sabato, Luglio 2, 2022
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Asta: “Andiamo a Portogruaro a prenderci ciò che di diritto abbiam già  conquistato. Oggi una curva da Serie A”

Vi proponiamo la conferenza stampa integrale di mister Tonino Asta al termine della finale di andata dei play-off contro l’Unione Venezia.

– Mister, in questa stagione avete giocato finora tre partite col Venezia e per tre volte avete pareggiato. Vi preoccupa questo dato statistico?

"I numeri a volte contano, però non sempre. Ad esempio il Venezia ha preso tanti gol e oggi non ne ha preso neanche uno: i numeri quindi sono fatti per sfatarli. Mi preoccupo relativamente. Anche se avessimo vinto, magari per 1-0, non sarebbe cambiato il modo in cui avremmo affrontato la gara. Andremo là per giocarcela come abbiamo sempre fatto. Sapendo che il Venezia potrà contare su due risultati su tre, ma non credo che neppure loro ci speculeranno. Di certo mi aspetto una squadra molto arrocata dietro, una squadra in cui difenderanno tutti dieci dietro la linea della palla. Vedere Godeas che tornava indietro e faceva il primo difensore a 37 anni, la dice lunga sul come la partita sia stata interpretata da entrambe le squadre. In certi momenti oggi abbiamo espresso un ottimo calcio, dispiace perché siamo venuti a mancare negli ultimi 20-30 metri, nell’ultimo passaggio e nella scelta delle giocate. E’ il nostro unico rammarico. Il loro portiere non ha fatto parate, ma anche Castelli non ha corso rischi. E’ un dato di fatto: il risultato rispecchia l’andamento della gara. In alcuni momenti siamo stati belli da vedere, anche se so che conta poco e a volte bisogna essere anche brutti ma efficaci e concreti. Sapendo comunque che è ancora tutto aperto".

– Il Monza deve essere più concreto e cinico di oggi.

"Il difficile a volte è anche arrivare là davanti. Quando tutti si difendono, la parte conclusiva non è semplice: avevamo anche di fronte un avversario che ha avuto poche sbavature e che ci ha concesso veramente poco. Noi non cambieremo ciò che siamo sempre stati. Anche a Bassano – pur consci della vittoria per 1-0 – siamo andati a fare la gara, rischiando anche delle ripartenze in contropiede. E’ il nostro modo di giocare e non posso cambiare la mentalità di questa squadra che ci ha portato a vincere il campionato: non dimentichiamocelo".

– Delle occasioni avute, quale l’ha fatta più arrabbiare perché non è stata concretizzata?

"Non so. Ce ne sono state parecchie. Non siamo riusciti a liberare un giocatore in modo abbastanza evidente. Abbiamo fatto una notevole mole di gioco, ma in tante circostanze non è arrivato l’ultima giocata. Sappiamo che queste gare spesso si sbloccano grazie alla giocata del singolo. Gasbarroni nel secondo tempo ne ha avuta una in cui la palla è uscita di poco. Penso all’ultimo secondo con Ravasi. Di occasioni ne abbiamo avute. Loro hanno avuto un’occasione iniziale con D’Appolonia, ma erano venuti qui con l’intento di portar via il pari. Ci sono riusciti: bravi. Ma una vittoria di misura avrebbe cambiato poco la partita di ritorno".

– Si aspettava un Venezia così?

"Devo essere sincero: forse no. Non mi aspettavo un Venezia così perché nel loro modo di giocare sono sempre stati abbastanza offensivi. Lauria in panchina mi ha stupito. Questo mi dà la dimostrazione di quanto ci tenessero. Ha snaturato un pochino il suo gioco, anche se Margarita faceva il centrocampista aggiunto a tutti gli effetti. Ma non faccio i conti in casa degli altri. Han portato a casa forse quello che volevano: tanto di cappello. Ma parliamo del Venezia, una squadra che ha fatto più punti insieme a noi nel girone di ritorno. Io sono orgoglioso dei miei ragazzi che giocano sempre in un certo modo. Sottolineo ancora una volta quanto noi crediamo nei nostri giovani, anche oggi ho buttato dentro due classe 1994 (Ravasi e Laraia, ndr). Questa è una stagione straordinaria comunque vada, ma deve andare bene perché noi ci meritiamo più degli altri di poter andare su. Ma il calcio non è fatto di chiacchiere. Noi andremo là a prenderci ciò che di diritto abbiam già conquistato sul campo, dimostrando che siamo stati una delle poche squadre in Italia a far giocare i giovani e a portare in rete – come ricordava il direttore Andrissi – i suoi under. Del mio lavoro – insieme alla società – siamo strafelici. Ma ci vuole la ciliegina sulla torta e domenica cercheremo di andare a prendercela".

– In 1^ Divisione questa squadra potrebbe avere davanti a sé un bel futuro, con qualche tassello in più. Viceversa restando in 2^ Divisione potrebbe perdere 6 o 7 elementi…

"Questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Li faremo più in là. Qualunque sia la situazione con l’arrivo del nuovo presidente ci sarà un futuro roseo. Dobbiamo pensare a quello che sarà il responso del campo. Io credo che comunque si costruirà qualcosa di importante: oggi abbiamo rivisto così tanta gente, con una curva da Serie A a tutti gli effetti ed uno spettacolo incredibile. Bravi i ragazzi a riportare questo entusiasmo. Speriamo che possa arrivare anche la promozione".

– Oggi il clima fresco ha giovato al Venezia, che pare abbia avuto dei problemi col Renate nella ripresa.

"Io ho visto la mia squadra come è suo solito, una squadra aggressiva che cerca di giocare su ritmi elevati. Però non è semplice giocare contro questo Venezia. Ricordiamoci sempre degli avversari. Oggi è stata interpretata bene la partita: è mancato solo il gol. Sarà una finale a tutti gli effetti. Cambia poco".

– Mentalmente siamo già pronti a rincorrere.

"Per tutto il campionato il pareggio lo abbiamo sempre visto come una sconfitta. Il campo non può sempre darti quello che ti meriti. Sappiamo che a livello di mentalità siamo sempre proiettati a far male. Sarà così anche domenica prossima: giocheremo sul filo di lana".

– La situazione fisica?

"Polenghi era cotto e il dolore cominciava a tornare, ma recupererà e ci sarà domenica. I difensori con l’aiuto dei centrocampisti hanno concesso poco o nulla. Domenica solo Miello e Calliari non ci saranno. Rientreranno dalla squalifica Grauso e Cattaneo, ma per lui c’è ancora un punto di domanda visti i punti di sutura all’altezza del polpaccio".

– Col Renate nella gara di ritorno pare che il loro portiere Zandrini sia stato il migliore in campo e che Gaeta abbia sbagliato 3 o 4 occasioni da gol. Aumenta le nostre speranze?

"Le partite le ho viste entrambe anche io. Hai ragione. Ma il Venezia è una squadra sorniona, scorbutica, difficile da affrontare. E col senno di poi non si va da nessuna parte. Noi sappiamo che avremo le nostre occasioni come in tutte le gare, ma dobbiamo essere più precisi negli ultimi venti metri. A me sono piaciuti e da tifoso mi sarei divertito, dispiace solo che il risultato non sia stato quello che tutti speravano. Ma c’è la gara di ritorno in cui mi auguro e spero che potremo giocare in casa noi. Se vogliamo entrare nella storia del Monza dobbiamo vincere due campionati in uno".

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