martedì, Giugno 28, 2022
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Cori: ‘Vi racconto la mia espulsione e l’emozione del gol nella mia città . A Viterbo insultato senza capire perchè. Anche Capuano mi voleva con sè’

Il lungo stop disciplinare patito a causa dell'espulsione di Pistoia ha in parte intaccato il buon avvio di stagione dell'attaccante Sacha Cori, soprattutto perché dover star fermo per tre giornate ha pesato sulla sua condizione al rientro in campo. Ma anche sul morale visto che nella ricostruzione dei fatti proposta dal biancorosso al microfono di Monza-News si evince come il tutto sia derivato da un abbaglio dell'arbitro: "So che anche lo stesso direttore di gara – ci rivela Cori – è stato fermato per tre turni: è stata una piccola soddisfazione per me". L'ex Santarcangelo ripercorre quindi per noi la sua lunga carriera da veterano della Serie C, con un occhio particolare all'esperienza di Empoli in cadetteria e quella di Arezzo dove ha conosciuto (e battibeccato con) Ezio Capuano: "Mi ha chiamato anche quest'estate per seguirlo a Modena, ma non ci sono stati punti di incontro. Però – nonostante tutto – è rimasto il buon rapporto".

– Sacha, partiamo dalla squalifica: hai bagnato il tuo esordio in biancorosso col gol, poi a Pistoia è arrivato il rosso e i conseguenti tre turni di stop. Quanto hanno pesato?

"Mi è pesato stare fuori dal campo e guardare i compagni: è faticoso non poter dare il proprio contributo. Inoltre poter giocare 90' durante il campionato è sicuramente diverso che allenarsi solamente nel corso della settimana. Ho fatto fatica al rientro: avevo i crampi dopo circa 55' e infatti sono stato sostituito. Con l'Alessandria ho fatto la gara intera e ora sto già meglio".

– Raccontaci come è andata e i sentimenti che in te ha generato un provvedimento disciplinare così lungo che non sentivi di meritare, visto che poi avete presentato ricorso.

"Ne sono uscite tante di versioni. Quando è successo il fatto il guardalinee, posizionato dalla parte in cui ho fatto il fallo, che non era fallo, ha detto a Palazzo – che era andato da lui per dirgli che non avevo fatto nulla: – 'Sì lo so, ho visto tutto'. Pensavamo ne parlasse all'arbitro (Gianpiero Miele di Nola, ndr), ma lui ha detto che oramai non poteva più far nulla. Insomma anche il guardalinee aveva visto la mia non volontarietà. Poi abbiamo fatto ricorso, ma hanno chiamato l'arbitro che ha confermato la sua prima versione. Comunque so che anche lo stesso direttore di gara è stato fermato per tre turni: è stata una piccola soddisfazione".

– Rientrare dopo tre turni non è stato semplice, infatti il gol è arrivato solo domenica a Viterbo. E che gol, visto che ha permesso di sbancare il "Rocchi" proprio a te che sei nativo di quelle parti.

"E' stata un'emozione stupenda, perché non avevo mai giocato a Viterbo ed era la prima volta che entravo in quello stadio. A Viterbo ci sono nato e ci sono cresciuto e l'emozione più grande è stata avere lì tutta la mia famiglia, tutti i miei amici più cari, una trentina di persone. Ho fatto gol proprio sotto a dove si trovavano loro e ho percepito il boato dei nostri spettatori che erano dalla parte opposta. Poi i miei famigliari mi hanno anche detto che hanno rischiato di prenderle perché erano in mezzo a tanti tifosi viterbesi (ride, ndr)".

– Un gol che ha di fatto portato all'esonero di mister Bertotto.

"Ad essere sincero mi dispiace perché non ho nulla contro la Viterbese, tra virgolette la tifo pure, ma il lavoro è lavoro. E poi ho preso anche tanti insulti, di cui non capisco il perché visto che non ho mai fatto male a nessuno. Prendere insulti perché sono di Viterbo ma gioco altrove? Mandiamo giù…".

– Parliamo un po' di te: hai una lunga carriera alle spalle e hai anche esordito in Serie B con l'Empoli nella stagione 2012/13 segnando anche una rete.

