Brocchi: 'Dopo il 3-2 ho pensato che avremmo segnato. Reginaldo ha dato l'anima. Lo stadio che urla Monza? Si perde e si vince tutti insieme. Sul prossimo avversario e il rigorista...'

16.05.2019 11:00 di Redazione MonzaNews Twitter:    Vedi letture
Mister Brocchi
Mister Brocchi

Vi proponiamo la conferenza stampa di mister Cristian Brocchi al termine del pareggio contro il Sudtirol che ha sancito la qualificazione dei biancorossi al primo turno playoff nazionale. Al suo arrivo in sala stampa il tecnico ha scherzato: "Non fatemi domande complicate che sono cotto".

- Mister, partiamo da una cosa semplice: il Monza ha passato il turno anche se con un po' di sofferenza.
"Peccato perché abbiamo dovuto soffrire così tanto e abbiamo avuto anche un piede fuori. E' subentrato quello su cui questa squadra deve migliorare. E' venuto fuori ciò di cui ho parlato in Coppa Italia, quelle in cui abbiamo sofferto come oggi. Bisogna lavorare su questo. Siamo andati sul 2-0, loro l'hanno riaperta con un tiro che è un'autorete, però è anche vero che nella ripresa non siamo riusciti a fare quello che volevamo e ci siamo abbassati di nuovo. E' risuccesso quello che non deve succedere. Speriamo che sia servita non da lezione, ma che i ragazzi capiscano che devono continuare a lavorare su quei concetti che io cerco di trasmettere loro: che siamo molto più bravi quando stiamo alti e cerchiamo di fare la partita, andando a prendere la squadra avversaria in modo aggressivo nella loro metà campo".

- La prima mezz'ora è stata di dominio: si può riproporla per tutta la partita e se sì cosa manca per farlo?
"Non è che si può. Si deve! Il concetto che cerco di trasmettere ai ragazzi è che si fa molta meno fatica quando vai difenderti nella metà campo avversaria. Beccherai qualche ripartenza, però non sei sempre sotto stress da parte degli avversari con i palloni che rimbalzano tra un giocatore e l'altro. E' molto meglio quando sei alto, corri di meno, rischi di meno e sei aggressivo".

- Cosa ha pensato quando D'Errico ha sbagliato il rigore e due minuti dopo è arrivato il loro gol e lì il Monza era fuori?
"Devo essere sincero? Ho pensato di fare gol perché non era possibile dopo quello che ci era successo in Coppa Italia. Avevamo un po' di credito con la fortuna però io dico sempre che la fortuna non arriva per caso ma devi andartela a cercare, magari un'altra squadra senza carattere si sarebbe completamente sciolta invece i ragazzi hanno tirato fuori quello che hanno e dovrebbero avere per 90'. Si sono buttati in avanti e ci hanno creduto ed è arrivato un grandissimo gol, perché non è stato un gol fortunoso. Ci siamo tirati la fortuna dalla nostra parte e siamo anche stati premiati perché siamo andati a giocare a Bolzano con la voglia e la volontà di conquistare il quinto posto per avere il risultato a favore. Anche questo è importante. Se avessimo giocato a Bolzano pensando esclusivamente alla finale di Coppa Italia magari poi succedeva quello che è successo e oggi si giocava con il risultato a sfavore e in trasferta ed era tutto più complicato. E' stato un premio anche per questo. Ma devo anche fare i complimenti al Sudtirol perché ha giocato tutta la partita. E' vero che loro avevano la testa più libera rispetto a noi e l'aspetto mentale è andato a loro favore per come sono arrivate le reti. Nell'economia generale dei rischi della partita a livello mentale avevano qualcosa in più. Hanno fatto bene, hanno giocato con personalità, hanno un giocatore fortissimo come Morosini, ma anche altri hanno fatto bene".

- Se la sente di spendere una parola per un singolo?
"Reginaldo sopra tutti. Perché è un ragazzo che dà l'anima per questa squadra. Però ne potrei elencare altri che oggi hanno messo qualcosa di importante. Ma se devo fare un nome solo, faccio quello di Reginaldo".

