Elms, Oreca vince dopo 4 ore tiratissime di gara

La gara si è risolta solo sotto la bandiera a scacchi con tre vetture racchiuse in soli 7 secondi
 di Cristiano Mandelli  articolo letto 346 volte
Elms, Oreca vince dopo 4 ore tiratissime di gara

Il successo si è ripetuto. Dopo il ritorno del WEC ad inizio Aprile con il prologo, la ELMS ha disputato questo week end il suo appuntamento richiamando ben 20000 persone ma soprattutto regalando spettacolo con una gara tiratissima, dominata dalle Oreca, conclusa dopo 4 ore con ben tre vetture in soli 7 secondi.

Ha vinto la Oreca 07 del team G-Drive grazie all’equipaggio composto dal messicano Memo Rojas, dal giapponese Ryo Hirakawa e dal francese Léo Russel.

Sul secondo gradino del podio è arrivata l’Oreca 07b Dragon Speed condotta dallo svedese Henrik Hedman, dal francese Nicolas Lapierre e dal britannico Ben Hanley. Terza la Dallara P217 High Class Racing con i danesi Dennis Andersen e Anders Fjordbach.

LA CRONACA

In pole position era la Oreca numero 39 (team Graff), guidata in avvio dal francese Enzo Guibbert (suo  il miglior tempo nelle qualifiche), che mantiene la testa dopo lo spegnimento dei semafori, lasciandosi alle spalle l’altra Oreca 21, del team Dragonspeed condotta dal connazionale Nicolas Lapierre. Seguono la Ligier JS P3 numero 32 dello svizzero Hugo de Sadeleer (Dragonspeed) e la Dallara P217 numero 47 (Cetilar Villorba Corse) con Giorgio Sernagiotto. Nei primi giri risale molte posizioni la Oreca numero 40 (Graff) con il britannico Richard Bradley che raggiunge perfino la seconda posizione: si ferma poi alla prima di Lesmo, riparte ma perde numerose posizioni. Bel duello, destreggiandosi in mezzo ai doppiati, fra la Dallara 47 e la 49, quest’ultima guidata dal danese Anders Fjordbach (High Class Racing).

All’ora di gara, è in testa de Sadeleer. Dopo varie soste ai box, a 2 ore e mezzo al termine, guida il gruppo la Oreca 21 con lo svedese Henrik Hedman, che poi perde posizioni. Prosegue il duello fra le Dallara, condotte ora da Roberto Lacorte e  il danese Dennis Andersen, che vale il secondo posto. A metà gara permane un grande equilibrio fra le cinque vetture che si contendono le prime posizioni: sono racchiuse in poco più di quindici secondi. Prima è sempre un’Oreca, ma è la numero 22 guidata dal francese Léo Russel (G-Drive). Seguono la Oreca numero 21 con Hedman e la Dallara numero 47 con Lacorte. Quest’ultima, nei giri successivi, guidata da Andrea Belicchi, dopo aver fatto registrare numerosi giri veloci e dopo aver lottato anche  con il portiere campione del mondo Fabien Barthez e la sua Ligier NSP217 numero 23, sale nelle prime posizioni.

Ad un’ora dalla conclusione la battaglia è ancora apertissima, con l’Oreca numero 22 in testa. Gli ultimi 60 minuti di gara vedono un’avvincente gara a 3, fra le due Oreca (la 22 guidata dal giapponese Ryo Hirakawa e la 21 dal britannico Ben Hanley) e la Dallara numero 49 con alla guida il danese Fjordbach. Si susseguono colpi di scena a ripetizione, fra soste per rifornimento e un drive through inflitto a Hirakawa che mantiene però la testa. Fjordbach, anche per un errore alla staccata alla Prima variante, deve cedere il secondo posto a Hanley che negli ultimi tre minuti vola per riprendere il giapponese. Hirakawa fa male i conti con il cronometro e per una manciata di secondi deve effettuare un ultimo giro finale con l’inglese che lo bracca destreggiandosi fra i doppiati. Alla fine l’Oreca del giapponese passa primo sotto la bandiera a scacchi per soli 2,2 secondi. A testimonianza di una gara e di un finale mozzafiato, dopo 132 giri, le prime tre vetture sono racchiuse in soli 7,2 secondi.

Vittorie nella categoria LMP3 per la Norma M30 del team Yvan Muller (equipaggio Capo/Creed) e nella LMGTE per la Ferrari 458 Italia del JMW Motorsport (equipaggio Smith/Fannin/Cocker).

In mattinata affollato antipasto in pitlane, con numerosi tifosi che hanno potuto ammirare da vicino box e vetture e chiedere ai piloti un autografo. E’ stato inoltre consegnato il terzo  “Trofeo Gian Luca Valt”, istituito in memoria di un grande appassionato di motorsport prematuramente scomparso, alla vettura votata dal pubblico come la più bella: il premio è andato alla Norma M30 dell’Oregon Team.

 

Il programma di oggi prevedeva anche altre due gare. Nella TCR International Series gara 2 si è chiusa con un entusiasmante duello fra lo svizzero Stefano Comini (Audi RS 3 LMS del Comtoyou Racing) e il vincitore di gara 1, Roberto Colciago (Honda Civic del team M1RA): ha avuto la meglio il ticinese alla media di 171.9 Km/h.

