L'analisi - Reginaldo evita la figuraccia al Monza, biancorossi (non pervenuti nella prima frazione) faticano anche col fanalino di coda

17.12.2018 07:44 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 640 volte
L'analisi - Reginaldo evita la figuraccia al Monza, biancorossi (non pervenuti nella prima frazione) faticano anche col fanalino di coda

Un deludente pareggio per il Monza tra le mura amiche con l'ultima in graduatoria Albinoleffe, da qualche settimana gestito da mister Michele Marcolini. I seriani, reduci da quattro match senza vittorie, hanno portato a casa un punto comunque prezioso con un match difensivo e concretizzando di fatto quasi l'unica occasione avuta a disposizione, palesando le difficoltà a livello realizzativo che li ha visti in rete solamente due volte negli ultimi 360 minuti. Il Monza prolunga la sua crisi di risultati, con due sole affermazioni in nove incontri per dieci punti complessivi.

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I biancorossi si schierano con un 4-3-1-2, con Galli per Guidetti, le due punte Cori e Reginaldo supportate dalla trequarti da D'Errico; i bergamaschi si dispongono ben coperti (non solo per la temperatura gelida) con un 3-5-2 compatto e a trazione difensiva, con l'attaccante Kouko il più vivace e più pericoloso per la sua rapidità. La prima parte è letteralmente soporifera da ambo le parti, succede veramente poco se si esclude un tiro telefonato di Derrick e la rete, dopo la mezzora, dell'ivoriano Kouko che sfrutta una deviazione di una palla vagante in area, in seguito ad un'azione lodevole partita di Sibilli. Per il resto i ritmi sono blandi, i monzesi a livello offensivo soffrono l'assenza di Guidetti gestendo il possesso palla con difficoltà, scarni di idee e limitandosi alla vivacità di Reginaldo (migliore in campo), a qualche sparuta giocata di D'Errico e alcuni inserimenti di Barba; in ambito difensivo l'eleven brianzolo non soffre particolarmente l'avversario, più preoccupato a rompere i fraseggi che a produrre, ma sulla rete ospite si dormicchia non poco, sia in fase embrionale di trasmissione palla che sul finire a livello conclusivo.

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Nella ripresa il 1912, con due cambi difensivi sin dall'inizio per motivi fisici, ci crede maggiormente ed entra nel green più convinto evidenziando più ritmo e temperamento; le redini le conducono chiaramente sempre i biancorossi anche se le occasioni latitano per metà frazione, se si esclude due conclusioni da fuori insidiose di Reginaldo e Palesi. Con l'ingresso di Ceccarelli (per Palesi) e conseguente arretramento a mezzala di Derrick (4-3-3), i padroni di casa aumentano i giri, gli orobici abbassano sempre di più il baricentro e i Bagaj sfruttano maggiormente l'ampiezza di campo creando più superiorità numeriche. Giunge infatti, meritatamente, la rete di Reginaldo il quale, sfruttante un cross da destra di Adorni, realizza un bijou da massima serie anticipando sul primo palo i due difendenti Celesti. Negli ultimi venti il Monza tenta ancora di vincerla, col mister che inserisce Tomaselli e Giorno, ma Coser deve sporcarsi i guanti solo per una velenosa punizione da distanza siderale di Reginaldo.

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Un punto legittimo per i biancorossi che evitano una sconfitta dolorosissima contro il fanalino di coda il quale in trasferta ha intascato più della metà dei suoi punti totali. Dal Monza ci si aspettava chiaramente di più sia in ambito di prestazione che soprattutto di risultato, il primo tempo è stato totalmente negativo con la squadra molto lacunosa, molle, statica in proposizione e con la sbavatura difensiva che poteva costare cara; nei secondi 45 l'atteggiamento è cambiato anche se la pericolosità non è stata così feroce, ma i cambi in corsa hanno offerto i loro frutti per andare ad acciuffare almeno il punto. La squadra è ancora confusa e bloccata a tratti per le pressioni esterne e per l'aria di notevoli e inevitabili mutamenti col gennaio sempre più vicino. Sabato si scende nelle Marche nella città in cui brianzoli hanno legittimato con lo Scudetto il rientro tra i professionisti; la Fermana è una tra le outsider di questa prima parte, anche se nell'ultimo mese ha rallentato, vincendo in una sola circostanza su cinque partite. Il matchup contro Lupoli e compagni sarà indubbiamente complicato ma serve un buon risultato per cercare di ridurre il gap coi playoff. Chiudiamo rievocando un aforisma di Fabrizio Caramagna che recita: "Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro." A Fermo servirebbe ritrovare un po' di luce, splendente alta in quello stadio non più tardi di diciotto mesi fa.

Sandro Coppola