Il 2016 da sballo di Zaffaroni

 di Giulio Artesani Twitter:   articolo letto 485 volte
Il 2016 da sballo di Zaffaroni

Quando si dice che qualcosa è da cerchiare col pennarello rosso o da evidenziare con un bel giallo fluo brillante... E’ il caso dell’annata 2016 di Marco Zaffaroni in veste di allenatore! Difficile, quasi impossibile fare confronti o stilare classifiche con altri "condottieri", ma l’anno 2016 per il nostro “Zaffa” è da incorniciare: è iniziato il 6 gennaio sulla panchina della Caronnese (2-1 sul Pro Settimo Eureka) giorno in cui conquistò la vetta solitaria della classifica del girone A ed è proseguita con uno score da brividi: in tutto 36 partite (fra Caronnese e Monza), con 26 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte, 85 punti conquistati (media di 2,36 a partita…!) con 78 gol realizzati (in media più di due a partita…) a fronte di 16 subiti.
Vale la pena ricordare, vista la loro rarità, le tre sole sconfitte patite:
7/2/2016: Oltrepo Voghera-Caronnese 2-0
20/3/2016: Rapallo Bogliasco-Caronnese 1-0
20/11/2016. Monza-Virtus Bergamo 0-1
Impressionante la regolarità della Caronnese, che ha conquistato lo stesso numero di punti nel girone di andata ed in quello di ritorno: 41 in 19 partite (il campionato era formato da 20 squadre). Se proprio si vuole trovare un “difetto” (e usiamo il virgolettato…) alla squadra che Zaffaroni ha allenato nel girone di ritorno e condotto al secondo posto in classifica, lo si può identificare nel rendimento esterno. E qui si giustifica il “virgolettato”: a Monza ci siamo talmente abituati bene che i 3 pareggi e le 2 sconfitte registrate a fronte delle 5 vittorie (11 gol contro 5) della Caronnese nel 2016 potrebbero costituire un confronto improponibile con la marcia trionfale biancorossa che ha sin qui registrato 9 vittorie in altrettante trasferte. Ma evidentemente il Monza attuale è a trazione anteriore e l’unica notizia  che ci interessa è la regolarità e la tenuta psicofisica per tutto il campionato che il tecnico milanese ha saputo imprimere alla sua formazione nella prima significativa  esperienza di quella che gli auguriamo essere una brillante carriera. Se lo merita (e ce lo meritiamo anche noi…) .

Giulio Artesani

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