lunedì, Agosto 8, 2022
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Amarcord Biancorossi – Quando e perchè Romeo Anconetani ha tifato per il Monza

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Per esorcizzare gli ‘spareggi maledetti’ siamo in tanti ad aggrapparci in questi giorni soprattutto a quello di Ferrara con il Carpi. Sulla panchina biancorossa c’era il grande Gigi Radice, subentrato a marzo al folkloristico Rumignani. Per sorridere ed allentare la tensione ricordiamo il gustoso episodio dell’esonero del tecnico friulano dalla panchina del Pisa.

Protagonista assoluto il mitico Romeo Anconetani, vulcanico ed indimenticabile presidente neroazzurro. Estate 1993: dopo aver vissuto i fasti della Serie A, il Pisa è reduce da due stagioni cadette buone in assoluto (6° e 8° posto) ma negative rispetto alle ambizioni di ritorno in Paradiso ed alla relativa esposizione finanziaria della società. Anconetani opta per un campionato di transizione che dia un po’ di linfa alle casse del sodalizio toscano e – lavorando alla sua inimitabile maniera – si assicura i prestiti di ragazzi promettenti dalle ‘grandi’ con le quali stabilisce premi di valorizzazione in base a presenze e gol. L’errore del presidente è però quello di affidare la panca ad un allenatore che sta ai giovani come Rocco Siffredi alla castità. Romeo parla chiarissimo al mister: nessuna pressione in termini di classifica, annata tranquilla e lancio dei tanti prospetti interessanti che devono assolutamente garantire linfa vitale per il futuro. Rumignani (che era stato giocatore neroazzurro a metà degli anni ’60) garantisce col suo fare istrionesco e si comincia. Ma si finisce subito.

Ferragosto 1993, prima amichevole a Forte dei Marmi con l’Empoli (allora in Serie C). Fiutando qualcosa di strano (ai suoi occhi), Anconetani piomba in ritiro mentre la squadra è a tavola e chiede di avere la formazione destinata a scendere in campo tra qualche ora. Leggere i nomi di giocatori esperti nell’undici titolare lo fa trasalire ma l’embolo gli parte quando scopre che in appoggio all’unica punta giocherà un’ala (Rotella) nel ruolo di trequartista invece del giovane Lorenzini, prestito dal Milan, valutato come ‘troppo acerbo’ dal tecnico. Romeo è incontenibile, si catapulta al tavolo dove l’allenatore sta pranzando con il suo staff e gli comunica l’esonero. Rumi, paonazzo in volto per la rabbia, replica che non deve permettersi e che soprattutto non può farlo in quel modo senza una comunicazione ufficiale.

Ed è a questo punto che Anconetani entra nel mito: chiama un cameriere e gli chiede di portargli un tovagliolo di carta, poi estrae la penna dalla tasca della giacca e scrive sul tovagliolo “Il Signor Rumignani è esonerato dalla guida tecnica del Pisa in data odierna ed in seduta stante”, consegna il ‘documento’ al destinatario, si gira e se ne va. Può darsi che ci sia della fantasia, a noi è stato raccontato esattamente così e proprio dal Presidente. Che quel pomeriggio a Ferrara ci disse testualmente: “Io oggi tifo Monza perchè è la clamorosa dimostrazione che quel bip bip bip di Rumignani ha fatto più danni della grandine anche da Voi fino a marzo”.

Fiorenzo Dosso

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