L'analisi - Un Monza a trazione anteriore si congeda dal 2018 con un pareggio sul Garda ma avrebbe meritato oggettivamente di più

31.12.2018 09:00 di Sandro Coppola Twitter:    Vedi letture
L'analisi - Un Monza a trazione anteriore si congeda dal 2018 con un pareggio sul Garda ma avrebbe meritato oggettivamente di più

Finisce con un pari ad occhiali al "Lino Turina" di Salò tra Feralpi e Monza, era il passo d'addio per diversi atleti biancorossi che col nuovo anno si sfileranno la casacca monzese, con alcuni di questi protagonisti di pagine importanti della storia recente biancorossa. Il match è stato per diversi tratti molto gradevole, con ritmi elevati e le due compagini che si sono sfidate a viso aperto. Il Monza chiude il 2018 in dodicesima piazza, a sei punti dal secondo posto ma, per ciò che si è visto sabato in campo, avrebbe meritato l'intera posta in palio. Per Brocchi 15 punti in 12 gare, sole 4 reti subite negli ultimi 8 incontri (1 ogni 2 match).

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Nel primo tempo 1912 a spron battuto e ultra offensivo (4-3-3) in proposizione, con D'Errico e Iocolano mezzali e il tridente Ceccarelli, Cori e Reginaldo mentre i "Leoni del Garda" di Mimmo Toscano rispondono con un 3-4-1-2, che vede il romano ex monzese Vita largo a sinistra in mediana, l'ex giovanili biancorosso Parodi sull'altro lato, Pesce a dirigere alle operazioni in mezzo mentre dà forfait l'Airone Caracciolo e Canini si accomoda in panchina. Inizio ad appannaggio dei brianzoli che colgono una traversa con Cori e sfiorano in qualche altra circostanza il vantaggio, in primis con Reginaldo; nonostante ci sia sulla carta poca copertura la mediana non hanno grossi patemi in non possesso, con Iocolano (positivo) bravo a sacrificarsi a filtrare in transizione negativa. I padroni di casa escono dal guscio soprattutto nella fase centrale di frazione ma Guarna deve impegnarsi solamente su una conclusione di Magnino, coi Bagaj che danno seguito ai miglioramenti sul piano tattico degli ultimi tempi. I terzini offrono un prezioso lavoro in entrambi le fasi, con Adorni che si rende soprattutto utile in propulsione (suo il cross per Cori), gli offensivi del Monza (ben 5) che con personalità cercano la giocata in verticale e provano sovente a saltare l'uomo, anche se Derrick di tanto in tanto si estranea dalla manovra.

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Nella ripresa il Monza ritorna a macinare spinta e aggressività, sfiorando il meritato vantaggio con Reginaldo che spreca piuttosto clamorosamente e con D'Errico (più presente); ci sarebbe inoltre una rete annullata a Regi molto dubbia, imbeccato pregevolmente da Iocolano. Pian piano il ritmo si abbassa con le squadre stanche e sempre più lunghe, gli uomini di Brocchi mantengono comunque il baricentro alto e ci provano invano con soluzioni da piazzato. I salodiani inseriscono Ferretti per uno spento Guerra, la solfa però non cambia e si avvicinano raramente a Guarna col quartetto difensivo che, ad esclusione di qualche piccola incertezza di un comunque sufficiente Riva, fa buona guardia.

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Un pari che lascia l'amaro in bocca e dei rimpianti, i brianzoli hanno disputato una buona gara (forse la migliore della gestione Brocchi), palesando aggressività, personalità, convinzione e lodevoli spunti tecnici; nonostante ci fosse un solo vero mediano (Galli), che col nuovo mister non sta affatto sfigurando, l'eleven ha evidenziato una buona solidità, compattezza in non possesso con dei meccanismi difensivi sempre più efficaci; sul piano offensivo l'apporto realizzativo degli ultimi otto incontri non è per contro così confortante (meno di un gol ad incontro) anche se in tante uscite la squadra ha pure creato. Questa è stata molto probabilmente l'ultima gara per molti atleti presenti e non nella distinta biancorossa, ci sarà una mezza rivoluzione sin dai primi giorni di gennaio; i ragazzi, soprattutto quelli presenti dalla D, devono ricevere il legittimo ringraziamento per tutto quel di buono fatto col 1912. Sarà fondamentale per i nuovi ingressi cercare di amalgamarsi ed integrarsi il prima possibile e la lunga sosta, in questo senso, offre al mister un prezioso apporto per innestarli al meglio nei meccanismi; partirà quindi a breve una nuova era con la ricerca di piazze di graduatoria che più contano e quella Cadetteria che al Brianteo manca dal giugno 2001. Senza come detto dimenticare gli interpreti e ciò che di eccellente è stato fatto fino agli scorsi mesi, ma è ora di girare pagina con motivazione e fame di vittoria. Lo scrittore Thomas Holcroft sosteneva: "Il passato è un segnale di direzione, non un palo dove appoggiarsi."

Sandro Coppola