martedì, Giugno 28, 2022
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Dimas: Dedichiamo la vittoria al mister e ai nostri tifosi

Potremmo far coincidere il tuo ingresso in campo con la svolta della partita: come hai vissuto il tuo spezzone di gara? E poi con che intenzione hai calciato quella punizione? Insomma hai pulito la palla…

“Perchè con quel campo di gioco e le scarpe infangate, il pallone avrebbe potuto scivolare. Quindi pulendo la palla e asciugandola ero convinto che avrei potuto calciarla meglio. Ma prima di fare altri discorsi mi sento di dire che tutti noi vogliamo dedicare questa vittoria al nostro mister e a tutti i tifosi. Venivamo da tre sconfitte, ma non era perchè non ci fosse una squadra: noi, infatti, entriamo in campo sempre per vincere. A volte riusciamo, a volte capita di perdere o pareggiare. Su questo gruppo, durante la settimana, sono state fatte delle critiche che secondo me non meritavamo, ma noi siamo scesi in campo per dimostrare quello che valiamo e che vogliamo fare. Godiamoci questa vittoria, ma da domani pensiamo già  alla prossima partita, che sarà  fondamentale per il nostro cammino”.

Cosa vi ha dato fastidio?

“Le critiche ci stanno. Noi le accettiamo. Però c’è stato un momento in cui la squadra non andava bene e in questi momenti – secondo me – ci deve essere l’appoggio di tutti, come quello che abbiamo ricevuto dalla società  e anche dai tifosi. Perchè i tifosi sabato sono venuti ad applaudirci al Monzello e così ci hanno dato una spinta in più. Noi – vedendo che tutti ci tenevano alla squadra, – oggi ci abbiamo messo qualcosa in più, per il mister e per il pubblico. Ed è arrivata una vittoria meravigliosa: ho vissuto poche emozioni così”.

Ma le critiche che ci sono state non parevano così prevenute: era evidente che dopo la vittoria straordinaria con la Cremonese, c’era stata un’involuzione di gioco. Non si trattava certo di accanimento…

“Noi, come giocatori, ci siamo parlati durante la settimana e ci siamo detti: ‘Le critiche ci stanno’, però ci siamo guardati negli occhi e ci siamo anche detti che domenica avremmo dovuto vincere per forza. Ci abbiamo messo tutto e abbiamo vinto. Da adesso in poi speriamo di continuare così e di fare un altro tipo di campionato”.

Quindi ben vengano le critiche, se sono metabolizzate in questo modo, insomma se diventano stimolo per voi. D’altronde da nessuna parte c’è stato scritto: ‘Cacciate l’allenatore’, sono state fatte solamente delle pagelle un po’ critiche…

“Sì, ma questo è il vostro lavoro. Nessuno di noi, infatti, ha parlato male di voi giornalisti. Abbiamo anzi accettato le critiche, però quando uno le riceve è normale che rosichi. Oggi abbiamo fatto una partita in cui meritavamo la vittoria. Loro nel primo tempo hanno fatto il gol e un tiro in porta salvato da Sander (Westerveld, ndr) con una gran parata. Poi non hanno fatto più niente”.

Noi non è che abbiamo fatto molto di più…

“Però se tu fai così, è normale che una squadra ti schiacci. Insomma arriva il momento del gol”.

I problemi, però, vanno analizzati in modo oggettivo, perchè anche oggi fino al 42′ stava maturando la quarta sconfitta consecutiva…

“Noi non abbiamo detto niente su alcun giornalista, però anche noi leggiamo e purtroppo non potrà  mai esserci un rapporto tra calciatore e giornalista identico al rapporto che un calciatore ha con – ad esempio – il magazziniere. E’ difficile il rapporto calciatore-giornalista. Ma comunque oggi siamo tutti contentissimi, anche il Presidente”.

Sul gol del 2-1, pensavi di aver fatto tu il gol o avevi capito che c’era stata la deviazione di Cudini?

“Lo avevo capito, ma la gioia che c’è stata – e non era solo mia, ma di tutti – ci ha portato a scatenarci. Non abbiamo capito più niente e ognuno festeggiava a modo suo. Comunque il gol è di Cudini”.

Ma tu hai tirato con l’intenzione di fare gol?

“No, avevo voglia di tirare in porta e provarci, ma poi ci ho pensato e ho detto: ‘Meglio metterlo in mezzo’. Noi possiamo fare tanto sulle palle inattive. Adesso che le cose si stanno assestando, le sfrutteremo di più”.

Quanto manca per averti in condizione ottimale?

“Ancora non sono al top, ma continuerò a lavorarci. Se non metto cattiveria durante l’allenamento, non ci arriverò mai. E’ comunque un problema atletico, perchè chi non fa il ritiro – come me per colpa della spalla – poi rimane inevitabilmente indietro e perde la prima parte di campionato”.

Non è un problema di peso?

“No, anzi sono arrivato a mezzo chilo in meno: sono oramai un ex ciccione (ride, ndr)”.

Ma tra di voi vi siete chiesti perchè il Monza va bene con le grandi e non con le piccole?

“Questo vuol dire che dobbiamo giocare con le squadre forti o comunque quelle sopra di noi in classifica (ride, ndr). Abbiamo fatto belle partite con le prime, ora dobbiamo capire che dobbiamo mettere più cattiveria e convinzione anche con le altre. Manca solo questo”.

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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