L'analisi - Il subentrato Ceccarelli acciuffa immediatamente il Teramo con un Monza però sprecone nel primo tempo

18.02.2019 08:00 di Sandro Coppola Twitter:    Vedi letture
L'analisi - Il subentrato Ceccarelli acciuffa immediatamente il Teramo con un Monza però sprecone nel primo tempo

Finisce 1-1 al "Gaetano Bonolis" tra Teramo e Monza, con lo stesso score dell'8 ottobre 2005 (Taua, Tricarico) quando però, nella medesima categoria, si giocava ancora al "Vecchio Comunale". Sono 29 i punti in 19 gare nell'era Brocchi con una sola sconfitta nelle ultime tredici; nella speciale classifica del 2019 (in sette incontri) i biancorossi si attestano in quinta piazza a 14 punti con davanti Feralpi, Triestina, Sudtirol e Pordenone, con una media di due punti a gara.

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Il Monza, 4-3-3 in non possesso, è partito bene nel primo quarto d'ora di gara creando due tre/palle gol (con Reginaldo e Marchi su tutti) dinnanzi ad un Teramo molto denso in mediana (3-5-2) che si è messo più in luce nella parte finale di prima frazione, con Ventola che ha sporcato i guanti a Guarna in una circostanza. Fase centrale più equilibrata e asfittica, con una qualità nel gioco non eccelsa e caratterizzata da qualche imprecisione di troppo in appoggio corto, i Bagaj in sofferenza talvolta in mediana con Armellino (apparso piuttosto stanco) e Palazzi. La fase difensiva ha retto piuttosto bene nel filtro con qualche sbavatura in disimpegno che però non ha creato pericoli degni di nota.

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Nella ripresa l'imprinting ha subito un'involuzione da ambo le parti, con l'andamento che si è fatto più da garra, da spezzettature e palloni spesso ballonzolanti in modo confusionario, con la manovra sviluppatasi raramente a terra. Un canovaccio più adatto all'ideologia del comandante Agenore Maurizi (spesso giustiziere in passato dei brianzoli) che ha sfiorato anche il colpaccio. Nonostante l'ingresso di Fossati in regia nelle fila monzesi la solfa non è cambiata nel prosieguo, il ritmo si è abbassato e i due eleven si sono allungati sempre di più; le chance da rete sono diminuite nella ripresa e solo il botta e risposta degli ultimi dieci minuti ha ravvivato l'incontro. Il lucano Infantino (eludendo Negro) ha svettato più in alto di tutti sul primo palo da cross del vivace Ventola ma ci ha pensato poi, due minuti dopo, il subentrato Ceccarelli in azione solitaria a pareggiare i conti in seguito ad un'incuneata tra i difendenti abruzzesi; dopo aver sterzato lo scuola Lazio ha mirato dolcemente il secondo palo e trafitto Gomis. La partita di fatto è terminata qui con la girandola di sostituzioni e la serie di pause di gioco che hanno vanificato le velleità ospiti.

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Un pari, in località Piano d'Accio, che lascia indubbiamente l'amaro in bocca per il 1912. Bisognava essere più cinici nella prima parte di gara e provare da subito a girare a proprio favore l'inerzia. La partita, come detto, non è stata memorabile e solo il finale thriller ha creato pathos agli spettatori presenti e davanti alla tv. I Bagaj hanno fatto un passo indietro rispetto all'ultima prestazione, la manovra è stata di tanto in tanto imprecisa ed è mancata lucidità sotto porta; la fase difensiva non è stata perfetta ma tutto sommato ha retto (escludendo il gol subìto), la mediana ha sofferto la densità e l'aggressività teramana nel secondo e molti elementi a lungo andare hanno palesato stanchezza fisica. È stata positiva la reazione immediata mentalmente allo svantaggio, forse qualche cambio sembra esser giunto con un po' di ritardo in relazione anche ad una condizione fisica generale non ancora abbastanza soddisfacente. Si attenua il tour de force, ora si potrà lavorare spesso con più tranquillità e preparare al meglio in settimana gli incontri; col Fano sabato prossimo urgono i tre punti per mantenere ancora viva la speranza della seconda piazza. Per raggiungere posizioni nobili in ottica playoff bisogna però accelerare anche in trasferta in cui non si riesce ad uscire con la posta in palio piena da ben quattro gare (a Fermo nel pre natalizio).

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Sandro Coppola