L'analisi - Un Monza più che discreto nel primo tempo viene piegato poi da fermo da una Triestina organizzata ed aggressiva

11.02.2019 08:00 di Sandro Coppola Twitter:    Vedi letture
L'analisi - Un Monza più che discreto nel primo tempo viene piegato poi da fermo da una Triestina organizzata ed aggressiva

Sconfitta probabilmente troppo pesante per il Monza contro la Triestina, in una sfida per storia e qualità dei roster da categoria superiore e nel sontuoso impianto triestino (da massima serie) che porta il nome del paròn "Nereo Rocco". Un 3-1 maturato nella ripresa, con l'uno-due triestino su penalty che ha influenzato negativamente i biancorossi brianzoli per il prosieguo dell'incontro. Sono quindi 25 i punti conquistati da Brocchi in 17 gare, 10 le reti subìte nelle ultime tredici; si ferma ad otto gare la striscia positiva (aperta dal 15 dicembre) in cui il Monza è stato imbattuto in campionato, dieci se consideriamo anche la Coppa Italia.

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Triestina di Pavanel schierata con un 4-2-3-1 molto aggressivo e ordinato, il Monza ha risposto con un 4-3-1-2 in fase di possesso (4-3-3 in attesa) con D'Errico sulla linea di trequarti e il positivo Lora tornato titolare in campionato sotto forma di mezzala destra. La partenza a livello di predominio territoriale è stata ad appannaggio giuliano, col Monza un po' impacciato in uscita difensiva visto il forte pressing alto attuato dai padroni di casa. Tuttavia il 1912, a livello difensivo, ha sofferto poco e concesso solo qualcosina all'Alabarda con Guarna impegnato solo nel lavoro ordinario; nella seconda parte i Bagaj sono usciti più che discretamente iniziando a prendere in mano, seppur con ritmo non eccessivamente sostenuto, il pallino del gioco e costringendo Lambrughi (lissonese) e compagni ad abbassare il baricentro. Imbeccato da Marchi l'ex Cittadella Lora, a tu per tu con Offredi, ha colpito la parte alta della trasversale prima della mezzora per quella che è stata la chance più pericolosa del primo tempo da ambo le parti; un episodio, oltre alla possibilità di Brighenti,  che avrebbe potuto magari indirizzare l'inerzia del match.

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Nella ripresa l'imprinting dell'incontro ha intrapreso i binari rosso-alabardati che nel giro di un quarto d'ora si son conquistati l'intera posta in palio grazie a due rigori trasformati da "El Diablo" Granoche che ha di fatto congelato poi le velleità monzesi. Sulla prima concessione ingenui Fossati e Marconi mentre la seconda massima punizione è stata probabilmente troppo penalizzante per un Monza che si è visto tagliare le gambe faticando sulle ripartenze triestine e pungendo poco a livello di impostazione e pericolosità; da uno dei contropiedi l'Unione ha triplicato a metà ripresa con l'ex settore giovanile Chievo ed Inter Steffè. Brocchi nel frattempo aveva provato a riaprire la partita con gli ingressi di Reginaldo (per l'infortunato Brighenti) e il propositivo Ceccarelli ma la terza marcatura ha vanificato qualsiasi possibilità di rientro; i biancorossi ospiti hanno reso meno pesante il gap con un penalty trasformato da Derrick sul finire, su atterramento di Marchi.

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Una sconfitta che ha interrotto la serie positiva monzese, allontanato dalla seconda piazza e fatto perdere due posizioni, col sorpasso di Ravenna e Sudtirol. Un risultato probabilmente troppo pesante andando a rianalizzare l'economia del match, soprattutto nella prima parte. Negli ultimi 180 minuti presi ben cinque gol, di cui tre però su calcio di rigore e uno con la squadra costretta allo sbilanciamento a livello tattico. Nel primo tempo con la Triestina il 1912 non è dispiaciuto a livello difensivo, seppur Lepore (come terzino) in fase di copertura abbia faticato in alcuni frangenti e qualche uscita collettiva è stata un po' complicata; nella ripresa qualche disimpegno errato e poca lucidità in alcune situazioni hanno inciso sulle tre marcature. In fase di possesso si è visto qualcosa di buono per 20/25 di prima frazione, anche se è il ritmo non era così alto; è mancata nel complesso la pericolosità e presenza in area di rigore, con poca imprevedibilità (intravista poi con Ceccarelli), un numero basso di dribbling riusciti e di rifornimenti alle punte. Non bisogna però drammatizzare, la Triestina è una squadra forte ed organizzata e perdere a loro domicilio ci può stare. Martedì già un difficile banco di prova col Vicenza, sarebbe fondamentale vincere e riprendere immediatamente la marcia; la squadra ha tutte le carte in regola, sia tecniche che mentali, per reagire allo stop nell'estrema Giulia italiana ed avere le meglio nel matchup contro una diretta concorrente

Sandro Coppola