L'analisi - Il 3-5-2 di Zaffaroni non convince, meglio un Monza a trazione anteriore

08.10.2018 11:00 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 1182 volte
L'analisi - Il 3-5-2 di Zaffaroni non convince, meglio un Monza a trazione anteriore

Finisce a pari e patta tra Sambenedettese e Monza nel caldo impianto del "Riviera delle Palme". Nella quinta giornata di campionato le due compagini, implementate per i quartieri alti della graduatoria, si sono affrontate reduci dalle sconfitte esterne di Gorgonzola e Ravenna. Un 1-1 sostanzialmente giusto con i biancorossi in trasferta che nel computo dei 90 minuti hanno forse creato più chance limpide rispetto ai marchigiani, ancora piuttosto in naftalina in questo primo scorcio di torneo.

La Samb è stata schierata dal suo nuovo tecnico Roselli (condottiero della doppia promozione della Cremonese dalla C2 alla B nella prima metà del nuovo millennio) con un classico 4-4-2, Signori a dettare i tempi e Russotto ad offrire maggiore imprevedibilità lì davanti; monzesi 3-5-2 in partenza di possesso con D'Errico poi a gravitare a suo piacimento sulla trequarti in fase di offesa mentre Ceccarelli ha giocato da punta. Dopo le prime fasi di studio il Monza ha preso sostanzialmente in mano le redini del gioco con gli adriatici in attesa e pronti a ripartire con giocatori rapidi tipo Rapisarda. Non è stata una prima parte così emozionante, i ritmi piuttosto blandi con i due sodalizi che han commesso qualche sbavatura in distribuzione palla ed in disimpegno; proprio da un errore di Riva di testa in retropassaggio (il primo marchiano da quando veste biancorosso) è scaturito il gol dell'ex canarino Stanco che in progressione per quasi metà campo è giunto a tu per tu con l'incolpevole Liverani e lo ha trafitto a difesa completamente sbilanciata (nella metà campo avversaria) conseguentemente ad un rinvio rossoblù.

Nella ripresa i monzesi hanno alzato il ritmo di gioco e condotto le operazioni andando vicino al gol in apertura con una conclusione a lato di Giudici su suggerimento di Ceccarelli; il pathos è aumentato col passare dei minuti e la Sambenedettese ha sfiorato poi il raddoppio con Stanco arrestato da una prodigiosa chiusura di Caverzasi. Al quarto d'ora il primo cambio di Zaffaroni che andrà ad incidere sul prosieguo, Jefferson per uno spento Ceccarelli; il 1912 ha continuato a macinare manovra senza sfondare anche se ha ci ha provato con delle conclusioni di D'Errico e Giudici da fuori senza impensierire il brianzolo Sala. Al 70' altra svolta per l'imprinting dell'incontro con l'inserimento dei verdeoro Reginaldo e la new entry Iocolano in luogo di Giorno e Cori; la partita ha preso poi binari sempre più chiari e a tinte biancorosse con il brasiliano subito pericoloso di mancino e il torinese nel ruolo di mezzala in un Monza a vera e propria trazione offensiva (Giudici, D'Errico, Iocolano, Reginaldo e Jefferson insieme contemporaneamente). E dopo altri otto/nove minuti di forcing è giunto il meritato pareggio brianzolo con una filtrante partito dai piedi educati di Iocolano che ha imbeccato Jefferson nel cuore dell'area, lasciato clamorosamente solo dal pacchetto centrale di casa, che con un fendente sotto la traversa ha punito l'ex Pro Patria e Ternana Sala; nell'ultimo quarto d'ora i bagaj, ringaluzziti, son sembrati averne di più sia mentalmente che tecnicamente e Negro (87esimo) ha sfiorato il colpaccio di testa colpendo la trasversale da un piazzato dell'ispirato Iocolano.

Un'intera posta in palio sarebbe stata forse troppo anche se il Monza, con l'ampia gamma di scelta nel reparto offensivo, ha ripreso una partita che probabilmente lo scorso anno non avrebbe riacciuffato. È stato un 1912 positivo negli ultimi venti/venticinque minuti, con i cambi di Zaffaroni che hanno inciso eccome nell'economia e non creando sostanziali ripercussioni difensive nonostante lo sbilanciamento offensivo. Nella prima frazione gli ospiti hanno sofferto particolarmente l'assenza di geometrie ed ordine di Guidetti, palesando qualche imprecisione e leziosismi di troppo; la difesa ha retto a parte il brutto errore di Riva (non unico responsabile comunque sulla marcatura subita) che può capitare. I due attaccanti iniziali hanno faticato abbastanza ed anche Derrick e Giudici sono apparsi piuttosto in ombra con l'oggionese che ha anche dilapidato all'alba del secondo tempo. Un punto comunque vitale e legittimo in un campo difficile, con una squadra che ha cambiato l'allenatore e che ha comunque ambizioni playoff; primo punto dell'epoca berlusconiana con una classifica ancora positiva in attesa di un doppio confronto insidioso che li vedrà opposti a Triestina e Vicenza. La squadra deve crescere ma ha dimostrato un buon atteggiamento mentale reagendo allo svantaggio, Sarà fondamentale gestire al meglio tatticamente e tecnicamente l'abbondanza che il patrimonio offensivo offre ma recita bene un proverbio..  "Meglio abbondare che farla mancare".

Sandro Coppola