martedì, Luglio 5, 2022
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Bugno: “Partiti con molti dubbi e pochi punti fermi stiamo dimostrando di poter far bene”

Lo scorso campionato è riuscito a conquistare un posto da titolare dopo essere partito da semplice aggregato ed ora il terzino Alessio Bugno si appresta a vivere la sua seconda stagione tra i professionisti con la maglia del Monza: il giovane – intervistato ai microfoni di TuttoLegaPro.com – ha tracciato un bilancio del suo primo anno in biancorosso, ammettendo che non tutto è andato come se lo aspettava, anche se ora la fiducia è riposta nella giustizia sportiva che potrebbe restituire al club brianzolo ciò che il campo gli ha tolto: la Prima Divisione, condannando l’Alessandria alla Seconda. Bugno parla anche della sua crescita come giocatore e del suo rapporto con i numerosi allenatori avvicendatisi sulla panchina del Monza, senza dimenticare quella maledetta finale play-out di Crema…

– Alessio, tracciamo un bilancio di questo tuo primo anno con la maglia del Monza?

"Ho iniziato in sordina perché sono arrivato come semplice aggregato. Dopo il ritiro sono stato contrattualizzato con un biennale e da lì è iniziata l’avventura. La prima presenza è stata con la Reggiana in trasferta (quarta giornata della scorsa stagione, ndr) e da lì ho incominciato a giocare con continuità – segnando anche contro il Pavia, – fino a gennaio. Sono stato anche in Nazionale Under 20, ma poi l’infortunio al menisco mi ha bloccato per due mesi. Ho ripreso solo nel finale della stagione".

– Finale di stagione che probabilmente non è stato quello che vi aspettavate, vista la retrocessione…

"Abbiamo fatto una lunga corsa per poi arrivare morti e stanchi alla fine. E’ stato comunque un bel sogno, che purtroppo non si è realizzato. Speriamo quest’anno di invertire la rotta".

– La giustizia sportiva – per ora – vi ha ridato ciò che il campo vi ha tolto: la Disciplinare ha, infatti, retrocesso d’ufficio l’Alessandria, permettendo al Monza di riconquistare la Prima Divisione.

"E’ una magra consolazione. Retrocedere sul campo fa sempre male. Io spero con tutto il cuore di rifare la Prima Divisione: sarebbe un bene per noi calciatori ma anche per l’intero Monza".

– Ad inizio stagione a chi ti chiedeva le tue caratteristiche come difensore rispondevi che dovevi ancora migliorare in tutto. Ma che ti piaceva spingere ed attaccare, puntando tutto sulla forza e la resistenza: ora credi di essere cresciuto?

"C’è sempre spazio e tempo per migliorare. Comunque grazie ai tecnici che ho avuto, ma soprattutto ai compagni di reparto e di squadra sono decisamente migliorato, ma ce ne vuole ancora per diventare un ‘vero’ giocatore".

– L’unica piccola pecca nel tuo percorso possiamo dire che è stata la finale play-out a Crema: ci sono state parecchie polemiche sul tuo ruolo e sulla poca qualità di gioco messa in evidenza in quella posizione…

"Avevamo provato per tutta la settimana quel ruolo: la colpa è solo mia. Non ho reso al massimo: ho giocato male io. Non è colpa del ruolo o colpa del mister che ha sbagliato a mettermi lì: ho sbagliato io la partita e mi assumo le mie responsabilità. Durante la settimana avevamo provato delle cose, che poi io non sono riuscito a fare. Non è stato problematico il ruolo: certo sono terzino sinistro, ma per la squadra posso fare anche il portiere".

– Sono stati molti gli allenatori che si sono avvicendati sulla panchina biancorossa nella scorsa stagione: cosa ti ha lasciato ciascuno di essi e come ti trovi con mister Motta?

"De Petrillo ha avuto fiducia in me e mi ha lanciato: gli sono riconoscente per questo. Verdelli? Abbiamo avuto un momento nero con lui, purtroppo poi ho avuto l’infortunio in quel periodo e non ho potuto dare il mio contributo. Monguzzi e l’attuale secondo Vito Tammaro? Con Monguzzi ho legato molto e tuttora lo vedo spesso, visto che ancora allena le giovanili. Ho un bel rapporto con lui. Mentre con Motta si è creato subito un certo feeling. Già dall’anno scorso, ma soprattutto quest’anno e spero che possa rafforzarsi ancora di più".

– Come sta andando la preparazione estiva?

"Devo dire che siamo partiti con molti dubbi poiché non conoscevamo la categoria in cui avremmo giocato. Poi c’erano molti giovani e alcuni "vecchi senatori" se ne sono andati per fine contratto. Insomma c’erano molti punti interrogativi e pochi punti fermi. Tra questi Iacopino e Fiuzzi che stanno dando una grande mano ai giovani su cui la società sta investendo. Se i giovani seguiranno questi "punti fermi" potremo fare bene, come stiamo dimostrando attraverso le amichevoli".

– Difatti le amichevoli con squadre di categoria superiore stanno dando buone risposte: pari con l’AlbinoLeffe, pari con l’Atalanta. E poi col Borgosesia le cronache raccontano che hai segnato un "eurogol"…

"E’ vero: è uscito un gol su cui mi stanno ancora tutti prendendo in giro (ride, ndr). E’ andato tutto bene. Anzi, speriamo di farlo anche in campionato".

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