mercoledì, Giugno 23, 2021
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Bergomi: “Il lancio dei giovani prima di tutto”

– Mister Bergomi, è iniziato bene il campionato della sua Berretti: dopo 4 giornate siete al comando della classifica. Si aspettava una partenza di questo tipo?

“E’ sempre difficile aspettarsi il primo posto in classifica. Però visto il campionato dell’anno scorso con gli Allievi Nazionali, dove avevamo fatto bene e visto che il gruppo è rimasto più o meno lo stesso con qualche innesto di ragazzi del 1992, pensavo di partire abbastanza bene.  L’unica cosa che mi sembra giusto sottolineare è che comunque siamo stati favoriti dal calendario perchè le squadre che abbiamo incontrato sono tutte in fondo alla classifica. Gli impegni veri devono ancora arrivare”.

– E’ anche vero che c’è un attacco molto prolifico con 13 gol già  messi a segno…

“Sicuramente. Questa è una squadra molto propositiva ed è un po’ la linea che ci dà  la società : bisogna far giocare i ragazzi di talento, privilegiare il gioco d’attacco e cercare di mettere in mostra le caratteristiche migliori di questi ragazzi, magari anche rischiando qualcosa in fase difensiva. Questo è ciò che stiamo cercando di proporre. E’ il target richiesto dalla società “.

– Oggettivamente però quale crede possa essere l’obiettivo stagionale?

“L’obiettivo è quello di fare bene. Io penso sempre che se dalla Berretti qualche ragazzo riesce a fare l’esordio in Prima Squadra, si tratta dell’obiettivo principale di un Settore Giovanile. Se poi arriva anche il risultato della qualificazione alle fasi finali, siamo tutti più contenti, perchè ti gratifica sotto l’aspetto del lavoro e di tutto ciò che il gruppo fa. Sicuramente però l’obiettivo più importante è dare giocatori alla Prima Squadra o addirittura che siano già  pronti per società  di Serie A e di Serie B, come è successo l’anno scorso quando un ragazzo è andato a Firenze e l’altro all’Atalanta”.

– Spesso è capitato a Monza che mentre la Prima Squadra non brillava, la Berretti otteneva risultati molto più soddisfacenti…

“Però non sono paragoni da fare assolutamente: sono due cose completamente diverse e quindi non lo accetto. Una cosa è il calcio giovanile e una cosa è il calcio “dei grandi”. La Prima Squadra ha bisogno di aiuto e di sostegno, soprattutto dell’aiuto e del sostegno del Settore Giovanile”.

– Quando si parla di giovani, sovente si sente dire che non hanno spirito di sacrificio: Lei come si rapporta a loro? Anche Lei nota questa caratteristica?

“I ragazzi di oggi sono diversi da quelli di un tempo… Rispecchiano la generazione di oggi, però non è vero che non sono pronti a fare sacrificio. Io ho un gruppo di 26 ragazzi e difficilmente ne manca uno. Faccio 4 allenamenti alla settimana, più la partita. Sicuramente gli atteggiamenti sono diversi: sono più svegli, più intelligenti rispetto al passato. E’ tutta gente che secondo me i sacrifici li fa: anche se in maniera diversa sanno fare sacrifici. Non sono quindi d’accordo con l’affermazione fatta o forse semplicemente io sono stato fortunato e ho trovato un gruppo di ragazzi che ha voglia di lavorare, però fondamentalmente in questi due anni a Monza ho sempre trovato gente con tanta voglia”.

– Anche perchè i giovani devono capire che sono loro il futuro del calcio…

“Assolutamente sì. Ed è per questo che le società  come il Monza devono capire che devono puntare molto sul Settore Giovanile, far crescere i propri ragazzi, farli maturare e farli esordire in Prima Squadra. E se poi c’è del talento, mandarli anche a giocare. La società  deve vivere anche grazie a questi giocatori che riesce a piazzare”.

– So che è ancora presto, ma tra i suoi ragazzi c’è già  qualche piccola stella che potrebbe avere un futuro?

“E’ difficile dirlo. Sicuramente abbiamo dei buoni giocatori di talento, ma fare dei nomi ora non penso sia corretto anche per rispetto degli altri. Vedremo: è ancora presto. Ho già  detto prima: abbiamo avuto 4 partite di campionato troppo semplici. Aspettiamo le partite importanti, quelle col Milan, col Pavia, con la Pro Patria, col Como e la Canavese: sono quelle le squadre con cui dovremo confrontarci per dare una vera svolta al nostro campionato. Adesso è stato tutto troppo semplice”.

– Per chiudere, Le chiederei una battuta sul fatto che in questi giorni il suo nome è stato accostato alla Nazionale Under 21 per il dopo-Casiraghi: conferma o smentisce l’interesse della Federazione nei suoi confronti?

“Quattro anni fa, quando è stata affidata a Casiraghi, avevano cercato di darla a me prima, ma io arrivavo dal Mondiale 2006 da telecronista e non avevo la testa: non ero ancora convinto di fare l’allenatore. Oggi leggo anche io il mio nome: dovessero propormela adesso, accetterei subito”.

Valeria Debbia

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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