martedì, Giugno 28, 2022
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Da Oggiono a Monzello, Anghileri racconta la sua storia: “Monza, ti porto dove meriti! Ma quanto mi hanno fatto male quelle due retrocessioni..”

Marco Anghileri domenica entrerà nel novero di quei giocatori che fanno cifra tripla: cento volte, cento emozioni, cento spogliatoi con addosso la maglia biancorossa del Monza. In un calcio frullato, che ha ormai perso il fascino della bandiera, in cui l’essere calciatore sembra significare dover sviluppare la propria carriera in numerose città che divengono solo una cartolina da appendere al muro, senza mai la certezza di poter vivere il domani, festeggiare questo traguardo è motivo di orgoglio. E noi ultimi romantici vediamo questa sua storia, all’apparenza piccola ma per noi carica di significato, come un regalo meraviglioso: e allora, caro Marco, sappi che per noi hai appena compiuto il primo passo per entrare di diritto nella grande epica biancorossa.

– Marco stanno arrivando una valanga di auguri per questo tuo grande traguardo: li hai letti?

"Sì, li ho letti e ho già ringraziato personalmente tutti coloro che me li hanno fatti. Ma li ringrazio nuovamente attraverso le colonne di Monza-News: grazie a tutti coloro che mi hanno scritto e a tutti coloro che hanno creduto in me in tutti questi anni, tutti i tecnici che ho avuto: dal primo, quando ero piccolino all’Oggiono, a mister Asta che ha saputo cambiare la mia mentalità rendendola vincente, con lui sono diventato uno che non molla mai, che lavora giorno per giorno. Ringrazio infine tutti i tifosi che hanno creduto in me e spero di ricambiarli domenica con una vittoria e poi più avanti sempre con questa maglia".

– Mister Asta nel suo augurio ha sottolineato che sarebbe fantastico se tu riuscissi a superare il record di presenze di Fulvio Saini.

"Una bella responsabilità. Intanto spero di portare il Monza dove merita, il più in alto possibile, perché per i tifosi, per la piazza e per la città merita altre categorie. Ma per adesso pensiamo all’obiettivo di quest’anno: arrivare nelle prime otto. E’ un campionato difficilissimo che verrà ricordato negli anni: otto retrocessioni sono davvero tante. Questo è l’obiettivo primario, pensando però anche di vincere la Coppa".

– In un calcio dove le bandiere si ammainano ormai troppo facilmente, cosa significa a neppure 23 anni essere già a quota 100 presenze?

"Sono molto contento di queste 100 presenze. E’ stato un cammino iniziato bene il primo anno con mister Cevoli, che mi ha fatto esordire all’età di 18 anni ed è stata una stagione molto positiva dove ho conosciuto gente che – data la mia giovane età – mi ha aiutato molto, come Cudini, Iacopino e Barjie. Poi i due anni successivi sono stati difficili per me, in quanto ci sono state due retrocessioni e non ho giocato tantissimo, ma sono serviti per farmi le ossa e per capire tante cose. Infine questi ultimi due anni: grazie al mister, al direttore, alla fiducia della società e ai miei compagni più esperti. E’ un piacere giocare con Polenghi, Grauso, Gasbarroni, Castelli, Sinigaglia, Cattaneo, Franchini, cerco di ricordarli tutti perché sono stati importanti per me e lo sono ancora adesso".

– Sai che ricordo il tuo debutto davanti ai taccuini in quel di Busto Arsizio nel dicembre 2009: parlavi dell’importanza che avevano nel tuo percorso formativo i compagni più esperti e già allora nominavi Mirko Cudini.

"Mirko mi ha aiutato tantissimo nei primi due anni, ma così come Iacopino e Barjie. Ed ora Pole e tutti gli altri "vecchi". Io sono uno che ascolta tanto e ho fatto tesoro di quello che mi hanno detto. Sono tutti molto importanti per me".

