giovedì, Gennaio 27, 2022
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Cevoli: La società  mi è sempre stata vicina. Ai miei ragazzi chiedo più determinazione

E’ di oggi (mercoledì, ndr) il comunicato stampa della società  che ribadisce la propria incondizionata fiducia in Lei come tecnico biancorosso: questo la fa sentire più tranquillo?

“Io ero tranquillo anche prima. Sicuramente è un attestato di stima in più e che va ad aggiungersi a quelli che già  avevo ricevuto. Da parte mia comunque non c’era alcun bisogno di aggiungere altro, perchè la società  mi è sempre stata vicina: ha più volte rimarcato la propria fiducia nei miei confronti. Questo è un ulteriore passo avanti, che sicuramente fa piacere”.

Questo però non cancella il fatto che la squadra ha dei problemi: ha perso tre partite consecutive, soffre di un’involuzione del gioco evidente… Lei ha capito come uscire da questa situazione?

“C’è solo una cosa da fare: lavorare. Continuare a lavorare come già  facevamo prima: prima di vincere con la Cremonese, prima di vincere con il Sorrento… E lo stiamo facendo anche adesso nonostante i risultati. Dobbiamo continuare a farlo, perchè crediamo nel lavoro, ma soprattutto crediamo in ciò che stiamo facendo. Poi per forza devono arrivare i risultati”.

Prima di diventare allenatore, Lei stesso è stato calciatore: in quel periodo come superava le situazioni difficili? La sua esperienza in tal senso può risultare utile in questo momento?

“Da calciatore ho vissuto parecchi momenti di blocco mentale. Quando giocavo, la cosa che mi dicevo dentro di me era proprio questa: evidentemente le cose che facevo in quel dato momento erano poche per ottenere risultati, quindi aumentavo gli sforzi e lavoravo di più. E sottolineo che erano poche sotto tutti gli aspetti: non solo sotto l’aspetto dell’allenamento o della concentrazione. Allora mi facevo un esame di coscienza e continuavo a lavorare. La stessa cosa la penso da allenatore: solo che ora che sono tale non posso entrare nella testa dei miei calciatori. Ripeto comunque che conosco solo la strada del lavoro e della determinazione per passare questi momenti ‘brutti’ e cercare di trasformarli in positivi. Ma basta poco perchè ciò avvenga: basta un singolo episodio e poi le cose che sembrano brutte diventano improvvisamente belle”.

Lei non si è mai nascosto dietro all’alibi ‘infortuni’, ma è innegabile che molti giocatori titolari sono alle prese con problemi fisici: può darci aggiornamenti su di loro?

“Continuiamo ad avere un po’ di infortunati, i quali procedono nella loro riabilitazione. Probabilmente recupereremo – speriamo! – Dimas che sta un pochino meglio, intanto anche Ravasi sta un pochino meglio. Queste sono le uniche due note positive. Per gli altri ci vorrà  ancora del tempo”.

Senza voler addossare colpe a nessun giocatore in particolare, c’è però da sottolineare come il gioco abbia subito dei cambiamenti in negativo con l’innesto là  davanti di Nello Russo: non è che prima del suo avvento da titolare si erano creati degli automatismi che con la sua presenza in campo non sono più tali?

“Assolutamente no. Sarebbe riduttivo ragionare in questo senso. L’involuzione l’ha avuta tutta la squadra e non un singolo giocatore. Non è sicuramente colpa nè di un singolo nè di due o tre… E’ evidentemente colpa di tutti, perchè si sta facendo male come squadra. E’ chiaro che il discorso di squadra, però, è valutato come prestazione dei singoli, quindi se tutti facessero meglio, la squadra ne trarrebbe beneficio”.

Domenica arriverà  il Varese: ha già  in mente le mosse ideali per contenere la forza di questa ‘matricola’?

“Le controffensive a parole possono apparire tutte giuste o tutte sbagliate, poi bisogna vedere la domenica cosa succede. Sicuramente il Varese è un’ottima squadra, la classifica gliene dà  merito: sta facendo un ottimo campionato. Al di là  dei moduli tattici, bisognerà  fare una partita di grande carattere, volontà  e determinazione”.

Si è parlato anche di possibili rinforzi per questo Monza: cosa si aspetta dal prossimo calciomercato?

“Con la società  ne discuteremo. Lo dico dal primo giorno: la società  è molto attenta a queste cose, soprattutto ai cosiddetti ‘affari’ che possono capitare. Adesso il calciomercato è chiuso e bisogna aspettare gennaio, quando faremo delle valutazioni con la società  e il direttore sportivo: valutazioni che, comunque, stiamo già  facendo. Siamo già  da ora molto attenti”.

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Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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