L'analisi - Un Monza distratto e molle sprofonda in Martesana: ecco i motivi del ko

 di Sandro Coppola Twitter:   articolo letto 781 volte
L'analisi - Un Monza distratto e molle sprofonda in Martesana: ecco i motivi del ko

Una sonora sconfitta ha aperto il dicembre calcistico della truppa di Zaffaroni, reduce dal turno di riposo della settimana precedente. Il match della terzultima d'andata che ha visto i brianzoli sfidare una Giana Erminio in salute, timonata dal "Ferguson della Martesana" Cesare Albè, non ha fatto altro che evidenziare l'involuzione tecnico-tattica di un Monza che non vince da fine ottobre (contro il Siena): sono solo tre i punti ottenuti negli ultimi cinque incontri (squadra che ha fatto peggio), frutto di tre pareggi e di due sconfitte esterne. Ma ciò che preoccupa la piazza è il passo indietro a livello di ritmo (calo fisico?) ed atteggiamento.

Un 1912 che ha approcciato male in entrambe le due frazioni, subendo due reti (in apertura di queste) estremamente penalizzanti per l'andamento successivo del matchup; ad onor del vero Guidetti e compagni hanno provato nel primo tempo a recuperarla prendendo in mano (con sterilità) le redini del gioco ma hanno subito inesorabilmente diverse ripartenze di una Giana galvanizzata dalla rete iniziale di Perna che le ha permesso di esprimere e sviluppare al meglio la propria fisionomia di gioco e il canovaccio in mente da Albè.

Come detto nei primi 45 minuti il Monza, successivamente al gol subito da calcio piazzato, si è impossessato del pallino del gioco ma non ha mai dato l'impressione di poter fare male all'avversario, ben disposto e aggressivo con un compatto 4-4-2 di grande densità nella fascia centrale dello stretto terreno di gioco gorgonzolese. Un 1912 "gentile", compassato, impreciso e poco propenso alla verticalizzazione si è reso pericoloso in sole due circostanze di testa con Romanò e Cori mentre i locali, sfruttando il vantaggio, hanno messo i brividi in almeno un paio di occasioni al settore ospiti brianzolo, sottolineando una netta superiorità a centrocampo. Monzesi che hanno sbandato anche in fase difensiva, sonnecchiando sulla buona parabola di Pinardi indirizzata a Perna e nel contenere i contropiedi biancoazzurri che, allargandosi in fase offensiva con praticità e immediatezza, hanno reso la vita difficile soprattutto ai terzini brianzoli sfruttando i meritevoli esterni Iovine, Chiarello e l'ex Foglio, abili sia a spingere che a coprire.

Nella ripresa pronti e via ed una palla persa da Guidetti sulla trequarti difensiva (appoggio difettoso di Origlio) ha dato il via alla seconda marcatura di Marotta che ha sfruttato inoltre una respinta corta di Liverani; inevitabilmente tutto ciò ha tagliato le gambe agli Zaffa Boys che avrebbero potuto magari riaprire i giochi se fosse stato fischiato un penalty per un braccio apparso netto di Foglio. Svuotati i biancorossi i quali, nonostante i quattro cambi, non hanno fornito una reazione degna di nota subendo invece il terzo con Iovine e rischiando persino il quarto con Pinto. Come sottolineato le sostituzioni non hanno inciso, forse qualche lancio in più per Cori (per la spizzata) a scavalcare l'asfissiante pressing in mediana avrebbe potuto sortire qualche effetto positivo ma si rimane sul campo delle ipotesi; è pacifico che ritmi diversi, qualità nella costruzione ed efficacia nel filtro in mezzo potevano provare ad impensierire gli avversari di reparto che non hanno faticato invece molto nel contenere e ripartire.

Il Monza esce inevitabimente con le ossa rotte da questo turno, in crisi di risultati e di gioco in una sfida che sei/sette anni fa avrebbe rappresentato un Davide contro Golia; attualmente non è così e la parte del gigante ieri l'ha fatta la Giana Erminio, realtà rivelazione degli anni 2010 (come il Renate) che si è ormai consolidata in questi anni di Pro a dispetto di un Monza, ripartito da zero dopo il fallimento, che si sta ricostruendo (e bene) pian piano. Biancorossi dodicesimi (all'inizio i più avrebbero firmato per questa posizione) che stanno vivendo un momento di stanca, i valori reali probabilmente stanno uscendo e forniscono situazioni di graduatoria ineluttabilmente più veritiere; per non intaccare o creare qualche crepa al giocattolo di Colombo occorrerebbe intervenire sul mercato per offrire al mister pedine utili a non causare patemi in ottica salvezza al ritorno e rimanere magari aggrappati al treno playoff.

Senza nulla togliere al sinora meritevole blocco della D servirebbero almeno due/tre innesti di categoria, in primis uno spietato stoccatore di dinamismo (a completamento con Cori) che veda la porta con efficacia e magari un centrale di mediana (incline anche all'inserimento offensivo) che dia il ricambio a Guidetti e Perini. Intanto è fondamentale pensare al presente, che risponde al nome del Cuneo; ottenere la posta piena contro i pedemontani piemontesi sarebbe manna dal cielo per sbloccarsi e scacciare le preoccupazioni in vigore.

Sandro Coppola

 

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