L'analisi - In piena Zona Cesarini un bolide di Anastasio rompe la serie positiva sambenedettese in un match zeppo di episodi

04.02.2019 07:57 di Sandro Coppola Twitter:    Vedi letture
L'analisi - In piena Zona Cesarini un bolide di Anastasio rompe la serie positiva sambenedettese in un match zeppo di episodi

Gran vittoria biancorossa sulla Sambenedettese all'ultimo respiro grazie ad una prodezza di Anastasio. Un'affermazione che permette al Monza di insidiarsi in quinta posizione, a quattro punti dalla seconda in classifica Triestina. Nella gestione Brocchi si sale a 25 punti in sedici gare, sette le reti subìte nelle ultime dodici mentre salgono a diciassette quelle realizzate; sono invece otto i match (16 punti) in cui il 1912 è imbattuto in incontri di campionato, per una media di due punti a partita.

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Il Monza parte con un 4-3-1-2, con Chiricò libero di spaziare su tutta la trequarti ma che privilegia il lato destro per sfruttare il suo mancino e tagliare verso l'interno, il neo acquisto Lepore basso a destra e D'Errico mezzala sinistra; la Samb del navigato e bravo Roselli, imbattuta da dodici match, risponde con un 3-5-2 bello compatto con la cerniera di mediana Signori, Gelonese, Ilari e l'ex foggiano Calderini a offrire pochi punti di riferimento là davanti. Dopo un buon quarto d'ora di studio il Monza prende in mano le redini del gioco, nonostante un buon pressing marchigiano, con una manovra fitta e piuttosto fluida nonostante un ritmo non eccessivamente alto. Il canovaccio diventa scoppiettante col vantaggio casalingo grazie al colpo di testa sul secondo palo in area piccola di Brighenti (al battesimo monzese del gol) dopo pregevole azione di Derrick; ma non finisce qui, neanche il tempo di far ripartire il gioco che Lepore abbatte Calderini con lo stesso che trasforma il penalty del pareggio dopo neanche due giri di lancette. La partita diviene più nevrotica ma è il Monza che gestisce sostanzialmente le operazioni e ci prova con Marchi e Fossati da fuori.

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I primi quindici minuti della ripresa sono ancora ad appannaggio monzese, con personalità e convinzione si arriva al nuovo vantaggio grazie a Marchi che insacca in rete una palla vagante dopo la respinta corta di Pegorin su un tiro velenoso di Anastasio. Già Anastasio, ne sentiremo parlare ancora nelle prossime righe. Il matchup diviene sempre più nervoso, i cartellini gialli fioccano come la Dama Bianca in Brianza del giorno prima; i Bagaj calano fisicamente, la Samb prende più campo con Russotto al posto di Ilari. Le distanze monzesi sono sempre meno corte e la fase difensiva è meno efficace rispetto alla prima parte; da un lancio dalle retrovie il neo entrato, ex juventino, Di Massimo innesca Stanco che sorprende il difendente locale e batte Guarna. Brocchi sul finire toglie Marchi per Lora e avanza D'Errico, si rischia qualcosa con le ripartenze adriatiche ma il Monza ha voglia di vincere e continua ad osare, venendo ripagato col bolide mancino dello scuola Napoli Anastasio che fa sprofondare la Samb, già convinta di poter tornare alla base con un punto preziosissimo. 

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Una vittoria tutto sommato giusta, il 1912 ha mantenuto per buona parte di gara il controllo ed ha creato un maggior numero di occasioni in una partita nervosa, caratterizzata da errori arbitrali da ambo le parti, contro una Sambenedettese scorbutica, fastidiosa, a tratti asfissiante, che è stata molto cinica. Il Monza ha evidenziato spirito di combattimento, voglia di vincere fino alla fine, dettagli che possono fare la differenza; anche nelle difficoltà la squadra ha stretto i denti e con qualche episodio favorevole e delle giocate singole ha messo in saccoccia i tre punti. L'atteggiamento è quello giusto, bisogna trovare una migliore continuità fisica nei novanta minuti, crescere ulteriormente in fase di non possesso; ma sono parametri che han bisogno di tempo per essere perfezionati. Per il resto "Audentes Fortuna iuvat". Non siamo a Mantova ma Virgilio ci concederà sicuramente in prestito il suo celebre motto latino.

Sandro Coppola