#Pennebiancorosse - Silvano Concari: 'Il Monza ce la può fare perchè...'

 di Giulio Artesani Twitter:   articolo letto 597 volte
Il Monza esulta
Il Monza esulta

Ritorna, con la sua dodicesima puntata, la rubrica dedicata a giornalisti, pubbliciti e fotoreporter che hanno seguito in un passato più o meno recente le vicende del Monza. Dopo le interviste con Corbetta, Guazzoni, Santoro, Garbo, Dalla Palma, Ciofi, Besana, Ambrogio Caprotti, Dario Crippa, Delbue e Rossi, tocca a Silvano Concari sottoporsi alla nostra raffica di domande. Silvano lo fa con la consueta disponibilità e col suo stile pragmatico, non disdegnando un po' di nostalgia per il Monza che fu, del quale è stato cantore negli anni più fulgidi della sua storia. 

Monzese di nascita (15 febbraio1947), Silvano Concari ci racconta che ha seguito il Monza fin da bambino ed ha assistito agli anni più belli dell’epopea biancorossa in serie B. Giornalisticamente ha cominciato come corrispondente sportivo de “La Notte” di Milano dal 1980 ed ha collaborato a lungo anche con “Il Cittadino” di Monza . Quello giornalistico ha costituito tuttavia per lui un secondo “lavoro”, visto che ha trascorso l’intera vita lavorativa alle dipendenze della Sip , oggi Telecom,  a Milano, andando in pensione nel 2004. Ha smesso di scrivere sulle vicende biancorosse quando ha chiuso i battenti  il quotidiano della sera milanese (nei primi anni 2000) ed anche col giornale monzese ha interrotto la collaborazione in quel periodo. Da allora ci dice che segue sempre il Monza malgrado le ultime annate decisamente grame, vissute fra serie C e quarta serie…
 
Silvano, anzitutto grazie per la disponibilità. Dicci un po'... E' faticoso fare il giornalista?   
Anzitutto grazie per esservi ricordati di me, che da parecchi anni non frequento più professionalmente il mondo biancorosso. Per me è stato soprattutto divertente anche se in occasione di certe trasferte degli anni della serie B si arrivava a casa ad orari indecenti.
Qual è la principale differenza tra nuove e vecchie generazioni?  
Ritengo ci siano differenze soltanto nell’uso dei nuovi strumenti  tecnologici  dell’informazione.
C'è una figura professionale nel giornalismo alla quale hai guardato per poterne prendere spunto?
Forse soltanto il grande maestro Gianni Brera in qualche invenzione letteraria e linguistica
Passiamo ai ricordi biancorossi: quale partita ti è rimasta più in mente fra tutte quelle che hai visto?
Purtroppo quella più triste della storia biancorossa, ovvero quello spareggio di Bologna del 1979 quando la serie A sfuggì per sempre.
Tre nomi di giocatori ed uno di un allenatore che ti sono rimasti nel cuore.. 
Claudio Sala, Gigino Sanseverino e Fulvio Saini.
E viceversa qualche nome da dimenticare.   
Lasciamo perdere…
Parlando di Monza, secondo te di chi sono le maggiori colpe di questo periodo di crisi calcistica che dura da tanti anni?  
Della classe imprenditoriale di Monza e della Brianza, che non ha voluto raccogliere l’eredità di Valentino Giambelli e del suo ventennio di bel calcio (di serie B)
E come se ne può uscire?  
Speriamo con la nuova dirigenza . Colombo, come Giambelli , è un brianzolo…
E il Monza di oggi? Ce la può fare a vincere il campionato?   
Spero proprio di sì. Nel girone non vedo avversari più forti dei nostri biancorossi.
Ci puoi raccontare un aneddoto legato alla tua vita da cronista al seguito del Monza?
Devo tornare molto indietro, alla fine degli anni Settanta, al primo campionato (serie C) del presidente Giambelli, a Treviso in un inverno gelido a dir poco (6 dicembre 1981 n.d.r.). In tribuna stampa un attimo prima dell’inizio della partita arriva di corsa e si piazza vicino a me nientemeno che Helenio Herrera, il Mago dell’Inter più bella del mondo. Uscito dal calcio giocato per  limiti di età, il Mago aveva preso casa a Venezia ed era lì a Treviso in qualità di inviato del Gazzettino. Un collega (!!!) insomma… La partita, brutta a dir poco, filava senza sussulti  e a pochi minuti dal termine Herrera si alza e si avvia all’uscita. “Troppo brutta; vado via prima tanto non può succedere nulla in una giornata così…” dice il Mago. Calcio d’angolo per il Treviso: Meani esce a vuoto e tale Pietropaolo, numero nove trevigiano, segna a porta vuota. Treviso batte Monza 1-0”
Il giorno dopo su “La Notte” non è mancato un articolo sulla … profezia sbagliata del Mago.

Giulio Artesani

 

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