martedì, Giugno 28, 2022
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Biancorossi a spasso – Castelli: “Via senza rancore. Il nuovo Monza? E’ il favorito. Ecco il mio augurio a Chimini ed Anghileri”

Magari verrò al Monzello a fare il ritiro con l’Equipe Lombardia: se la mia situazione al 28 luglio non si sarà  sbloccata sicuramente mi allenerò con loro, ma mi è già  successo e mi sono trovato bene. L’unica cosa strana sarà  trovarmi nuovamente al Monzello, ma in un’altra veste“: è un Paolo Castelli sorridente quello che ci racconta il suo futuro ora che non indosserà  più la maglia biancorossa. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 25 settembre 2011, data del suo esordio col Monza: sono state cento le presenze raccolte dal portierone nelle sue tre stagioni in Brianza. Stagioni che ripercorre senza rancori nè polemica alcuna, con la certezza che continuerà  a tifare per il Monza, di cui dice: “Merita soddisfazioni più grandi di quelle raccolte finora e spero che arrivino grazie a questo nuovo corso“.

– Paolo, cos’è cambiato da quel giorno di aprile in cui c’è stato l’avvicendamento dirigenziale tra Gianluca Andrissi e gli attuali dg Mauro Ulizio e dt Afredo Pasini?

“E’ cambiato il futuro di tanti di noi. In tanti infatti eravamo legati al direttore Andrissi. La scelta del presidente è stata quella di cambiare indirizzo societario, così sono arrivati nuovi volti. E’ normale che un presidente faccia le sue valutazioni, ma a noi è dispiaciuto perchè eravamo legati al Monza. Si volta pagina e si va avanti senza alcun rancore”.

– Nonostante i cambiamenti, c’era in molti di voi l’aspettativa di poter continuare la vostra avventura in biancorosso?

“Penso che c’era in tutti noi. In questi due anni ci eravamo affezionati e soprattutto legati alla gente: era un sentimento reciproco visto come siamo stati seguiti. La speranza e la voglia in tanti di noi c’era sicuramente, ma è cambiato tanto se non tutto. Ci sta nel calcio: esistono le rivoluzioni, ma bisogna andare avanti”.

– Se ti chiedessi di tracciare un bilancio di questi anni in biancorosso?

“Ti direi che sono rimasto sorpreso dall’affetto che la gente ha dimostrato verso la squadra. Pochi o tanti che siano, i tifosi hanno sempre dimostrato di apprezzare quanto abbiamo fatto. Ci sono stati vicini anche nei momenti più difficili e questa è stata una sorpresa: non in tutte le piazze è così. La gente si è dimostrata intelligente: Monza merita soddisfazioni più grandi di quelle raccolte finora e spero che arrivino grazie a questo nuovo corso”.

– Guardando invece al tuo futuro?

“Vedendo il mercato attuale appare come un futuro difficoltoso. Prospettive grosse ce ne sono poche. Di sicuro ci sono tante chiacchiere. Per ora ho avuto un’offerta da una squadra piccola ma seria di Serie D: purtroppo non c’erano le condizioni per proseguire la trattativa. Mi è già  capitato comunque un periodo del genere, visto che quando sono arrivato a Monza era fine agosto e quindi l’attesa è stata lunga: ci vuole pazienza, calma e sangue freddo. Sono sicuro che qualcosa più avanti verrà  fuori”.

– Quindi stai valutando anche proposte da serie minori?

“Attualmente uno deve valutare tutto. Bisogna dare ascolto ad ogni offerta”.

– Ricordo qualche mese fa una conferenza stampa post-partita nel corso della quale raccontasti di una scelta sbagliata fatta nella tua carriera, nello specifico quando decidesti di lasciare Modena per la troppa voglia di giocare…

“Sì quello fu un rimpianto: avevo giocato un girone di ritorno in cui ci eravamo salvati alla grande, dopo che nel girone di andata si erano fatti pochissimi punti e sembravamo spacciati. Non riuscii a concretizzare il rinnovo del contratto per mille motivi e anche in quel caso ci furono cambiamenti societari: mi trovai infatti proprio nel guado tra le due società . Arrivato a 34 anni non hai più la smania di giocare, ma valuti tutti i discorsi che ti vengono proposti. Ad esempio quello di aiutare un ragazzo giovane, mettendoti a disposizione dell’allenatore che può decidere anche di non farti giocare. Insomma siamo aperti a tutto”.

