giovedì, Maggio 26, 2022
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Andrissi: “Sogno una stadio pieno di colori biancorossi come ai play-off. Non firmerei per l’ottavo posto”

Monza – Siamo andati a trovare al Centro Sportivo Monzello, il direttore sportivo del Monza Gianluca Andrissi col quale abbiamo fatto una lunga chiacchierata dalla quale sono usciti tanti spunti interessanti.

– E’ soddisfatto del suo lavoro sul mercato?

“Non sono io che devo dirlo, il giudizio spetta agli addetti ai lavori e ai tifosi, comunque il desiderio della societa’ era quello di far crescere i giovani gia’ in rosa e inserirne nuovi, confermare gli uomini di esperienza che devono aiutare i ragazzi a maturare. Abbiamo costruito una squadra competitiva acquistando in difesa Galimberti, che avevamo gia’ cercato lo scorso anno e Zullo, che aveva il desiderio di ritornare a Monza dove si era trovato bene. A centrocampo abbiamo acquisito Bianchi tramite una bella operazione di mercato, Candido gia’ inseguito lo scorso anno; Terrani, un 1994 che aveva fatto bene nelle giovanili dell’Inter e quando Asta lo ha messo in campo si e’ fatto trovare subito pronto. Santonocito, un giocatore ex giovanili Inter, Milan e Celtic dalle grandi ambizioni. I portieri Teodorani e Chimini, che non sono solo due semplici riserve ma due ottime alternative a Castelli. Poi arriviamo alla ciliegina sulla torta che e’ Sinigaglia, attaccante di grande esperienza che ho visto crescere, gia’ autore di 4 gol e non ancora al 100%, acquistato in extremis a fine mercato dopo una riunione col presidente che e’ stato molto sensibile nell’accontentarci, perche’ ricordiamo che senza i suoi sforzi oggi non staremmo a parlare di questi acquisti. Chiudiamo il discorso mercato con gli ultimi tre arrivi stranieri: Fisher, Bell e Anderson, tre giovani a completamento della rosa, con una discreta esperienza internazionale che avranno modo di mettersi in mostra”.

– La vera impresa e’ stata la conferma dei giovani Vita, Valagussa e di Gasbarroni, al quale avete addirittura rinnovato il contratto. Come avete fatto a trattenerli?

“Al di là della nostra bravura, dobbiamo ringraziare il presidente per i suoi sforzi. Anche i giocatori erano molto motivati nel continuare il progetto iniziato lo scorso anno ed hanno messo del loro nel venire incontro alle nostre esigenze: siamo contenti che siano rimasti con noi”.

– Come si lavora con un Presidente sempre in giro per il mondo? Come comunicate?

“Il Presidente e’ in continuo contatto con l’amministratore che lo informa di tutto. Quando e’ in Italia facciamo delle riunioni. E’ un grande tifoso e ci dà una grande carica. Ha inoltre una grande facilita’ di comunicazione e trasmette entusiasmo, vuole il contatto diretto sia individuale che collettivo. Un vero trascinatore”.

– Che cosa le ha lasciato la finale persa lo scorso anno?

“Tanta rabbia per fare ancora meglio quest’anno. Questo non e’ un periodo d’oro, ma la squadra sapra’ uscire da questo momento. Ci sono stati diversi infortuni, alcuni giocatori come Sinigaglia che, pur avendo segnato gia’ cinque gol, non e’ ancora al massimo della forma e deve entrare bene nei meccanismi della squadra. Ma con il gruppo e il numero elevato di giovani promettenti che abbiamo possiamo ambire a risultati importanti. La parola d’ordine e’ aver fiducia".

Ho intervistato un suo ex giocatore, Jacopo Ravasi, che mi ha parlato molto bene di lei e non e’ il solo ad aver un buon ricordo. Le fa piacere e’ essere ben voluto da tutti?

“Mi fa molto piacere. Dopo 33 anni di calcio, dopo tante vittorie e tante sconfitte, il rapporto umano e’ fondamentale. Anch’io ho un grande ricordo dei miei ragazzi, dei quali sono sempre stato il primo tifoso, voglio il loro successo, il successo di tutti. In passato mi ha fatto molto piacere sentire un giovane che, pur avendo giocato poco, a fine campionato venne a ringraziarmi perche’ si era sentito partecipe dei successi del team. Poi non sono tutte rose e fiori, ci sono anche di momenti di tensione, ma bisogna saperli gestire con la massima trasparenza e il rispetto per tutti. In primo luogo nello spogliatoio dove si parla a tutti e poi in ufficio anche singolarmente con ogni giocatore, per capire meglio la situazione e, se ci sono problemi, trovare la migliore soluzione per risolverli. E’ un lavoro di équipe, dove tutti sono coinvolti: giocatori, allenatori e il direttore sportivo, dove il rapporto umano e il rispetto sono essenziali".

– Cosa sogna per il futuro?

“Sogno il meglio per il Monza, per far felice il nostro presidente che ci ha salvato e per i tifosi, grandi nei momenti dei playoff, dove li ho ammirati prima e dopo le gare. Vedere lo stadio colorato di sciarpe e bandiere biancorosse e’ stato emozionante. Sarebbe bello avere ancora tremila persone allo stadio. Speriamo di arrivarci".

Cosa cambierebbe nel mondo calcistico?

“Ci sono tre punti fondamentali in cui l’Italia calcistico-sportiva deve cambiare: innanzi tutto l’italiano deve fare piu’ sport per conoscere le sue regole e rispettarle. Poi, soprattutto nelle giovanili, si deve eliminare l’esasperazione e la ricerca del risultato. I ragazzi devono essere educati allo sport. Secondo le statistiche il 75% dei giovani che escono dalle giovanili dopo tre anni non sono piu’ professionisti, questo vuol dire che si perde per strada un numero altissimo di talenti che se non hanno terminato gli studi e si sono dedicati totalmente solo al calcio, si trovano in uno stato di disadattamento. Terzo punto: la meritocrazia. Questo vale non solo per i giocatori, ma soprattutto per i dirigenti, che devono essere persone preparate e professionali per capire ed avere la necessaria sensibilita’ per poter gestire una societa’ calcistica e tutto il suo entourage”.

– Firmerebbe oggi per l’ottavo posto?

"Assolutamente no: lo spirito e’ e deve essere quello di vincere ogni partita, far sognare i nostri tifosi e ripagare gli sforzi del nostro presidente che ci ha salvato”.

Gabriele Passoni

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Gabriele Passoni
Gabriele Passoni nasce a Milano il 18 marzo 1976.Dopo il diploma in Ragioneria e diverse esperienze professionali da oltre vent'anni lavora per una Multinazionale Americana. Da sempre tifoso milanista ma con i colori biancorossi nel cuore. Segue il Monza da sempre e nel 2012, due anni prima di appendere le scarpe al chiodo, inizia per divertimento e hobby la carriera gionalistica presso Monzanews come editore. Ha collaborato anche negli anni con le testate del "Il Giorno" e del "Giornale di Merate" e chissà cosa lo aspetta nel futuro...:"Mi piace intervistare sportivi giovani e meno giovani che trasmettano la passione alle nuove generazioni come fu trasmessa a me da bambino e che continua ancora oggi."

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