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Un altro tuffo nel passato per esorcizzare ansie, difficoltà, paure ed incognite del difficile presente. Do you remember, my friends, come eravamo partiti male in quel campionato cadetto ’77-78? 1 punto in 5 giornate, musi lunghi, foschi presagi. Ogni riferimento alla situazione attuale è puramente voluto. E’ in momenti così grami che gli uomini veri svettano sui quaquaraqua.

E Giovanni Cappelletti era uomo vero. Per distacco. Il ‘Pres’ non si fece mai nemmeno sfiorare dall’ipotesi di mettere in discussione il ‘suo’ tecnico e lavorò – con il fondamentale aiuto di un giovane dirigente di nome Adriano Galliani – al robusto potenziamento di una rosa che aveva mostrato più di un sinistro scricchiolio. Indossarono l’adorata camiseta biancorossa cinque giovani uomini di spessore tecnico ed umano: Felice Pulici, Giovanni Lorini, Duino Gorin, Renato Acanfora, Ezio Blangero. Mister Magni li amalgamò in breve tempo con la vecchia guardia, garanzia assoluta di professionalità ed attaccamento ai colori bellissimi. Il Monza, che il 9 ottobre 1977 si era ritrovato ultimo e solo, inanellò una serie di risultati positivi (5 vittorie, 5 pareggi, un solo ko nella Marassi doriana) e si riaffacciò nelle zone nobili di una classifica ‘uccisa’ dall’Ascoli dei miracoli ma equilibratissima dal secondo posto in giù. A San Silvestro capitan Sanseverino & compagni sono attesi dal Lecce di Lamberto Giorgis: i salentini hanno appena perso male a Modena, vivono una fase involutiva eppure sono compagine tosta e sopravanzano i brianzoli di due punti.

Al ‘Via del Mare’ accorrono in 10.000 nonostante una gelida tramontana che sferza il terreno di gioco e – ovviamente – complica parecchio le cose dal punto di vista tecnico. Una squadra è matura quando riesce ad adattarsi alle circostanze senza snaturarsi: il Monza lascia da parte qualsiasi velleità di ‘fighetteggiare’ e fa comunque la partita sfoggiando netta superiorità complessiva. Come dimostrano le istantanee di Ambrogio Caprotti, number one della macchina fotografica in servizio permanente anche in trasferta, le due opportunità più nitide capitano sui piedi di Giuliano Vincenzi, in rarissimo raid offensivo, e di Enzo Scaini, mezzala per sempre nei cuori biancorossi. Un colpo di testa in tuffo di Silva sfiora il palo mentre i padroni di casa hanno una sola vera occasione con Evert Skoglund alla mezzora della ripresa.

Foto Caprotti. Lecce 31 dicembre 1977: l'occasione di Giuliano Vincenzi

foto Caprotti

Due curiosità (quasi) improponibili nel calcio di oggi dal tabellino qui sotto: nessuna sostituzione e nessun ammonito. Le ultime ore del 1977 consegnano al nuovo anno la granitica certezza di un Monza che lotterà ancora per l’alta classifica. Domenica 11 settembre Pessina & co. giocheranno a Lecce una partita piena di risvolti delicati e di grande importanza per il futuro del campionato biancorosso. Non si possono – e non si devono – fare confronti e paragoni tra due ere calcistiche lontanissime e diversissime. Gli Amarcord servono solo a ricordare stagioni piene di poesia e a ringraziare chi ce le ha fatte vivere. Punto. Tuttavia mi piace sperare, da tifoso della Pieri con addosso quella camiseta leggendaria, di assistere alla prova di una squadra matura. Una squadra che – come quella di 45 anni or sono – ha il tempo e le possibilità di risalire la china della classifica.

Lecce, Stadio Via Del Mare. Sabato 31 Dicembre 1977
LECCE-MONZA 0-0
LECCE: Vannucci, Pezzella, Lugnan, Belluzzi, Zagano, Mayer, Sartori, Biasiolo, Skoglund, Russo, Beccati. A disp.: Citignola, Loprieno, Tufaro. All.: Giorgis
MONZA: Pulici, Vincenzi, Gamba, De Vecchi, Lanzi, Anquilletti, Gorin, Scaini, Silva, Lorini, Sanseverino. A disp.: Incontri, Beruatto, Cantarutti. All.: Magni
ARBITRO: Pieri di Genova
NOTE: Spettatori oltre 10.000, incasso Lire 31.617.000

Fiorenzo Dosso