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ROMANO: "GIUSTO FERMARSI PER IL MORO. IL MIO INFORTUNIO? TANTA PAURA E NESSUN RICORDO. CI MANCHERA' LA QUALITA' DI BISO"

"Dopo il mercato di gennaio c'è tanta competizione in allenamento e bisogna sudarsi la maglia da titolare. Nelle prossime partite dobbiamo fare più punti possibile per guadagnarci la miglior posizione in prospettiva play-out"
20.04.2012 03:08 di Valeria Debbia  articolo letto 834 volte
Mariano Romano in azione
Mariano Romano in azione

In casa Monza si torna a pensare al calcio giocato: c'è il derby di Como da preparare e una salvezza - sempre più difficile - da raggiungere. Ma il pensiero ha evidenti difficoltà dall'estraniarsi dalla stretta attualità, visto ciò che l'Italia calcistica ha dovuto vivere nell'ultimo week-end. Proprio per questo i biancorossi si sono fermati in un minuto di raccoglimento prima dell'allenamento di giovedì: per ricordare ed offrire la propria vicinanza al centrocampista del Livorno Piermario Morosini, nel giorno che ha visto la celebrazione dei suoi funerali. Monza-News ne ha parlato con Mariano Romano, che si è detto completamente d'accordo con la decisione di sospendere i campionati. Il giovane centrocampista biancorosso ha ripercorso anche le fasi del brutto incidente patito lo scorso novembre, spiegando come è riuscito a superarlo, soprattutto a livello psicologico.

- Mariano, come avete vissuto il pomeriggio di sabato scorso, quando da Pescara è arrivata la notizia di quanto accaduto a Morosini e la conseguente scelta di sospendere tutte le partite?
"Io stavo guardando Sky e l'ho saputo praticamente in diretta. E' una brutta cosa perdere un collega, un ragazzo così giovane e pieno di vita. E' stato veramente un colpo ed è stato giusto fermare il campionato. Anche oggi abbiamo fatto un minuto di silenzio alla memoria di Piermario. E' giusto così".

- Voi avreste dovuto affrontare una partita molto importante contro il Foligno...
"Era una partita importantissima in chiave salvezza quella contro il Foligno. E' stata una batosta, ma siamo rimasti tranquilli all'interno dello spogliatoio".

- Zeman è stato l'unico che ha avuto il coraggio di dire: "Dopo la morte di Franco Mancini noi abbiamo dovuto comunque giocare". Senza cadere in una sterile polemica, non credi però che di fronte alla morte ci dovrebbe essere un trattamento comune?
"E' stato un trattamento diverso, ma di fronte a quanto accaduto è stata la scelta più giusta. Senza dimenticare che comunque era una decisione che doveva essere presa dalla Figc".

- La tua stagione è stata purtroppo condizionata dal brutto infortunio occorso durante l'allenamento a fine novembre...
"Prima dell'infortunio ho trascorso un buon periodo di forma, poi - come hai detto bene tu - c'è stato questo incidente in allenamento: sono dovuto stare fermo per quasi due mesi e sono stato anche molto in ospedale. Piano piano comunque mi sono rimesso in forma e ho cercato di dare il massimo per riprendermi il posto da titolare. A gennaio sono arrivati acquisti importanti ed è stato più difficile rientrare, avendo così tanta competizione. Anche se è bello averla, perché diventi competitivo in allenamento per sudarti la maglia da titolare la domenica".

- L'incidente ha lasciato strascichi a livello psicologico?
"E' stato un brutto infortunio: ho battuto la testa e tuttora non ricordo com'è andata. La scena mi è stata raccontata in seguito. Riprendersi a livello psicologico è stata dura: anche rientrare in campo, sapendo di poter patire scontri o dover fare dei colpi di testa, ha lasciato qualche strascico di paura. Ma io sono un tipo dal carattere forte, quindi ho cercato di mettermi subito alle spalle questo episodio e di guardare avanti per stare sempre sul pezzo".

- Domenica ci sarà il derby col Como: qualcuno ha polemizzato sul fatto che lo stravolgimento del calendario - a sole quattro giornate dal termine - possa falsare i valori in campo.
"Lo spostamento è dovuto ad una giusta causa. Non parlerei quindi di campionato falsato. Già da domenica nel derby col Como dovremo fare più punti possibile per guadagnarci la migliore posizione in classifica, anche in prospettiva play-out e comunque con la speranza possano tornare utili anche per la salvezza diretta. Non guardiamo in casa degli altri, ma faremo i conti solo alla fine".

- Mercoledì il Como ha pareggiato in extremis col Taranto e si è portato a 7 punti di distanza: da un punto di vista prettamente matematico la salvezza diretta è evidentemente meno raggiungibile.
"Sicuramente è molto difficile, ma il calcio è bello per questo: fino all'ultima giornata si può sperare in tutto. Noi ci stiamo allenando sempre al massimo per fare più punti possibile. Magari sbagliano qualche partita quelle davanti a noi e noi dobbiamo restare concentrati per poter sfruttare il passo falso".

- Confermi quindi che non bisogna fare tabelle ma vivere alla giornata, come dichiarato al nostro portale il dt Andrissi la scorsa settimana?
"E' giusto ciò che ha detto il nostro direttore Andrissi: viviamo domenica dopo domenica. Lavorando bene in settimana costruisci la tua domenica e puoi poi raccoglierne i frutti".

- Nelle ultime partite state vivendo un'astinenza in fase d'attacco: l'ultimo gol segnato dagli avanti biancorossi risale ad Avellino-Monza ad inizio marzo (doppietta di Tiboni, ndr). Poi una sola rete, siglata da Boscaro, un difensore...
"E' stato fermo Roberto Colacone... Ma noi siamo un gruppo e se segna Boscaro o se lo fa addirittura il nostro portiere, Paolo Castelli ben venga. L'importante è la prestazione e il risultato. Gli attaccanti fanno comunque un grandissimo lavoro: danno una mano ai centrocampisti, tornano indietro e si sacrificano tanto per la squadra. In questi momenti è molto importante".

- Hai parlato del gruppo, che dovrà fare a meno di una importante individualità in questo rush finale: parlo di Mattia Biso. Come sta e come cercherete di sopperire alla sua assenza?
"Mattia è un giocatore molto importante per noi: ci ha portato molta qualità. E' un ragazzo d'oro, che scherza sempre con tutti: non nascondo che da quando è arrivato a gennaio ha portato veramente tanto entusiasmo. La sua assenza si sentirà sia a livello di gioco sia a livello umano. Sta cercando di mettersi in forma e magari sarà disponibile in caso di play-out".

- In una passata intervista, ai tempi dell'Alto Adige, avevi una specie di sogno: una rete in rovesciata...
"Me la ricordo: era prima di Natale, avevamo fatto una bellissima partita coronata da un buon risultato grazie anche ad una mia ottima prestazione. Mi chiesero cosa mi sognavo per il nuovo anno e io dissi appunto un gol in rovesciata, che non arrivò. Magari lo faccio qui ora, per salvare la squadra e dare una mano a questo gruppo".

- In chiusura una domanda sul tuo futuro: qualcuno ha già detto che puoi ambire al salto in Serie B. Tu cosa ti aspetti?
"Io più che crederci non so che fare. Il lavoro è la prima cosa. Io ci credo, ma solo grazie al lavoro puoi ambire alla Serie B o addirittura alla A. E' sempre il campo che decide...".

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