L'analisi - Un brutto Monza sconfitto sulla Via Emilia: i motivi del ko contro l'ex Pea

 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 527 volte
L'analisi - Un brutto Monza sconfitto sulla Via Emilia: i motivi del ko contro l'ex Pea

Arriva una brutta sconfitta nell'infrasettimanale della 13^ giornata per il Monza che viene piegato di misura dal Pro Piacenza di Fulvio Pea, in piena crisi di risultati. I rossoneri emiliani infatti non vincevano dalla prima giornata (3-1 alla Giana) e occupavano la terzultima piazza in graduatoria; boccata d'ossigeno per il tecnico lodigiano, ex Monza, che ha avuto la meglio sui brianzoli dopo un match privo di spettacolarità e dai ritmi compassati. Una manna dal cielo per il sodalizio alto-emiliano che, con questa affermazione, va ad edulcorare una classifica più piangente di un salice e uno stato d'animo tutt'altro che invidiabile.

I padroni di casa sono partiti piuttosto bene, distribuiti in campo con un compatto 3-5-2, e hanno trovato la rete del vantaggio con Barba, dopo una decina di minuti, il quale ha colpito indisturbato in zona centrale dell'area in seguito ad una efficace sortita offensiva sulla fascia destra che, per buona parte della prima frazione, ha creato qualche problematica all'out sinistro difensivo brianzolo, con un guizzante Bazzoffia sugli scudi. Il 1912 si è impossessato delle redini del gioco nel prosieguo con lo start eleven di Pea abile però chiudersi a riccio; ma é stato un predominio sterile senza affondi indicativi e occasioni degne di nota, a parte un tiro respinto di Cogliati alla mezzora; il Pro ha pensato innanzitutto a non prenderle, complice anche la poca serenità delle ultime settimane.

Nel secondo tempo i monzesi sono partiti meglio, alzando i giri del motore, con un D'Errico che si è acceso impegnando severamente lo scuola Brescia Gori e mettendo a lato di poco in un'altra circostanza. Tuttavia dopo una quindicina di minuti gli effetti positivi del thè caldo e del riordino delle idee sono andati pian piano scemando, la qualità di manovra (già non eccelsa) si è affievolita e, seppure il pallino è rimasto ancora a tinte biancorosse, i ritmi sono tornati compassati come i primi 45'. Con lo scorrere dei minuti il Monza abulico è andato peggiorando, con una serie di appoggi facili errati, lucidità sempre più ridotta e scarsa pericolosità davanti (Cori limitato dall'attento trio difensivo propiacentino); i cambi di Zaffa non hanno sortito grossi effetti e il Pro Piacenza, a parte il quarto d'ora iniziale, ha rischiato ben poco (traversa superiore di Guidetti su svarione di Gori) pur creando probabilmente una sola chance di rilievo verso la porta di Liverani.

Nel computo complessivo il Monza avrebbe anche meritato un punto visto il maggior possesso palla ma la prova è da considerarsi insufficiente; la difesa ha approcciato male, in primis sulla fascia sinistra, ma dopo il gol avversario non ha sfigurato, grazie anche all'eccessivo ma comprensibile difensivismo rossonero, il centrocampo centrale è mancato spesso in entrambe le fasi, gli esterni alti positivi solamente ad intermittenza mentre davanti è stata onesta la prova di Cogliati. Gli Zaffa boys sono apparsi per buona parte molli e poco cattivi e, come gol Gavorrano, hanno faticato tanto sulle seconde palle. Un passo indietro dunque ma ci si interroga se puo' trattarsi di una problematica mentale o una flessione dovuta ad un calo fisico.

Domenica il banco di prova sarà molto impegnativo, sale infatti a Monza la capolista Livorno; i pronostici ci vedono evidentemente sfavoriti ma i bagai in questa fetta iniziale ci hanno dimostrato che con le big non hanno mai sfigurato e la speranza che un matchup, apparentemente proibitivo, possa prendere pieghe sorprendenti è viva nel supporter biancorosso.

Sandro Coppola

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