Criscitiello: 'Seconde squadre? Ci si prenda un altro anno. A Gravina dico che...'

02.07.2018 14:00 di Redazione MonzaNews Twitter:   articolo letto 439 volte
Michele Criscitiello
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Michele Criscitiello

Michele Criscitiello è tornato nel suo editoriale pubblicato su Tmw sul tema seconde squadre, allargandolo poi alla Serie C e rivolgendosi al presidente Gabriele Gravina: "Altro argomento: le seconde squadre. Giorni e ore calde per le società di serie A. Le più cariche sono Juventus e Milan. Inter, Roma, Atalanta, Fiorentina e Udinese sono propense ad aspettare un altro anno per fare le cose con calma ed intelligenza. Partire oggi sarebbe pura follia. Il Milan ha altri problemi e non capiamo come possa avere tempo per pensare alla seconda squadra. L'unica che spinge è la Juventus ma fare oggi la seconda squadra quando non hai neanche l'allenatore della Primavera significa essere fuori dalla realtà. Anche la Juventus si adegui e pensi al bene del sistema e non a quello personale. Oggi le seconde squadre non si possono fare. Vi sembra il caso che, al 2 luglio, una squadra di C non abbia un allenatore, un calciatore e non abbia fatto ancora l'iscrizione al campionato? Senza sapere dove giocare alla domenica e senza sapere regole certe. Già l'idea di mettere la Juve B nel girone con Pisa o Catania ci fa venire il mal di testa, figuriamoci senza regole chiare dove finiremo. Prendetevi un altro anno e se tutti insieme partorirete un'idea sana, allora, saremo i primi ad appoggiarla.
Il discorso seconde squadre ci concede la possibilità di parlare di serie C. Gravina, in questi anni, ha cambiato il mondo della C e il sistema stesso. Ha portato novità, ha vinto la sfida dei play off e ha ridato visibilità ad un campionato abbandonato al suo destino. Il lavoro di Gravina, fin qui, è stato eccezionale. Certamente ci sono molte cose da sistemare: dai casi Modena e Vicenza alle iscrizioni ai campionati. Solo chi fa può sbagliare. Chi non fa nulla, invece, non sbaglia mai. Ne parleremo più avanti. Proprio perché Gravina ragiona da imprenditore e non da politico dovrebbe accettare lo sfogo del Presidente del Mestre, Serena, che dopo due grandi campionati e in rampa di lancio fa sparire la sua società. La cosa è molto grave, almeno, quanto al fallimento del Modena, alla situazione di Vicenza ed Arezzo e tante realtà senza futuro. Gravina dovrebbe cambiare alcune regole e fare un piano economico sostenibile per i club. Altrimenti si ammazza il bimbo nella culla. 60 società sono troppe in C. Meglio 2 gironi da 20 e più soldi a 40 società, anziché le briciole per 60. Troppo cara l'iscrizione al campionato (150.000 euro), troppo alta la fideiussione da garantire (350.000 euro), troppo pochi i 500-600 mila euro distribuiti ai club. Bisogna riparametrare tutto. Anche i ripescaggi così non hanno senso. Un milione serve solo per partire. Se un club arriva dalla B è un conto ma se uno arriva dalla serie D è morto prima di scendere in campo. Così non ci saranno mai le favole di un tempo. Di miracoli Renate ne esistono sempre meno e la Lega dovrebbe distribuire maggiori risorse ai club. 60 società, lo ripetiamo, sono tante. Gravina lavora e indovina quasi tutto quello che fa. Per questo confidiamo nelle sue novità
".