"Sono molti anni che gioco in Serie C, ma dopo due buone annate con la Carrarese mi prese l'Empoli in prestito dal Cesena. Feci le prime otto da titolare e feci anche gol a Livorno. Poi mi feci male al collaterale e restai fuori per due mesi. A quel punto presero Maccarone, che giocò in coppia con Tavano: fu l'anno in cui fecero 18 e 23 reti. A gennaio chiesi di andarmene perché volevo giocare, visto che ero meritatamente chiuso da due grandi calciatori: scesi di nuovo in C nella Virtus Entella".

– Sempre analizzando il tuo curriculum balza all'occhio l'esperienza di Arezzo nella stagione 2015/16 in cui sei stato allenato dall'istrionico mister Capuano. Che ricordi hai?

"Col mister sono rimasto in buoni rapporti, anche se me ne andai a gennaio da Arezzo perché ci discussi: mi sostituì in una partita (L'Aquila-Arezzo, terminata 1-1, ndr) in cui feci molto bene, tanto che venni anche citato come miglior attaccante nella Top 11 di TuttoLegaPro.com. Io la presi un po' male, ma lui disse che oramai non si fidava più di me e me ne sono andato. Poi però ci siamo scritti e anche quest'anno mi ha chiamato per seguirlo a Modena, ma non ci sono stati punti di incontro. Però – ripeto – è rimasto il buon rapporto".

– In due occasioni sei andato in doppia cifra: a Carrara e l'anno scorso a Santarcangelo. Obiettivi per quest'anno?

"Fare meglio dell'anno scorso e quindi salvarsi il prima possibile, per i gol vediamo".

– Nella conferenza stampa al termine della gara col Piacenza avevi dichiarato che il gioco che c'è quest'anno a Monza non l'ha mai trovato in dieci anni di C perché il mister sa allenare entrambe le fasi (leggi qui). Questo ti permette di esprimerti al meglio…

"Quest'anno gioco un po' più vicino alla porta perché il mister fa iniziare da dietro e i centrocampisti fanno più gioco. Mentre gli altri anni ero molto più lontano e lanciavano palla da lontano e spesso mi ritrovano lontano dalla porta e spalle alla porta. Mi trovo bene perché è bello giocare a calcio e mi diverto, mi trovo molto bene con il mio compagno di reparto".

– Sempre in quell'occasione però avevi fatto una battuta: "Apprezzerei però più cross, come ho già detto ai compagni in allenamento". Ti stanno seguendo?

"Sono rientrato da tre partite e sono state molto particolari: abbiamo giocato fuori con l'Arzachena e non è stato semplice; abbiamo giocato in casa con l'Alessandria e nuovamente non è stato semplice; infine domenica a Viterbo sono arrivati tre cross e su uno ho fatto gol, ma in linea di massima abbiamo anche creato più occasioni. Va bene così: coi compagni ci alleniamo apposta per questo. Miglioreremo sicuramente".

– Cosa potrebbe portarti in più l'esperienza di Monza rispetto alle altre?

"Non lo so. So che ogni stagione è diversa dalle altre, qui mi trovo bene, c'è una società con uno staff che vuole fare bene e crescere. Penso soltanto a giocare e fare del mio meglio per tutti quanti".

– Ti riconosci nelle movenze di un ex biancorosso come Davide Sinigaglia? Anche se forse l'unica caratteristica che vi lega è a livello di look…

"Sinceramente non lo conosco bene, soprattutto non conosco bene le sue caratteristiche, anche se credo sia più tecnico di me (ride, ndr)".

– Chiudiamo con il gol più bello della tua carriera.

"Lo feci l'anno scorso contro il Forlì: su un lancio lungo, stoppai la palla al limite dell'area e al volo la incrociai. Fu un gran gol che valse un pareggio. Un punto per stare lontani dalla zona play-out e raggiungere una salvezza tranquilla. Ma è stato uno dei più belli. Il più importante? Non saprei rispondere, sicuramente quello con la Viterbese che ci ha riportato alla vittoria".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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