Come si prepara un atleta per una stagione di mtb?

Chiediamolo a Daniel Tssetti, nuovo acquisto del team Ktm Protek Dama.
 di Donald Brioschi  articolo letto 369 volte
Fonte: Donald Brioschi
Come si prepara un atleta per una stagione di mtb?

Daniel Tassetti, 20 anni ed in bici dalla tenera età di 8 anni con la scuola Felice Gimondi. Studente di scienze motorie ed un lungo curriculum pieno di successi tra cui una convocazione da Juniores con la nazionale italiana mtb che fanno ben sperare per un esaltante futuro sportivo. Dal 2017 nuovo acquisto del team KTM PROTEK DAMA.

MN: Cosa ti aspetti da questo 2017 Daniel?

DT: Certamente per me il 2016 non è stato un anno positivo, sotto più punti di vista. Il 2017 voglio che sia l’anno del rilancio! Già durante questa preparazione invernale sono riuscito a cogliere segnali positivi. In sella ad una KTM Myroon sono certo di poter dire la mia a tutte le gare a cui prenderò parte.

MN:Far parte di un team importante e conosciuto come il KTM PROTEK DAMA è una bella soddisfazione per un atleta, come è avvenuta la tua convocazione?

DT: Sono stato contattato dal team verso la fine di settembre. Già dal primo incontro con i dirigenti c’è stata subito sintonia.

MN: Studente di scienze motorie ed atleta, quanto potrebbe essere utile per la tua preparazione fisica?

DT: Direi molto! Sono sempre stato appassionato di questo argomento ed è anche uno dei motivi per cui ho deciso di intraprendere il mio corso di laurea. Lo studio più ampio e diversificato degli aspetti riguardanti l’allenamento mi è stato molto utile per la preparazione invernale in corso. Se ho fatto bene i miei “compiti” lo potranno dire solo i risultati .

MN: Passiamo al tuo allenamento, segui una preparazione specifica durante l’anno?

DT: Durante il periodo di gare sono molto elastico, non seguo nessun programma particolare. Diciamo che ho una settimana tipo, che non prevede dei lavori specifici. Eccezion fatta per alcuni periodi di avvicinamento a degli eventi importanti, dove gli allenamenti si fanno più mirati.  Al contrario durante l’off season la mia preparazione è molto più varia e “studiata”.

MN: Quante uscite a settimana fai?

DT: Solitamente esco tutti i giorni della settimana, compatibilmente agli impegni universitari.

MN: Si è visto tramite video condivisi sui social dagli atleti di coppa del mondo che il nuovo trend sia quello di allenare il core stability dell’atleta, hai avuto modo di testarli durante le tue sessioni di allenamento?

DT: I tracciati di world cup stanno diventando sempre più tecnici e quindi anche più fisici. Il core è sempre più coinvolto nella guida del mezzo, sia in salita che in discesa. Quindi ritengo che allenare il core stability, non solo durante l’inverno, ma anche durante la stagione agonistica, debba essere ormai una prerogativa di ogni biker.

MN: Quanto è importante la ciclicità dell’allenamento durante una stagione agonistica?

DT: Più che la ciclicità dell’allenamento in sè, intesa come ripetizione dello stesso lavoro, è importante la tempistica con cui vengono programmati questi cicli. Sbagliare i periodi di carico, senza tener conto dei feed back rinviati dal fisico dell’atleta potrebbe compromettere la stagione.

MN: Quanto è importante l’alimentazione?

DT: L’alimentazione è un punto focale per ogni sportivo che si rispetti. Seguire una dieta corretta può influire sulla prestazione dell’atleta in maniera importante.

MN: Daniel nel tempo libero cosa fa?

DT: Quello che fa la maggior parte dei ventenni: esco con gli amici, ascolto musica (tanta) e mi perdo a controllare i social; però quando sono al pc spesso leggo articoli inerenti il mondo del ciclismo.

MN: Se dovessi immedesimarti in un tuo amico come ti descriveresti?

DT: Con i miei amici sono una persona solare ed estroversa. Penso che mi descriverebbero così.

MN:Hai nel team un atleta che ha fatto un fantastico quinto posto alle ultime olimpiadi di Rio, di sicuro uno stimolo per tutti , cosa ne pensi?                                                                                                                  

DT: Botero è sicuramente il punto di riferimento all’interno del team. Pur essendo ancora molto giovane, ha già un bagaglio di esperienza notevole, che gli ha permesso di ottenere risultati strabilianti! Sicuramente ci sarà molto da imparare da lui. Ma lo stesso discorso è applicabile ai miei altri compagni di team. Nella loro carriera hanno tutti ottenuto risultati di rilievo sia a livello nazionale che internazionale e io, essendo il più giovane del roster, avrò modo di carpire qualche segreto da ognuno di loro.

MN: Prima di una partenza, sulla starting grid cosa pensa un atleta?

DT: Credo che nella testa di un atleta passino un’infinità di cose prima del via. Probabilmente nella mia più che in quella di altri, ma nei minuti immediatamente precedenti lo start, il focus è solo sulla curva in fondo al rettilineo.

MN: Hai gesti scaramantici prima di una gara?

DT: No, nessuno in particolare. Ho però un crocifisso che lego alla pipa di ogni mia bici.

MN: Vorresti ringraziare qualcuno in particolare?

DT: Le persone da ringraziare se sono arrivato dove sono ora sarebbero parecchie, però voglio citare i miei genitori: sembra scontato che un ragazzo dipenda dai propri genitori, ma solo loro sanno cosa ho passato durante l’anno appena trascorso, ma nonostante tutto non mi hanno mai fatto mancare il loro appoggio e mi hanno sempre consigliato al meglio.

 

MN: Grazie dell’intervista ed un fantastico 2017 ricco di tantissime soddisfazioni sportive e personali.

DT: Grazie a voi, ci vediamo sui campi gara!

 

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