L'analisi - Solidi in difesa, leggeri davanti. E quel rosso a Cori...

 di Tommaso Morlini  articolo letto 620 volte
L'analisi - Solidi in difesa, leggeri davanti. E quel rosso a Cori...

Smaltita la sbornia piacentina, i ragazzi di mister Zaffaroni, offrono a domicilio il debutto per la Pistoiese di Indiani.

Evidentemente soddisfatto dal match di domenica scorsa, il tecnico brianzolo conferma lo stesso undici del Brianteo: classico 4-4-2 con Liverani fra i pali, Carissoni, Riva, Caverzasi e Tentardini in difesa, Giudici, Guidetti, Perini e D’Errico in mezzo e, davanti, Palazzo a servizio di Cori.

Identica formazione dunque, ma diverso risultato.

Il Monza appare molto macchinoso e mostra poco dei famosi spunti di bel gioco predicati dal proprio allenatore, finendo per disputare una gara nel complesso nervosa e confusionaria. A nulla valgono i tentativi di mettere ordine da parte di Guidetti e Perini, che patiscono il dinamismo dei mediani arancioni. I toscani dal canto loro, non riescono ad imporsi del tutto, spuntandola solo grazie ad un rigore trasformato da Ferrari a fine primo tempo.

Nella ripresa Zaffa tenta di mescolare le carte inserendo in ordine Barzotti, Galli, Ponsat, Palesi e Gasparri rispettivamente per Palazzo, Perini, D’Errico, Guidetti e Giudici, ma senza sbilanciarsi più di troppo, rimanendo in buona sostanza fedele al suo 4-4-2.

Innanzitutto, la tenuta difensiva: Caverzasi e Riva stanno iniziando ad amalgamarsi sempre di più fra di loro, Liverani è una certezza ed anche i terzini sembrano in crescita, anche se, proprio da uno di questi, arriva la leggerezza che costa la sconfitta ai biancorossi.

In generale poi, sarebbe sbagliato essere eccessivamente duri con i bagaj: se Palazzo non si fosse divorato quel gol clamoroso, ad esempio, staremmo tutti festeggiando per l’ottimo pareggio colto su un campo difficile. Con i “se” e con i “ma” la storia non si fa, d’accordo, però in un’analisi che si rispetti, va considerato tutto.

Per prima cosa, il risultato: questa sconfitta, infatti, ridimensiona subito chi, settimana scorsa, aveva gridato al miracolo. Sarà, di certo, una stagione di luci e ombre.

Entrando un po’ nello specifico, possiamo evincere due problemi fondamentali da questa gara: l’attacco e gli esterni.

Sulle fasce laterali, il Monza spinge troppo poco, non riuscendo a sfruttare a dovere i centimetri di bomber Cori. D’Errico, poi, vero mattatore in Serie D, appare lontano dai livelli ammirati lo scorso campionato. La domanda a questo punto è: si tratta di questioni legate alla condizione e alla scarsa conoscenza dei compagni, oppure in Serie C Ciccio è un giocatore normale? Solo il tempo ce lo dirà.

L’altro aspetto riguarda invece lo scarso supporto che il numero 9 riceve dai suoi scudieri. Già l’anno scorso avevamo avuto l’impressione che davanti mancasse qualcosa e i pro non fanno altro che alimentare questo dubbio. Il Monza dispone di ben 4 mezzepunte, Palazzo, Barzotti, Cogliati e Ponsat, eppure nessuna pare in grado di assistere degnamente Cori. Il barese, specialmente non è sembrato molto performante: se col Piacenza era stato un fantasma, coi toscani si fa vedere sì, ma solo per sciupare due buone palle gol.

L’ultima nota negativa è lo stesso Cori: se la prestazione calcistica in sè è sufficiente (o poco più) il pestone che rifila a Nossa mette nei guai Zaffaroni: per tre gare (questa la severa punizione del giudice) il mister dovrà farne a meno. E se una mezzapunta, almeno per ora, non pare affidabile, figurarsi due.

Contro il Pisa però, non partiamo battuti. Occhio a D’Errico, specialmente se dovesse mettersi male: le stelle, si sa, brillano al buio.

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