– Vincenzo Iacopino ha infatti sottolineato la tua voglia di migliorarti, la tua costanza, umiltà e la grinta. Ma in tanti di te hanno evidenziato soprattutto l’umiltà ed è un tratto veramente che ti caratterizza: mai un lamento, mai una frase sopra le righe…

"Sì, sono un ragazzo tranquillo. Magari non manifesto molto le mie sensazioni, ad esempio quando stavo male perché non giocavo. Ho sempre pensato che a lungo andare il lavoro sul campo mi avrebbe ripagato. E questo sta accadendo: spero di continuare così".

– Ricordo che quando hai segnato la tua prima rete (la scorsa stagione nella gara casalinga vinta contro il Bassano, ndr) l’hai dedicata ai cent’anni del Monza. Ed ora che sei tu a quota 100, cosa ti aspetti?

"Mi aspetto di continuare così. Mi ripeterò, ma spero di portare il Monza nelle prime otto e poi l’anno prossimo – sperando di rimanere qui – di portarlo in altre categorie".

– Come hai ben ricordato precedentemente, non sei nato nel settore giovanile del Monza, ma la tua prima squadra è stata l’Oggiono: raccontaci il tuo percorso.

"Ho fatto tre anni all’Oggiono, tre anni al Como e poi nove anni qui al Monza: quattro di Settore Giovanile e cinque in Prima Squadra. Anche quelli a Como sono stati tre anni importanti per me, perché comunque la squadra lariana in quel momento era in Serie A: insomma ho fatto delle belle esperienze a livello di Settore Giovanile tra Como e Monza".

– Scommetto che se parlo di ricordi è più facile parlare di quelli negativi, come Crema o Portogruaro…

"Purtroppo sì, se devo raccontarti qualcosa di questo mio percorso in biancorosso, la mente mi porta inevitabilmente alle due retrocessioni e alla promozione sfumata dell’anno scorso. Però sul campo abbiamo dimostrato di aver vinto il campionato. Lo abbiamo oramai accantonato, ma come squadra noi sappiamo che l’anno scorso siamo stati noi ad aver vinto. Proprio per questo, ora vogliamo riconfermarci puntando ad arrivare il più in alto possibile".

– La tua esperienza in biancorosso è stata caratterizzata dal cambio di ruolo…

"Tutto il Settore Giovanile l’ho fatto come esterno alto di destra o di sinistra. Poi con Cevoli che faceva il 3-5-2 mi sono adattato benissimo perché ho la corsa per fare il quinto e quindi tutta la fascia. Poi giocando a quattro sono diventato sia terzino destro sia terzino sinistro. Infine questi ultimi due anni il mister mi ha fatto giocare a sinistra e mi sono adattato abbastanza bene".

– Parlando di temi attuali lo sguardo passa dalla vittoria di Castiglione al prossimo impegno di campionato con la Pergolettese, quando festeggerai sul campo questa importantissima 100esima presenza.

"Domenica sarà una partita difficilissima, contro una squadra che è in lotta per la salvezza. Verrà qui a giocarsi quasi tutto, ma noi sappiamo che la vittoria ci darebbe uno slancio maggiore per affrontare al meglio gli altri sei impegni di campionato. E’ adesso che si decide tutto ed ogni partita vale veramente sei punti".

– A Crema non avete fatto una delle vostre migliori prestazioni e avete incassato una brutta sconfitta per 2-0.

"Dobbiamo rifarci di quella brutta trasferta. Non abbiamo giocato bene, ma l’abbiamo già dimenticata essendo consapevoli delle nostre forze".

– Tornando a Castiglione c’è stato un post-partita alquanto velenoso in casa aloisiana domenica scorsa. Il capitano ha dichiarato che avrebbe preso a sberle i suoi compagni: parole che possono spaccare uno spogliatoio.

"Lo so, ma sono dettate dalla posizione in cui si trovano. L’anno prossimo ci saranno solo tre gironi da venti squadre ed è logico che uno che è in scadenza di contratto cerca in tutti i modi di dare il 100% anche se la situazione che stanno vivendo pare ormai averli condannati. Vedendo i compagni già sicuri del contratto che si impegnano meno può portare a questi sfoghi".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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