Nel World Series 3.5 Formula V8 l’austriaco della Lotus René Binder ha bissato il successo di ieri grazie ad una strategia molto astuta. Avvio caratterizzato da un doppio giro di formazione causato da problemi riscontrati dalla vettura di Diego Menchaca (Fortec Motorsports) e dallo spegnimento dei motori di Egor Orudzhev e Matevos Isaakyan (SMP Racing). Pietro Fittipaldi (Lotus) non ha sfruttato la pole e si è fatto superare da Roy Nissany (RP Motorsport) e anche dal compagno di squadra Binder. La svolta della gara si è avuta dopo il contatto, alla seconda di Lesmo, fra Orudzhev e Damiano Fioravanti (RPM Motorsport). Poco prima dell’ingresso della safety car, la Lotus ha richiamato Binder ai box, cosa che gli ha consententito di trovarsi al comando quando tutti gli altri dovevano poi effettuare le loro fermate obbligatorie. L’austriaco ha guadagnato un vantaggio incolmabile per gli avversari e ha vinto alla media di 205.6 Km/h. Sul podio Nissany e il giapponese Yu Kanamaru (RP Motorsport) che ha dovuto difendersi fino alla bandiera a scacchi da un aggressivo Fittipaldi, giunto quarto distanziato a meno di 4 decimi.

 

Sabato 13 Maggio 2016 – Oreca davanti a tutti nelle prove della ELMS

Prove, qualifiche e gare hanno animato la seconda giornata del weekend targato ELMS all’Autodromo Nazionale Monza.

Dopo le libere svoltesi in mattinata, i bolidi dell’European Le Mans Series hanno dato vita alle tre sessione di qualifica, dieci minuti per ogni categoria. Nella LMP2 tre Oreca ai primi tre posti. La 07 numero 39 del team Graff - con l’equipaggio formato dai transalpini Eric Trouillet/Paul Petit/Enzo Guibbert – ha fatto registrare (con Guibbert)  il miglior tempo con 1:36.526 alla media di 216.1 Km/h. Alle sue spalle la numero 21 del team DragonSpeed (guidata da Hedman/Lapierre/Hanley) e la numero 22 del team G-Drive Racing (con Rojas/Hirakawa/Roussel). Quarta la Ligier JSP217 numero 32 del team statunitense United Autosports (equipaggio Owen/de Sadeleer/Albuquerque). Una Ligier sempre dell’United Autosports ha staccato invece il miglior crono nella categoria LMP3: è la numero 3 condotta da Patterson/Boyd/England. La Ferrari 488 Spirit of Race di Cameron/Griffin/Scott è risultata la migliore infine fra le LMGTE.

La 4 Ore, con 36 vetture sulla griglia di partenza (12 LMP2, 17 LMP3 e 7 LMGTE), si svolgerà domani con partenza alle ore 13.30. Nel corso della mattinata Pitwalk (dalle 9.30 alle 10.30) e sessione autografi (dalle 9.45 alle 10.15).

Protagoniste oggi anche le altre serie. Gara 1 della TCR International Series ha visto ai primi due posti due Honda Civic del team M1RA: vittoria, alla media di 171.8 Km/h, per Roberto Colciago che ha preceduto il compagno di team, l’ungherese Attila Tassi. Terzo posto per la Seat Leon dello spagnolo Pepe Oriola (Lukoil Craft-Bamboo Racing). Ha consegnato i premi Gabriele Tarquini, pilota di Formula 1 e campione Wtcc nel 2009. Colciago guadagna la testa alla Prima variante dopo il via e brucia il belga Frédéric Vervisch (Audi RS3 LMS del Comtoyou Racing) partito dalla pole e poi deve difendersi dai ripetuti attacchi di Tassi. In precedenza l’ungherese aveva ingaggiato un avvincente duello con Oriola. Domani gara 2, sempre di 30 minuti, con il via alle 14.30.

In gara 1 del World Series 3.5 Formula V8 taglia per primo il traguardo l’israeliano Roy Nissany (RP Motorsport) ma per una penalizzazione di cinque secondi (taglio di chicane) la vittoria va all’austriaco della Lotus René Binder (nella foto). Sul terzo gradino del podio il russo Matevos Isaakyan (SMP Racing by AVF). In pole position è ancora una volta in stagione Pietro Fittipaldi, il pilota della Lotus nipote di Emerson, che si attarda però al via e finisce nelle retrovie: alla fine si deve accontentare del giro più veloce. La gara vive sul duello sul filo dei secondi fra Nissany e Binder che da buon ragioniere sfrutta la penalità dell’israeliano per risultare primo nella classifica finale. Domenica gara 2 (nuovamente di 40 minuti + 1 giro), dalle 15.25.

Nella gara della Michelin Le Mans Cup successo, dopo due combattutissime ore di gara, della Liger del Nielsen Racing con i britannici Colin Noble e Anthony Wells. Bel duello finale fra lo spagnolo Alexander Toril (Norma DKR Engineering), secondo, e Maurizio Mediani (Liger Spirit of Race).

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