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Hrc, il Teamservicecar si separa dai suoi stranieri: lunedì a Binario Sport il nuovo progetto tutto italiano del presidente Brambilla

Il Teamservicecar si separa dai suoi atleti stranieri. Julian Martinez, Marc Ollé e Pol Franci non faranno parte dell’HRC Monza per la stagione 2020/21. Un addio doloroso, ma inevitabile, su cui il club ha riflettuto molto, ma l’incontrovertibile situazione attuale e l’incertezza che pesa sul futuro hanno giocato un ruolo chiave nelle decisioni assunte. L’HRC Monza è consapevole di separarsi da tre ragazzi che hanno vestito biancorossoblu e resteranno membri della grande famiglia monzese.

Questa rinuncia a livello tecnico non intaccherà il progetto giovani, su cui si basa ogni filosofia societaria, anzi, parallelamente con l’evolversi della situazione appare certo e inevitabile un ulteriore ringiovanimento del parco giocatori, con una programmazione mirata che verrà resa nota lunedì, nel corso della trasmissione Binario Sport alle 20.30, visibile sulla pagina Facebook di Radio Binario 7 e comunicata ai media dal presidente Brambilla.

Nel corso dell’ultimo bimestre i giocatori sono rimasti in stretto contatto con la dirigenza monzese, che ha fornito loro ogni tipo di apporto, sia strutturale che economico. A seguito dello stop con i voli internazionali per l’Argentina, il capitano Julian Martinez si trova in Italia con la moglie Jime (così come il fratello Lucas), mentre Ollé e Franci sono rientrati in Catalunya già agli inizi della pandemia. A loro va il più grande ringraziamento per tutto ciò che hanno dato sotto il profilo umano e tecnico per far crescere questa società, con la speranza di poter organizzare un saluto pubblico, tributo necessario per chi ha profuso sincero impegno verso il Teamservicecar.

Un divorzio forzato, in cui è riteniamo sia corretto sottolineare le parole dei tre protagonisti.

Julian Martinez

Il capitano biancorossoblu ha disputato 4 stagioni con la maglia HRC. Nei primi tre anni (questa stagione è stata ufficialmente cancellata) ha totalizzato 85 presenze e 64 reti. Attualmente è il miglior marcatore della società. Nel corso di questa stagione Julian è stato omaggiato per la presenza numero 100 in biancorossoblu.

Voglio ringraziare tutti. Soprattutto i compagni di questi quattro anni, Cirio, Brambilla, Tommy, il Dottor Zai, Macrì, Max Ogliari e tutti coloro che ci sono stati vicini, come Antonio Piazza, una persona a cui vogliamo molto bene. Mi sono state vicine tante persone, compresi i genitori dei ragazzi, con alcuni abbiamo legato profondamente. Poi rivolgo un pensiero particolare a mio fratello Lucas e a Girardelli. Cirio ci ha dato la possibilità di giocare insieme: è solo grazie a Monza se i fratelli Martinez hanno potuto giocare insieme in Europa. Un po’ come l’avverarsi di un sogno.

Voglio ringraziare i tifosi, sia quelli vecchi che quelli nuovi. I Bagaj e i Monza Club. Sono stati 4 anni fantastici, in cui ho vissuto tante cose buone, un’esperienza indimenticabile e sono felicissimo di essere stato qui, con persone straordinarie. Io voglio dire ‘arrivederci’ e non ‘addio’, perché lascio qui tanti cari amici.

Oggi siamo tutti un po’ tristi, per questa situazione che non possiamo controllare. Riflettendo, forse in parte è meglio andare via così, perché non mi ha mandato via il club o sono stato io a voler lasciare la fascia di capitano al mio erede. Questo divorzio è stato per causa di forza maggiore. Forse poteva avvenire solo così”.

Marc Ollé,
 
Cuore catalano e carattere “de fuego”, Marc Ollè ha trascorso in Brianza tre annate, costellate da troppi, sfortunati, infortuni. Nelle due prime stagioni ha collezionato 55 gare e 39 gol.

È davvero difficile trovare le parole per dire grazie. A Monza mi hanno dato un’opportunità quando forse non la meritavo. Allora ero un giocatore che non aveva fiducia in se stesso. A Reus giocavo poco, in una squadra forte, in cui dovevo giocare e non sbagliare mai e ciò che dovevo fare andava eseguito alla perfezione. Monza mi ha dato tutto e mi ha fatto tornare ad essere un giocatore di hockey. Vi svelo un segreto: dopo la prima partita Trissino di 3 stagioni fa abbiamo vinto 7-4 e sotto la doccia ho pianto come un bambino. Ero felice, senza dover giocare sotto pressione, solo per divertirsi. Giocare a hockey solo per amore verso questo sport. Alla fine del triennio credo di aver fatto un buon lavoro, così come la relazione con i tifosi è stata positiva: io ho un carattere particolare, ciò che penso lo dico, senza filtri. A volte sbaglio, ma sono sincero. Vorrei festeggiare questo addio, perché davvero voglio bene a Monza e a tutte le persone che ho incontrato intorno al club. Per un catalano che ha l’hockey nel DNA la domanda sorge spontanea: e adesso? “Ad oggi non ho una squadra, non so cosa farò in futuro, ma certamente giocherò, perché l’hockey è la mia vita. Però so che guarderò il Monza ascoltando le telecronache di Paolo, facendo il tifo per una squadra che ho nel cuore. Grazie Bagaj!”.

Pol Franci 

Pol Franci ha disputato due stagioni con la maglia bancorossoblu. Ufficialmente contano solo i dati della prima annata, in cui ha realizzato 32 presenze condite da 16 gol. Franci era stato prelevato dall’Alpicat, club della seconda divisione spagnola e lanciato da Tommaso Colamaria. Detto in parole povere, dalla Serie B alla Coppa dei Campioni. Dove Pol non ha sfigurato.

“Voglio ringraziare la società, dal primo all’ultimo. Da Tommy a Cirio, a Flavio, a Antonio Piazza, a tutta la società, gente che ha una grande passione per l’hockey. Voglio ringraziare i tifosi, perché anche quando le cose andavano male, loro ci sono sempre stati. È bellissimo averli avuti a fianco. Voglio ringraziare i miei compagni di squadra, perché mi hanno aiutato sempre, sia ad ambientarmi che nelle difficoltà. Da Monza mi porto via un’amicizia che durerà tutta la vita, quella dei miei compagni, che sono davvero tutti bravi ragazzi. Voglio salutare i bimbi che ho allenato, perché me li porto nel cuore: alcuni inizialmente non sapevano pattinare, mentre al momento dello stop avevano fatto progressi. Voglio ringraziare Girolamo Lobasso, perché mi ha fatto vedere  tante cose sotto punti di vista differenti, dandomi tanti consigli. Monza la porterò sempre nel cuore, perché mi ha dato fiducia, permettendomi di vivere l’Eurolega e facendomi crescere tantissimo.”.

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