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MONGUZZI: "LAVORERO' SU TESTA E ATTENZIONE. VOGLIO UNA SQUADRA CORAGGIOSA. AI TIFOSI DICO CHE IL MONZA NON SI ABBANDONA MAI"

12.05.2012 14:50 di Redazione MonzaNews  articolo letto 1591 volte
Monguzzi accerchiato dai giornalisti
Monguzzi accerchiato dai giornalisti

E' stato presentato in mattinata Riccardo Monguzzi. Dopo un'intensa seduta di allenamento, il nuovo tecnico biancorosso - accompagnato dal direttore tecnico Gianluca Andrissi - si è concesso ai taccuini dei cronisti presenti al centro sportivo Monzello.

- Mister, come ha trovato la squadra?
"Vengono da quattro giorni importanti anche a livello fisico e mentale. Mi interessava conoscerli ed ora ho ben presente le caratteristiche di tutti. Li ho trovati bene: disponibili e pronti ad accettare il lavoro. Non so se si tratta di qualcosa di uguale o diverso, ma qualcosa sarà sicuramente cambiato rispetto a ciò che veniva fatto precedentemente. E' una squadra che ha la motivazione giusta per cercare di andare a fare una partita importante domenica 20".

- Il suo sarà più un lavoro psicologico che atletico...
"Bisognerà cambiare. Non dico la mentalità, perché tutti hanno una grande responsabilità per la situazione in cui sono, ma il fatto di guardare in avanti ed essere più coraggiosi. Io ne ho viste tante quest'anno e la mia opinione è che sia necessario solo un po' più di coraggio. E' una questione di approccio caratteriale".

- Dopo l'esonero di Motta si aspettava di essere il prescelto per la sua sostituzione?
"Posso fare una battuta? E' quindici anni che aspetto (ride, ndr). Era la mia speranza. Saranno due partite in cui io e i ragazzi ce la metteremo tutta. Ci ho sempre sperato, ma oramai pensavo che la stagione fosse finita. La società ha fatto una scelta legata alla fiducia nella persona: questo mi fa solo piacere".

- Diciamo che se lo aspettava prima o poi, ma che la decisione è arrivata nel momento peggiore...
"Peggiore non lo so. Non importa quando arriva: l'importante è farsi trovare pronti".

- Da un punto di vista psicologico, quanto stanno contando i deferimenti? Sono sereni i giocatori coinvolti?
"Facendo un discorso più generale, posso dire che ho trovato una squadra disponibile, pronta al sacrificio. C'è totale fiducia nei nostri ragazzi, che - tra l'altro - io conosco anche fuori dal campo. Giustamente il primo giorno sono rimasti un po' scossi, ma già dal secondo giorno erano al pari degli altri: con la testa presenti sull'obiettivo".

Rivolgendosi al dt Andrissi, Monguzzi tiene quindi a sottolineare anche l'importanza della sua presenza costante: "E' un ottimo supporto: è la prima persona cui mi sono rivolto per conoscere le caratteristiche dei ragazzi, anche extracalcistiche. Il nostro è un lavoro di staff, che deve dare i suoi frutti".

- Mister, in questi giorni di incontri e di scelte ha parlato anche con Seedorf?
"No, a me è bastato parlare con Gianluca (Andrissi, ndr) e c'era presente anche l'Amministratore (Rigamonti, ndr)".

- L'accordo è solo per le due partite? C'è stata qualche promessa?
"Per il futuro? Ora devo pensare solo a queste due partite. C'è tempo di parlare e comunque io sono legato alla società ancora con un altro anno di contratto per quanto riguarda il Settore Giovanile. Non ci saranno problemi".

- Rispetto alle precedenti esperienze avute alla guida del Monza, che differenze nota?
"Prima di tutto è diverso il mio incarico. Se vogliamo paragonare la squadra dell'anno scorso a quella di quest'anno è di maggiore qualità la seconda, a livello individuale. Ci sono giocatori che già hanno tastato con mano diversi sistemi di gioco e hanno importanti esperienze. I giovani - se stimolati - dovranno darci qualcosa in più. Abbiamo il giusto mix di squadra, pronta a giocarsi queste due partite col Viareggio. L'ho già detto ai ragazzi: non bisogna fare miracoli o imprese. Sono due partite di calcio contro una squadra, che ha fatto bene nel girone di ritorno così come lo abbiamo fatto noi. Il Viareggio ha fatto solo tre punti più di noi. Però bisogna preparare ogni minimo particolare, sia dentro al campo sia fuori".

- Certo però il Viareggio, col cambio di allenatore, ha avuto un finale di campionato importante...
"Se avessimo fatto i tre punti col Pisa, saremmo diventati anche noi una squadra che ha fatto un ottimo girone di ritorno".

- Che moduli vedremo nei play-out?
"Più che parlare di moduli, io devo fare delle scelte sulle persone. Una volta che ho deciso, adatterò il modulo. Sono dell'idea che i sistemi di gioco si adattano alle persone prescelte e non viceversa. Ho comunque tempo fino a giovedì per capire chi ha gamba, sta bene, è attento ed è a posto con la testa".

- Ma probabilmente?
"E' inutile dare informazioni all'avversario. Noi lavoriamo per preparare testa e gambe ad un impegno importante. Tanto basta che venite a vedere gli allenamenti per capirlo".

- Che modifiche adotterà? Dove è necessario intervenire?
"L'abbiamo detto: è necessario intervenire sulla testa e sulle capacità attentive. Non farò scelte a priori. Ho il dovere rispetto allo spogliatoio, alla piazza e alla società di fare delle scelte di testa mia, secondo quanto vedo. Anche se non sono così presuntuoso e accetterò qualche consiglio: mi fa piacere che qualcuno guardi i miei allenamenti e scambi le proprie opinioni. L'ultima decisione, però, sarà la mia".

- Alcuni tifosi non vorrebbero vedere in campo i deferiti...
"In Italia siamo tutti capaci di sbattere il mostro in prima pagina e condannarlo. Bisogna dare loro la possibilità di chiarire quanto successo. E comunque c'è totale fiducia. L'ho detto: il primo giorno sono stati un po' scossi, ma chi non lo sarebbe stato?! Ma poi sono tre dei giocatori più esperti e sono professionali e professionisti, quindi hanno messo subito la testa sul campo".

- I tifosi, inoltre, pare non vogliano venire né in casa né in trasferta.
"Se non venissero mi dispiacerebbe. Mi ricordo quando andavo io in gradinata centrale e il Monza non si abbandonava mai. Posso capire che il risultato sportivo non è stato granché, insomma siamo arrivati nei play-out. Però dobbiamo lavorare tutti insieme e noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Ci diano questa possibilità: se non vengono allo stadio, non abbiamo neanche la possibilità di tirarli dalla nostra parte. Quando sei in campo al Brianteo, c'è la voglia di sentire il tifo. Ma siamo noi a doverli conquistare. Per questo ho parlato inizialmente di coraggio: se dimostri di provare a mettere là l'avversario e che sotto ci sono doti morali ed etiche, allora puoi portare a te il tifo. Ma se non vengono, non abbiamo neanche questa possibilità. Faccio un appello: capisco le delusioni, ma venite e poi giudicherete. Siamo pronti ad essere criticati, ma non a priori".

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