L'analisi - Troppe Fere per il Monza, i biancorossi ci provano nella ripresa ma c'è molto da lavorare..

07.11.2018 08:00 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 857 volte
L'analisi - Troppe Fere per il Monza, i biancorossi ci provano nella ripresa ma c'è molto da lavorare..

Pesante sconfitta per il Monza dinnanzi alla Ternana, sodalizio che ad inizio stagione avevamo asserito come la migliore squadra del girone per individualità. Risultato (ultimo 1-4 subìto in Forlì-Monza nell'aprile 2014) troppo punitivo, che non rispecchia a pieno il reale canovaccio del match coi brianzoli che hanno concesso e pagato qualche errore di troppo; degli umbri non possiamo che confermare le aspettative, compagine timonata da un mister di grosso spessore come il lucano De Canio e con 8/11 di Start Eleven disputante nella scorsa stagione il campionato cadetto. 

Le due squadre hanno incrociato i tacchetti con lo stesso modulo (4-3-1-2), marchio di fabbrica brocchiano; monzesi gli stessi di Fano se si esclude il volonteroso Reginaldo in luogo dell'infortunato Jefferson; i rossoverdi con l'ex Furlan tra le linee, Defendi mezzala e le due punte Marilungo-Nicastro (Vantaggiato e il granata Butic costretti in panca). Prima mezzora ad appannaggio degli umbri (gran parata di Liverani in apertura) che hanno mantenuto il pallino del gioco con velocità, essenzialità, facilità di verticalizzazione e le idee chiare della big; ma è il Monza a passare in vantaggio al quarto d'ora con il suo migliore in campo D'Errico (al primo centro) che, grazie ad una bell'azione e tiro incrociato, ha trafitto da fuori l'ex viterbese Iannarilli illudendo la platea monzese. Le Fere non sembrano però subire più di tanto il colpo e già dopo sei lancette d'orologio sono pervenute al pareggio con l'ex foggiano Nicastro, fortunato sulla deviazione fortuita di Riva, in seguito ad un'azione piuttosto prolungata in area e in cui la fase difensiva biancorossa è parsa abbastanza indulgente. Gli uomini di De Canio hanno acquistato ulteriore fiducia raddoppiando con l'ottimo Marilungo che di testa ha sfruttato un cross col compasso dell'indisturbato uruguagio Walter Lopez (titolare di quel Benevento promosso in A due anni fa) con l'out destro brianzolo molto accondiscendente e il nostro pipelet non esente da colpe; negli ultimi dieci minuti il Monza ha provato a rialzarsi con più aggressività e di baricentro ma nel complesso ha manifestato poca solidità dietro, con gli scali difensivi non sempre efficaci e degli appoggi in proposizione di manovra sovente non precisi.

Nella ripresa i padroni di casa avrebbero la chance di impattare immediatamente con Ceccarelli nelle poche concessioni ternane ma sono gli ospiti poi a triplicare col solito Marilungo su un errore dell'epurato (e dispiace) Liverani che non ha bloccato una conclusione di Salzano; i biancorossi dimostrano di saper reagire disputando una buonissima e abbondante mezzora, creando molteplici opportunità da rete con Giudici (entrato a fare il terzino al posto di Adorni), Ceccarelli, D'Errico e Origlio ma sono stati gli umbri, spietati, a trovare il quarto con Frediani sfruttante una ripartenza coi fiocchi confezionata da Giraudo e Marilungo, andando a timbrare su assist di Nicastro.

Score troppo pesante e lo confermiamo ancora, la Ternana dal canto suo pensiamo possa perdere solo lei il campionato; è un roster che potrebbe arrivare a metà classifica in B, ha come ostacolo il fatto di dover recuperare numerosi incontri ma ha la coperta lunga per poter ovviare; sul Monza che dire.. c'è molto da lavorare per mister Brocchi, è normale e non era questo il match in cui pretendere di fare punti. Ci sono molti aspetti da migliorare ma si sono intraviste anche delle buone situazioni, soprattutto nell'ultima parte di gara. La fase difensiva (quindi non solo il pacchetto dei difensori) deve essere assolutamente registrata il prima possibile, e ci sono i margini (i numeri dello scorso anno non possono essere un caso); si dovrà poi intervenire ulteriormente sull'aspetto mentale e la convinzione dei ragazzi, chiaramente anche sui meccanismi e l'imprinting che, dopo poco più di dieci giorni, non sono ancora ben oliati legittimamente. Non è dispiaciuto D'Errico in mezzala, la squadra a tratti ha proposto una buona estetica di fraseggio anche se, soprattutto inizialmente, si sono verificati alcuni errori basilari nell'appoggio corto. Si è faticato spesso sulle seconde palle e sul filtro delle linee di passaggio avversarie (molto redditizie), palesando inoltre una certa leggerezza e poco cinismo davanti; ma ad onor del vero non c'era molta scelta viste le contemporanee assenze di Cori e Jefferson. Il 1912 ha paradossalmente fatto meglio rispetto a Fano ma non ha avuto la precisione e lucidità per riaprire le ostilità; per caratteristiche attuali del gruppo si potrebbe anche alternare, di tanto in tanto, il rombo con altri moduli, valorizzando maggiormente la folta batteria di esterni a disposizione. Domenica si va ad affrontare una squadra molto interessante e in salute come la Vis Pesaro che dispone di esperte individualità (Flavio Lazzari, Rizzato, Botta, l'ex Briganti) e una serie di giovani giunti dalla Sampdoria; bisogna riavvicinarsi ai quartieri alti, da qui a gennaio si può sbagliare sempre di meno. La palla passa ora più che mai ai Bagaj che sono inevitabilmente sotto esame e in discussione, in attesa dei notevoli mutamenti di gennaio; a loro il compito di dimostrare di essere ancora da Monza già in riva all'Adriatico..

Sandro Coppola