#GpItalia, una festa per 185000 persone

Pubblico da record per la ottantasettesima edizione
 di Cristiano Mandelli  articolo letto 122 volte
#GpItalia, una festa per 185000 persone

Numeri da record quelli dell’ottantasettesimo Gran Premio d’Italia di Formula 1.
185.000 presenze nella quattro giorni in Brianza, merito di una Ferrari che arrivava a Monza in gran forma. Peccato poi che le rosse non siano riuscite a dare quello che il pubblico meritava, ovvero la vittoria. La Ferrari ha infatti ringraziato il pubblico con una pessima prestazione, dove anche il podio è rimasto a rischio fino all’ultimo giro. Merito di un grandissimo Ricciardo con la Red Bull, che dalla diciassettesima posizione in griglia, è riuscito ad arrivare quarto, giungendo sul traguardo praticamente in scia alla vettura di Vettel, dopo una incredibile rimonta.
Dalla rossa di Maranello non ci si aspettava di certo una prestazione così incolore, deludente a tal punto che anche il suo Presidente, Sergio Marchionne, ha manifestato tutto il suo disappunto, dichiarando imbarazzante il distacco della Ferrari dalla Mercedes qui in Brianza. Prestazione deludente che ha sorpreso pure Lewis Hamilton, che si aspettava una rossa molto più competitiva.
E proprio la Ferrari si merita un bel 5 in pagella in quanto non ha mantenuto le promesse della vigilia, che la volevano sì su un gradino più in basso della Mercedes, ma di certo non con un secondo al giro di distacco.
Un bel 5, se non ancor meno, se lo merita Kimi Raikkonen, reo di aver disputato prove e gara piuttosto incolori, con la scusante di una vettura molto scivolosa, ma anche lui ha le sue belle colpe, come quando si è fatto sverniciare da Daniel Ricciardo alla frenata della prima variante, perdendo il quarto posto.
Un bel 4 se lo merita l’Autodromo di Monza, che si è presentato all’appuntamento più importante della stagione con il look dell’asfalto rifatto sul rettifilo d’arrivo. Ebbene proprio dall’asfalto sono arrivati i problemi, dapprima nella sua conformazione, con un dislivello che faceva continuamente strisciare le vetture di Formula 1, e poi per l’inadeguatezza del drenaggio, che ha provocato l’incidente di Grosjean con la Haas e soprattutto ha resa necessaria la sospensione delle prove di qualificazione per quasi tre ore. C’era infatti troppa acqua sul rettifilo del traguardo: sicuramente l’eccezionalità della pioggia è stata determinante, ma in passato si erano già avute situazioni del genere, vedi 2008 quando vinse Vettel con la Toro Rosso, ma non si era arrivati a lunghe attese per la sospensione delle prove. Il nuovo asfalto quindi non si è dimostrato adeguato per un circuito dal tale blasone, dove corrono le vetture più veloci del Mondo.
Un bel 7 se lo merita Liberty Media, che in collaborazione con ACI e SIAS ha cercato di rendere il week end di Monza più a misura di tifoso. Bella l’idea della passerella dei piloti all’ingresso dei box, che ha consentito ad una folta schiera di tifosi di poter vedere da vicino i propri beniamini, poter scattare una foto, un selfie o farsi fare un autografo. Bella anche l’idea della parata dei piloti con le auto storiche della Mille Miglia, avvenuta  poco dopo le 12.00 di domenica. Con le stesse vetture era stata organizzata, il giovedì, una parata in centro a Milano, peccato che solo una decina di piloti si sia presentata, per la delusione di qualche migliaio di tifosi presenti in piazza Castello. L’operazione è di sicuro riuscita, sarà comunque da migliorare nel 2018.
Infine un bel 10 se lo meritano sia Lewis Hamilton che la Mercedes. Il pilota inglese è stato praticamente perfetto, lasciando le briciole agli avversari, portando a casa pole, vittoria (non il giro più veloce, andato a Daniel Ricciardo), ma soprattutto la leadership del mondiale, che lo vede ora davanti a tutti con tre punti di vantaggio su Vettel. La casa della stella a tre punte ha dimostrato una superiorità schiacciante nella gara di casa della Ferrari. Ha messo in mostra un motore nettamente superiore a quello della rossa, tanto che Raikkonen e Vettel hanno avuto grandi difficoltà a superare sia Ocon (Force India), sia Stroll (Williams), entrambe motorizzate dalla Mercedes. Un divario di cavalli difficile da colmare in breve tempo, ma che sicuramente non farà una grande differenza nelle prossime gare, consentendo alla Ferrari di poter lottare fino alla fine per il titolo.

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