Serie A non si fece attendere e, un anno dopo,  fu nuovamente “gloria”, soprattutto grazie al magico tridente  De Vitis, Piovani e F.Inzaghi.

Dopo aver conservato la categoria per oltre un lustro, nella stagione 1999-2000 gli emiliani conobbero una crisi sportiva che condusse l’undici piacentino ad una scottante retrocessione in cadetteria, seppur mitigata da una coscienziosa amministrazione che di li a poco avrebbe riportato nella massima serie il Club.

Tuttavia il Piacenza continuò a mostrarsi discontinuo e, nonostante gli importanti sforzi economici della proprietà, con gli acquisti di Marchionni e Baiocco e le reti di Dario Hubner (autore di 14 realizzazioni), conobbe nuovamente l’incubo della retrocessione.

Dopo alcune stagione in cadetteria tuttavia le grigie nuvole del dissesto economico raggiunsero Piacenza, con la squadra che, complici le disavventure del club, si rivelò troppo fragile per reggere alle pressioni e alle attese, retrocedendo in lega pro a seguito dello scontro salvezza con l’Albinoleffe.

Il 28 ottobre 2011 il Piacenza viene ufficialmente ceduto ad una cordata rappresentata dall'avvocato Marco Gianfranceschi e comprendente l'imprenditore Luigi Gallo che, tuttavia non riuscirono ad evitare il fallimento del Club (22.3.2012). Sul campo la squadra concluderà la stagione, seppure retrocedendo in Lega Pro seconda divisione per mano del Prato ai Playout.

All'inizio di luglio 2012 l’altra realtà cittadina (in Eccellenza) decise di affittare il marchio del Piacenza, modificando la denominazione in S.S.D. Lupa Piacenza.

Il 28 aprile 2013 la Lupa battè il Colorno per 2-1 raggiungendo l’obiettivo Serie D.

La costituita Lupa Piacenza, in seguito a un favorevole sondaggio tra i supporter promosso da una testata locale, divenne la S.S.D. Piacenza Calcio 1919. Il 14 giugno 2015, dopo anni di sconfitte ai playoff, l'ex allenatore del Pro Piacenza Arnaldo Franzini viene nominato nuovo tecnico trascinando la squadra alla promozione in Lega Pro.

Rosa

I due portieri del Piacenza sono il titolarissimo Ermanno Fumagalli, esperto classe 1982, e Mattia Lanzano (1990). Per ciò che concerne il reparto difensivo, agli ordini di mister Franzini, si annoverano il capitano Jacopo Silva (1991), il forte Antonio Pergreffi (1988), Francesco Bini (1989) e il romano ex Arezzo Edoardo Masciangelo (1996). Completano il reparto il venticinquenne Roberto Masullo, Alessandro Castellana (1995), il giovane terzino scuola Atalanta Cristian Mora (1997) e il bolognese Diego di Cecco (1996). Nel centrocampo biancorosso risaltano certamente le qualità del girovago Alex Pederzoli, autentico lusso per la categoria (1984), del francese Anthony Taugordeau (ex Trapani e classe 1989) e di Mattia Corradi, ex Arezzo e Monza, 1990. Al pari, il Piacenza potrà contare sulla classe del torinista Jacopo Segre (1997), dell’ex Carpi Simone Della Latta (1993) e del centrale Tommaso Morosini (1991). Per quanto riguarda l’attacco, il Piacenza è dotato di elementi di spicco per la categoria. Impossibile non partire dal trio Simone Corazza (classe 1991), Massimiliano Pesenti (classe 1987 e spesso accostato al Monza) e Niccolò Romero (classe 1992). I tre nella corrente stagione hanno realizzato complessivamente più di 20 reti, con il primo che è riuscito nell’impresa di raggiungere la doppia cifra. Completano il reparto l’ex rossonero Davide Di Molfetta (1996), Giacomo Zecca (1997) e l’ala sinistra Stefano Franchi.