– A proposito di ragazzi giovani, quest’anno hai fatto da chioccia a Chimini, che è stato confermato in biancorosso. Ma la maglia numero uno sarà  appannaggio di Sergio Viotti: lo conosci?

“No, Viotti lo conosco solo di nome; mentre su Stefano (Chimini appunto, ndr) spero possa mettersi in mostra perchè merita: è un ragazzo eccezionale ed è migliorato molto da quando è arrivato, inoltre ha ancora grossi margini di miglioramento. Se avrà  la possibilità  di giocare con continuità  lo dimostrerà . Io faccio il tifo per lui, non togliendo nulla a Viotti: se la giocheranno”.

– Anche Pierluigi Brivio, vostro allenatore dei portieri ha lasciato Monza approdando all’AlbinoLeffe…

“Mi dispiace abbia lasciato anche lui. Io ho avuto la fortuna di lavorare con lui per tre anni e mi ritengo molto fortunato per questo. E’ stato il migliore: colui che mi ha dato veramente tanto, anche se avevo già  una certa età . Lo ha comunque dimostrato anche con Chimini. Auguro a Brivio di far bene anche nella sua nuova avventura”.

– Sei d’accordo con il tuo ex capitano, Claudio Grauso, che ai nostri microfoni in merito ai grossi cambiamenti apportati dal Monza aveva dichiarato “sarà  necessario creare quell’amalgama che a volte si crea, ma altre volte no“, portando ad esempio la sua esperienza a Mantova (leggi qui).

“In questi anni si era formato un bel gruppo. Mi parli di Ciccio (ride, ndr)? Io auguro al Monza di trovare un altro capitano come lui. E’ stato uno degli artefici di questo gruppo. L’amalgama viene col tempo, ma se sono ragazzi a modo non avranno difficoltà . Spero che possa crearsi un gruppo almeno pari a quello che c’era fino a pochi mesi fa”.

– A proposito di fascia: ancora non c’è nulla di definito, anche se in lizza ci sono Marco Anghileri e Marco Briganti.

“Ho visto. Io sono amico di Marco Anghileri e penso che avendo fatto più di cento partite con il Monza ed essendo in biancorosso da tanti anni, nessuno meglio di lui può conoscere l’ambiente. Appare quindi una cosa naturale che la fascia vada a lui. Ma è una decisione che spetta al gruppo. Se sarà  Marco Anghileri sarò felice per lui. Altrimenti significherà  che il mister e la società  hanno ritenuto più opportuno un altro tipo di decisione”.

– Hai parlato del traguardo delle cento presenze tagliato da Anghileri, ma anche tu sei riuscito nell’impresa entrando nella storia del club.

“(ride, ndr) Ci tenevo ad arrivarci, indipendentemente dal futuro della mia avventura a Monza. E’ stata una soddisfazione, piccola rispetto a tanti altri, visto che cento non sono tantissime. Ma è una cosa che porterò dentro di me”.

– Le tue sono tutte parole comunque positive: non c’è alcun sassolino che vorresti toglierti?

“No. Sinceramente no. Non ho rancore. Ne ho viste talmente tante nel pallone che trovo normale che possano succedere. E’ un dispiacere perchè ero legato alla squadra, alla società  e alla città  visto che ci vivo, per cui ho amplificato le mie emozioni, ma non ho rancori. Io auguro al Monza di ottenere gli obiettivi che si è prefissato: la squadra è stata fatta in modo importante e le premesse ci sono tutte. Io farò il tifo per il Monza e credo che se avrà  la possibilità  di giocare in un girone composto da squadre del Nord sarà  la favorita, la numero uno. Nel caso, invece, i gironi fossero geograficamente mischiati sarà  più complicato, ma non toglierà  nulla alle sue ambizioni di salire di categoria. Il tutto contestualizzato al mercato fatto ad oggi sia dal Monza sia dalle sue avversarie”.

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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