Biglietto, salamella e foto: se anche il calcio dei bambini diventa schiavo del business....

A cura di Alessandro Crisafulli, giornalista @pedateepalloni
Direttore generale Us Aurora Desio - Settore giovanile
21.10.2016 16:00 di Alessandro Crisafulli Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Crisafulli
© foto di Emanuele Taccardi/TuttoMatera.com
Biglietto, salamella e foto: se anche il calcio dei bambini diventa schiavo del business....

Avete un figlio che gioca a calcio? Bene, allora avrete avuto l'occasione più e più volte di portarlo a uno dei tornei che scandiscono il calendario agonistico dei nostri piccoli amanti del pallone. Tornei che, lo avrete notato, negli ultimi anni sono sempre più frequenti, capillari. Un vero e proprio affollamento, un tourbillon di memorial, “cup” e nomi di fantasia a go-go per attrarre l'attenzione delle Società. Ecco, proprio questo è quanto si sta verificando: una gara, tra le Società dilettantistiche, a chi organizza più eventi e chi attrae più squadre. Nelle caselle mail dei club i messaggi che iniziano con “Gentile Società Vi invitiamo a partecipare a una nuova fantastica edizione del torneo....” sono ormai all'ordine del giorno. In certi casi assillanti, ripetuti, tanto a volte da finire nello “spam”. Stessa cosa nei gruppi locali di WhatsApp che sono stati creati appositamente, dove ormai ci sono “professionisti” dell'invito, che giorno e notte divulgano volantini, appelli, suppliche per raccimolare più squadre di bambini.

Alcuni tornei, poi, sono davvero belli, coinvolgenti, interessanti, piacevoli da vivere in campo e fuori. Altri, invece, vengono organizzati con formule strampalate, con programmi che durano da mattina a sera, con pause estenuanti di ore tra una partita e l'altra per i baby giocatori e i genitori al seguito. Oppure dove torni più e più volte, per terminare il torneo.

E se un tempo il vortice di manifestazioni si scatenava solo in primavera e in estate, adesso arriva già anche prima di Natale. Non solo: ci sono alcuni centri sportivi che ne promuovono uno a settimana, per bambini di 5,6,7,8,9 anni...

Ma cosa c'è sotto a questa gara a chi acchiappa più squadre?

Il piacere di organizzare degli eventi per bambini, di vederli correre felici su un campo di calcio, di esultare dopo un gol, di abbracciarsi dopo una vittoria o scambiarsi il “cinque” dopo una sfida appassionante. Certo. Ma solo in parte. In piccola parte.

Poi ci sono i biglietti di ingresso....Mamme, papà, zii, nonni che arrivano per vedere le gesta del proprio pargolo aspirante Higuain. E botte di 3 euro (prezzo più o meno fisso) a testa, che moltiplicati per 200, 300, per più giorni, per più settimane...fanno un bel “bottino” di migliaia di euro. Ai quali aggiungere gli introiti da salamelle, panini coi wurstel, bibite e quant'altro. E poi, vuoi mettere la foto che immortala il doppio passo di tuo figlio, stampata sul momento e pagata 5 o 7 euro? E quella della squadra? E via con gli incassi.

Se per alcune piccole società sono ancore di salvezza per far quadrare i conti e sopravvivere. Per altre realtà sono diventare – ahinoi – un vero e proprio business. Che, diciamolo! Se ne infischia dei bambini, ma mira solo al portafoglio dei genitori. A anche a queste latitudini, il calcio diventa, purtroppo, questione di business.

E voi, avete mai partecipato o organizzato tornei giovanili in Brianza? Quali vi sono piaciuti e perchè? Ritenete equo il pagamento di 3 euro (spesso ripetuto più volte per lo stesso evento) per assistere a partite di bambini?

Noi all'Aurora Desio piace essere divertirci. Ecco perchè, per i nostri tornei, lanciamo lo slogan #NoTicket. E, come sempre, visto che è tempo di weekend e di centinaia di partite di bambini in Brianza, l'hashtag ufficiale è il solito #Divertiamoci!