Il Rosso Ferrari ha colorato l'Autodromo di Monza

Week end dedicato ai clienti Ferrari ed ai 25 anni del Challenge
 di Cristiano Mandelli  articolo letto 202 volte
Il Rosso Ferrari ha colorato l'Autodromo di Monza

I 25 anni del Ferrari Challenge hanno ammantato di rosso vivo il primo fine settimana motoristico di questo intenso mese di giugno sportivo dell’Autodromo. Quattro avvincenti gare nelle due categorie previste - Trofeo Pirelli e Coppa Shell – con quasi 50 fiammanti Ferrari 488 Challenge affidate ad esperti piloti provenienti da tutto il mondo che hanno incontrato il pubblico in un’affollata sessione autografi, circa 140 vetture dei clienti del Cavallino, l’esposizione nel paddock delle vetture che hanno fatto la storia del Challenge dal 1993: questi sono stati i principali ingredienti che hanno richiamato in Autodromo tanti appassionati.

Molto avvincenti tutte le quattro gare, due per ogni categoria e ciascuna di 30 minuti, che si sono disputate fra ieri ed oggi.

Nel Trofeo Pirelli dominio totale in questa due giorni per Daniele Di Amato (CDP), il pilota romano anno 1990 che quest’anno sta ben figurando anche nella Porsche Supercup (sesto posto al suo debutto sulle strade di Montecarlo). Sia in Gara 1 sia in Gara 2 doppio “triplete”: pole position, vittoria (alla media, rispettivamente, di 186,9 Km/h e 187,1 Km/h) e giro più veloce. Significativi i distacchi inferti agli avversari grazie ad un ritmo serrato: sul secondo classificato più di 22 secondi in Gara 1, quasi 14 secondi in Gara 2, distacchi certamente non abituali per un Ferrari Challenge. La cronaca ci ha regalato, in Gara 1, alle sue spalle, un’avvincente lotta fra il britannico Sam Smeeth (Stratstone Ferrari), l’austriaco Philipp Baron (Rossocorsa) e lo svizzero (campione di GP2) Fabio Leimer (Octane 126). A cinque minuti dalla bandiera a scacchi, la lotta per il secondo posto vede un contatto fra Baron e Leimer che costa, oltre agli specchietti di entrambe le Ferrari, al primo una penalità di 25 secondi e al secondo una serie di danni alla vettura che lo fanno allontanare dalle prime posizioni. Ne approfitta Smeeth che giunge quindi al traguardo secondo, mentre terzo è Alessandro Vezzoni (Rossocorsa – Pellin Racing). Anche in Gara 2, dietro all’irraggiungibile Di Amato, si ripete il duello fra Baron e Leimer: i due battagliano ma evidentemente preferiscono evitare di autoeliminarsi come nel giorno precedente. Arrivano in quest’ordine, separati da meno di due decimi di secondo.

Nella Coppa Shell in Gara 1 il danese Johnny Laursen (Formula Racing) non sfrutta in partenza la pole position, perde subito posizioni ai danni del gruppo e lascia la testa alla Prima variante allo svizzero Christophe Hurni (Zenith Sion Lausanne), poi sopravanzato da Erich Prinoth (Ineco-MP Racing). Al secondo giro spettacolare incidente, a quasi 300 Km/h,  per Thomas Gostner (Ineco-MP Racing) che esce illeso grazie alla robustezza della 488 Challenge. Ne fa le spese, incolpevole, lo svedese Christian Kinch (Gohm Motorsport) costretto ad uscire di scena. Inevitabile la safety car per pulire e mettere in sicurezza la pista. Finale di gara con Prinoth che mantiene la prima posizione fino al traguardo, vincendo alla media di 154,1 Km/h, dove precede Hurni e il canadese Eric Cheung (Formula Racing). Bella prestazione della debuttante diciannovenne Fabienne Wohlwend (Octane 126) che  vale per la lussemburghese la quinta posizione e la coppa per le ladies. Gara 2 prende avvio con un bel duello fra l’olandese Fons Scheltema (Kessel Racing), partito dalla pole, che tiene la testa e il francese Henry Hassid (Charles Pozzi). Dietro di loro Laursen e Claudio Schiavoni (Kessel Racing).  Dopo dieci minuti il turco Murat Ruhi Cuhadaroglu (Kessel Racing) rocambolescamente perde il controllo della propria vettura e mette fuori gioco l’incolpevole Fabienne Wohlwend che mestamente torna ai box a piedi. Alla ripartenza dopo una serie di giri in regime di safety car, doppio entusiasmante sorpasso. Hassid conquista la prima posizione ai danni di Scheltema, mentre Hurni, negli ultimi minuti, è terzo sopravanzando Laursen. Con questo ordine di arrivo si conclude la gara: la vittoria è conquistata alla media di 167,8 Km/h.

Nella giornata di domenica, la mattinata è stata impreziosita dalla sessione autografi tenutasi all’interno del paddock dove primeggiavano le vetture che hanno fatto la storia del Ferrari Challenge: la 348, la F355, la 360, la F430 fino alla 458, modelli derivati dalla serie ma progettati per il mondo delle competizioni.

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