- Le scelte iniziali sono dovute a qualche problema?
"Negro, Ceccarelli e Marchi non erano in perfette condizioni. Sapevo già di avere una squadra che poteva subire dal punto di vista fisico perché avevamo nelle gambe una partita in più. Ci portavamo dietro la finale di Coppa Italia e i giocatori che sono scesi in campo sono quelli che hanno giocato quella gara e avevo bisogno di gente fresca che stesse bene dal punto di vista fisico. Le scelte sono state premiate: Brighenti e Marconi hanno fatto gol. Chiricò è partito molto bene. E' bello quando un allenatore può fare queste scelte".

- Tra le avversarie chi preferirebbe incontrare?
"Mi mettete in difficoltà. Non lo so. Oramai arrivati a questo punto io penso che tutte le squadre che andremo ad affrontare sono di ottima caratura, con qualità e probabilmente andremo a giocare al Sud con ambienti caldi. E' bello che siamo riusciti a portare il Monza giocarsi questo obiettivo".

- Non preferirebbe incontrare la Viterbese e c'è un conto in sospeso?
"Se dovesse essere la Viterbese non parlerei di conto in sospeso, ma parlerei del fatto di prenderci la rivincita. A quel punto vorrei vedere come i miei giocatori affronterebbero quel tipo di partita".

- Tutte queste partite ogni tre giorni che impatto possono avere sull'aspetto fisico ma anche psicologico?
"Dal punto di vista psicologico dovrebbe essere qualcosa di bello: abbiamo passato il turno e ci deve dare una iniezione di fiducia. Un'altra squadra dopo il 3-2 si sarebbe sciolta e noi abbiamo reagito ancora e questo deve essere un fattore importante che deve fare capire ai ragazzi che forza ne hanno e quando pensano di non farcela più, hanno ancora un 30% di riserva. Gli studi dicono questo. Lo diceva anche Zaffaroni? Perché lo abbiamo letto: è scritto sui libri. Io voglio crederci".

- La squadra è forte però ha sempre grossi problemi soprattutto di carattere psicologico. Come può intervenire lei?
"Creando consapevolezza nei ragazzi. Secondo me quei momenti nascono anche quando le cose vanno bene: oggi (ieri, ndr) hanno iniziato ad abbassarsi già sul 2-0, come già successo vedevano l'obiettivo che si avvicinava, col risultato a favore, hanno pensato che per perdere dovevano prendere tre gol, si comincia a fare un colpo di tacco in più, a fare un'uscita sull'avversario al 95%, a prendere qualche situazione in cui vai in difficoltà, un gol su autorete e c'è il black-out. Ma non è il black-out dopo il 2-1, dopo il 2-0 non devi fare questo ma devi continuare".

- Oggi tutto lo stadio dopo il 3-2 ha gridato Monza.
"Non potete capire quanto io sia contento e felice vedere le persone che tifano fino al 90'. Si perde e si vince tutti insieme, ma per vincere bisogna essere tutti uniti. Non perde Brocchi, perde il Monza. Non vince Brocchi, vince il Monza. Più siamo positivi, uniti e ci facciamo sentire, più li aiutiamo. Quando finisce la partita, si tirano le conclusioni. E' stato sicuramente bello".

- Questione rigorista: D'Errico tira i rigori sempre lì. Bisogna cambiarlo.
"Nella mia esperienza anche da calciatore, il rigorista non lo deve scegliere l'allenatore. L'allenatore può dare dei nomi, dire chi sono i migliori, ma in quel momento lì deve sentirsela il giocatore. Alternative? Anche Marchi lo è. Reginaldo lo è meno. Ma se D'Errico se la sente, lo calcia. Con la Viterbese è andata bene, oggi ha sbagliato. Se un'altra volta non dovesse sentirsela, passerebbe il pallone a Marchi, Brighenti, anche Lepore. Se dovesse capitare ansia in futuro, non dovrei comunque essere io a dirgli di non tirare più rigori. E' talmente intelligente Ciccio che non avrebbe problemi, da capitano, a dare il pallone a qualcun altro".

- Cambierà qualcosa a livello mentale ora che bisognerà fare un gol in più dell'avversario?
"Io preparo le partite in casa e in trasferta alla stessa identica maniera. Non sono presuntuoso. Per me non è che in casa si gioca in un modo e in trasferta in un altro modo. Io ho un mio credo calcistico".

- Il fatto di aver fatto queste due partite in più può aver portato alla squadra più carica?
"Avrei preferito vincere la Coppa e avere 10 giorni di tempo per preparare la partita invece che giocarne due".