martedì, Giugno 28, 2022
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Cattaneo: “Non dobbiamo più fermarci. Il sogno? Riuscire a riportare 3-4mila persone al Brianteo”

Vi proponiamo le dichiarazioni del difensore biancorosso Davide Cattaneo, al termine della vittoria con il Castiglione, quattordicesimo risultato utile consecutivo per il Monza.

– Davide, una giornata importante: siamo per la prima volta ufficialmente dentro al sogno.

"Sì, è una giornata importantissima, ma soprattutto è stata una partita importantissima. Quando si giocano gli scontri diretti e si vincono, si sa che oltre a guadagnare i punti in classifica si distanziano le dirette concorrenti. Siamo molto contenti: abbiamo fatto la partita che avevamo preparato. Sapevamo che loro erano bravi a chiudersi e ripartire in contropiede con Ferrari e Maccabiti che sono forti e veloci".

– E’ stata una delle tue migliori prestazioni.

"Oggi stavo bene, ma è la squadra che mi aiuta come aiuta tutti i singoli. E’ bello giocare in questa squadra perché si corre uno per l’altro. E’ facile giocare quando sai che il tuo compagno è pronto a fare una corsa in più anche per te. E poi quando hai due attaccanti come Vita e Finotto che vengono a fare i terzini è tutto bello. Noi difensori centrali siamo facilitati negli anticipi e nelle marcature perché le palle che arrivano sono sempre sporche".

– Gli anni scorsi non c’era bisogno che tornassero gli attaccanti: eravate tutti dietro.

"(ride, ndr). E’ vero: abbiamo scoperto che è meglio che tornino gli attaccanti, piuttosto che stare tutti dietro".

– Un pensierino al secondo posto lo state facendo?

"Io sono d’accordo con quello che ha detto il mister ai miei compagni. Noi abbiamo il nostro mini-torneo che tuttora ci vede primi. Lo finiamo fra quattro partite e poi il 12 maggio vediamo, dove siamo nel mini-torneo e in quello generale".

– Voi date il massimo sempre quando la società non paga gli stipendi. Ricordiamo infatti che lunedì è il limite massimo. Avete paura?

"Io non so niente, anche se ho sentito voci che dicono di stare tranquilli. Penso che arriveranno. In settimana abbiamo lavorato solo sul Castiglione, senza parlare di stipendi. Sicuramente il Monza si sta esaltando in quest’ultimo periodo, non solo quando non arrivano gli stipendi. E’ bello giocare in questo gruppo: gli stipendi contano – perché sappiamo che contano! – però contano tanto anche i compagni e le motivazioni che ti danno. Anche se non dovessero arrivare gli stipendi – e sarebbe una cosa brutta! – saremmo comunque 25 giocatori con un obiettivo".

– Ad inizio stagione vi eravate posti l’obiettivo di riportare gente allo stadio: oggi si sono viste facce che non si vedevano da anni. E’ una soddisfazione in più?

"Il sogno è giocare l’ultima col Fano e vedere 3-4 mila persone. Vediamo: magari alla fine del mini-torneo il "Brianteo" tornerà ad essere come alla famosa finale play-off. Io me lo auguro".

– Ti stai prendendo una bella rivincita.

"Quando retrocedi a livello personale è una botta mai vista. Sarò monotono, ma l’anno scorso non riuscivamo proprio a trovare il bandolo della matassa ed è stata una grossa sofferenza. Quest’anno è stato difficile iniziare, perché arrivare da una retrocessione è molto pesante. Io ci ho messo quasi fino a settembre 2012 a smaltire la fatica psicologica. Il bello di questa squadra e di questo staff è che abbiamo creato un gruppo che ti fa scivolare ogni cosa: ci divertiamo e corriamo uno per l’altro. Quest’anno va tutto meglio proprio perché è una bella realtà da vivere".

– Il fatto che si è saputo che Fiuzzi e Iacopino (ma anche Alberti) non c’entravano niente con la combine ha tolto un peso anche a voi?

"Io mi sono sentito molto vicino a loro perché quando successe il fatto di Paoloni venne fuori anche il mio nome per un Cremonese-Spal. Venne indagato perché anche il giudice disse che i fatti non sussistevano. E querelai anche i giornali. Ma a parte questo, conoscendo i ragazzi ho subito pensato che fosse una di quelle cose in cui mettono in mezzo tanta gente che non c’entra niente. Io li stimo tantissimo e meritano di essere usciti puliti".

– Alla prossima troveremo il Santarcangelo, ancora un po’ inguaiato in zona salvezza.

"E’ la più brutta partita che potesse arrivare in questo momento. Ho giocato molte volte per salvarmi e so cosa vuol dire andare in casa di una squadra che sta cercando di salvarsi. Cambia la cattiveria, cambia la motivazione: saranno vogliosi. Noi dovremo trovare stimoli maggiori dei loro, anche se a livello tecnico sono inferiori. Noi dobbiamo vincerla per forza: non possiamo più fermarci".

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