L'analisi - La difesa migliora, ma se non calci in porta...

04.12.2018 07:55 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 430 volte
L'analisi - La difesa migliora, ma se non calci in porta...

Il Monza non va oltre il pareggio ad occhiali in terra umbra dinnanzi ad un Gubbio, ancora imbattuto tra le mura amiche, che in settimana ha dato il benservito a mister Sandreani (capitano storico fino a qualche anno fa sul campo) e lo ha sostituito con l'esperto Giuseppe "Nanu" Galderisi. Statisticamente parlando, dopo 14 giornate, è la terza circostanza in cui i biancorossi hanno incrociato avversari avvicendanti gli allenatori nell'immediata vigilia dell'incontro, Roselli a San Benedetto e Maurizi a Teramo gli altri; terzo pareggio nella gestione Brocchi, sesto punto in altrettante gare e seconda volta che la squadra non subisce gol.

I numeri del Monza (clicca qui)

Brocchi mischia un po' le carte portandosi D'Errico (diffidato) in panchina e inserendo per la prima volta dall'inizio Giudici nella posizione bassa di terzino destro, col recuperato Barba mezzala nel centrocampo a tre e Reginaldo come prima punta; gli eugubini rispondono con un 4-2-3-1, il figlio d'arte Marchegiani tra i pali, i mediani Benedetti e Malaccari a far da schermo in mezzo e Casiraghi, Casoli e De Silvestro a supportare l'esperto ex Pro Vercelli Ettore Marchi. L'incontro non è stato esaltante a livello di pathos già dall'inizio, il canovaccio dice Monza che gestisce le operazioni con un possesso palla molto velleitario e soporifero e i padroni di casa accorti, pronti a ripartire ma che arrivati al dunque non si affacciano mai ai pali difesi dal calabrese Guarna. La partita è come detto noiosa, i brianzoli paiono scarni di idee, gli umbri impauriti per il momento no manifestano aggressività a livello di densità difensiva ma in avanti palesano, come i monzesi del resto, scarsa efficacia a livello di pericolosità. 

Per rileggere il live della partita: (clicca qui)

Nella ripresa l'imprinting del match è sempre quello, il sotto ritmo la fa ancora da padrone, il 1912 che accumula possesso e i Lupi umbri attendono copiosi dietro la linea della palla in attesa di qualche eventuale episodio favorevole; nel primo quarto d'ora qualche tentativo conclusivo si denota anche da ambo le parti con Guidetti e Marchi ma ce ne guardiamo bene a parlare di limpidezza. Neanche le sostituzioni sorgono gli effetti sperati, Galderisi le sfrutta tutte (tra cui Pedrelli e Campagnacci poi uscito per infortunio) mentre Brocchi prova a vincerla gettando nella mischia (a metà tempo) Derrick in luogo di Palesi, aumentando a quattro il numero di atleti offensivi dalla trequarti in su; ma non succede praticamente nulla ad eccetto di un'inzuccata del piccolo Tomaselli, subentrato a Ceccarelli, che finisce alta. 

Nella ridente Gubbio, location per diverse stagioni del noto telefilm "Don Matteo", si conclude a reti bianche e non poteva che essere così; l'esito è chiaramente il più veritiero con un Monza in parte mutato rispetto alle ultime uscite, per obblighi di assenze ma anche per nuovi esperimenti tecnico-tattici del mister (ex Milan e Brescia) il quale sostiene che la sua squadra avrebbe meritato ai punti ma purtroppo non parliamo di pugilato. Sull'out destro basso di difesa Giudici (miglior marcatore della scorsa annata) si è applicato con generosità ma chiaramente perde in pericolosità non potendo sfogare la sua propulsione da zolle intermedie di campo, quindi nè troppo avanti nè troppo arretrato; la sua posizione migliore è chiaramente quella di esterno di centrocampo, abbassato deve evidentemente crescere anche sul piano della copertura difensiva che non è la sua peculiarità. Ci vuole tempo ma il Monza ne ha? La classifica ci vede ancora anonimamente a metà, fuori dai Playoff e a nove lunghezze dal primato; è vero che davanti non corrono parecchio ma per recuperare lo svantaggio dalle zone alte bisogna anche vincere e i Bagaj non lo fanno dal 28 ottobre.

Si sono notati dei miglioramenti a livello difensivo, la squadra non ha sbandato come in altre partite e concedendo poco ai rossoblù. Nella proposizione però ci sono diverse lacune, possesso palla fine a se stesso, talvolta confusione, lentezza e avarizia di idee, poche giocate corali negli 25-30 metri e conclusioni velleitarie. Sembra ancora difettare la convinzione, gli esterni hanno saltato di rado l'uomo pur avendo qualità tecniche importanti e si segna poco (con tutti gli alibi del caso per le assenze), cinque reti in sei match sono oggettivamente poche. Sabato sera urge una vittoria contro una fastidiosa Giana Erminio che in trasferta nelle ultime quattro partite ha totalizzato sette punti, bisogna ripartire da uno start eleven che offra più certezze possibili. Di questi tempi non è però affatto agevole, al mister l'arduo compito.

Sandro Coppola