lunedì, Giugno 21, 2021
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Cabrini, un vincente assoluto per la panca del Monza

Ciò che più conta però è che Antonio Cabrini, nel 1982, facesse parte della spedizione di azzurri impegnati nel Mondiale di Spagna che è stato abilmente conquistato. Il “Bell’Antonio” giocò da terzino titolare quella partita (insieme a Beppe Bergomi, ora membro del Comitato Tecnico biancorosso) e mise paura al popolo italiano quando sbagliò clamorosamente un rigore sul risultato di 0-0: probabilmente fu l’emozione peggiore – poi assolutamente allietata dalla vittoria della Coppa – di una lunga carriera da vincente cominciata nella Cremonese.

Cabrini, classe 1957, ha debuttato a soli 16 anni nelle file dei grigio-rossi in Serie C, facendo subito innamorare tifosi e società  grazie all’offensivismo espresso sulla fascia. Dopo due anni giocati a buoni livelli a Cremona, è passato fra le fila dell’Atalanta ove è rimasto solo una stagione. Il bello doveva ancora cominciare: dalla stagione ’76-’77 fino alla ’88-’89 ha costruito man mano la storia del calcio italiano e della società  che lo ha consacrato come uno dei migliori talenti del calcio tricolore: la Juventus. Le prime due stagioni bianconere sono state trionfali per Cabrini: subito due scudetti, una Coppa UEFA e la convocazione in Nazionale maggiore per il Mondiale di Argentina ’78. Con la maglia della Juve è divenuto uno dei giocatori italiani più vincenti di sempre e questa mentalità  l’ha dimostrata anche nel 1982, quando Bearzot gli ha dato fiducia portandolo a giocare i mondiali iberici durante i quali è salito sul “tetto del mondo”. Dopo i Mondiali, ancora trofei di ogni genere ed ancora con la maglia del club torinese, fino al 1989: dopo aver fatto gioire più volte i tifosi della zebra ed alzato tutti i trofei possibili, ecco il passaggio al Bologna. Nel ’91 – dopo due anni in Emilia – con 352 partite giocate in A e ben 35 gol segnati, appende gli scarpini al chiodo: si chiude qui la carriera nel calcio giocato di un vincente assoluto. Ma l’ispirazione di diventare allenatore e insegnare tutte le conoscenze acquisite non lo ha pervaso da subito: solo nel 2000 ha esordito su una panchina (luogo che da giocatore ha visto ben poco…), quella dell’Arezzo, conquistando i play-off. L’anno successivo è passato al Crotone ma – dopo un inizio di stagione agevole – ha ricevuto l’ esonerato ed è tornato a guidare un club solo nel 2004: l’odiato Pisa. Anche qui, Cabrini non è riuscito nell’ardua impresa di mantenere la propria panchina fino a fine stagione: esonero e passaggio al Novara per la stagione 2005-2006. Con i piemontesi ha conquistato solo l’ottavo posto della ex Serie C: ultimo incarico ricoperto da allenatore è quello di CT della Siria. Dopo l’esperienza in Africa (ed un bottino da Mister davvero scarso), è avvenuto uno scisma fra il cosiddetto “Fidanzato d’Italia” ed il mondo del calcio. Cabrini ha scelto il “rettangolo catodico” rispetto al “rettangolo verde” partecipando a “L’isola del Famosi 6” e ritirandosi dopo sole tre settimane. Nel 2008 ha pubblicato anche un romanzo, “Ricatto perfetto”, e ad inizio 2010 è diventato telecronista calcistico per Dahlia TV.

Antonio Cabrini ora è indeciso: la Juventus gli avrebbe offerto un posto in società  ma anche il Monza è sulle sue tracce. Al contrario della bacheca dei “trofei da calciatore”, la mensola dei “trofei da allenatore” di Cabrini è impolverata e vuota: anche lui stesso vorrebbe poterla arricchire… Quale occasione migliore di accettare la guida dei brianzoli, rilanciarsi come Mister e puntare alla Serie B?

Ecco il sito ufficiale dedicato ad Antonio Cabrini.

www.antoniocabrini.it

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