mercoledì, Maggio 12, 2021
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Diri…gente di calcio giovanile – 10 regole per scegliere la migliore squadra per tuo figlio

Hai già scelto la squadra per tuo figlio, quest’anno? Questo è il momento. Una nuova stagione è al via, anche per il calcio dei piccoli, in Brianza. Un movimento che coinvolge centinaia di squadre, migliaia di persone, milioni di emozioni. Con non pochi problemi, che affronteremo strada facendo in questa rubrica.

Allora ci sono da sciogliere i dubbi, spazzare gli interrogativi. Selezionare con cura la soluzione migliore, più adatta al tuo pargolo.

Ecco un decalogo prezioso, per il calcio come lo intendo io: uno strepitoso, ineguagliabile, strumento di crescita per i bambini, se ben vissuto, se ben insegnato.

1) Vai a conoscere a fondo la società e la sua dirigenza. Accertati che non abbia un eccesso di squadre (magari 4-5-6 per ogni annata….) e costi superiori ai 350-400 euro all’anno: in quel caso è molto probabile che sia una società "solo business", ovvero bambini trattati come numeri.

2) Chiedi di fare una visita guidata degli impianti: osserva il loro grado di sicurezza. Chiedi se c’è un defibrillatore, personale che lo sappia usare e un supporto medico. Troppo spesso la sicurezza è messa in secondo, terzo, piano. In quel caso si tratta di società poco serie che se ne infischiano della salute dei bambini.

3) Chiedi qual è la filosofia di fondo. Se vincere o far crescere i ragazzi. Tutti ti risponderanno “far crescere i ragazzi". Ma pretendi di darti le prove concrete: non scegliere squadre dove fanno provini e selezioni già da bambini, creano solo stress ed eccessiva competitività che non interessa e anzi nuoce ai bambini. In quel caso si tratta di società trampolini dove i bambini vengono trattati come merce da rivendere al miglior offerente (spesso alla società professionsitica a cui si sono legate ad hoc)

4) Chiedi di conoscere l’allenatore. Dì subito che per te deve essere un formatore: è importante, perchè lo responsabilizzi a priori al suo vero ruolo, che deve essere essenzialmente educativo. Confrontati, chiedi obiettivi, metodi e filosofia. Cerca di fargli capire che per te “Un allenatore che vince tutto con i ragazzi non ha lavorato per il loro bene ma per il proprio”.

5) Non portare mai il tuo bambino – che vuole solo giocare e divertirsi in compagnia – in squadre dove ci sono, già da piccoli, titolari e panchinari. Bimbi che giocano di più e altri di meno. Alcuni osannati e altri messi in un angolo a guardare, magari per vincere un torneo in più. Anche se tuo figlio fosse dotato di talento, capace di scartare tutti, evita queste squadre: l’allenatore non ha capito nulla e la società è complice di questa forma di violenza psicologica. Queste società trattano e suddividono i bambini per categorie come campioni o bidoni e non come semplici bambini.

6) Non portare il tuo bambino in una società che non ha allenatori preparati (con grande umiltà e voglia di imparare e mettersi in gioco) e un piano di formazione obbligatorio.

7) Non portare il tuo bambino in una società dove ti dicono “Le squadre migliori sono quelle di orfani”, perchè i genitori sono solo delle scocciature, dei rompiscatole, degli aspiranti procuratori dei figli ecc… E’ vero, è così in tanti casi. Ma è altrettanto vero che, come per gli allenatori e i bambini, anche i genitori, in questo senso, vanno educati, responsabillizzati: coinvolgerli in maniera attiva e propositiva, spiegando loro che sono risorse e devono essere compartecipi del piano educativo della società. No alle barriere, mai.

8) Chiedi alla società se nel progetto educativo-sportivo fa parte anche almeno una azione, un evento, legato alla solidarietà. Un torneo. Un impegno annuale. Qualcosa in cui coinvolgere i bambini e le famiglie, per “fare squadra” in aiuto di chi ha bisogno. Non è una cosa superflua,non è uno spot pubblicitario, è un punto chiave per dare una impronta etica ai propri colori.

9) Non portare il tuo bambino in una società dove manca un supporto psicologico: con uno specialista fisso o una serie di incontri con degli esperti per le famiglie. L’aspetto psicologico e l’impatto che può avere lo sport sui bambini, in positivo o in negativo se non ben gestito, è troppo spesso trascurato.

10) Infine, l’ultima regola d’oro è quella che si sposa con le tue esigenze, le vostre esigenze famigliari (non andare a cercare squadre troppo lontane, comporta stress e disagi negli spostamenti) e con quelle, soprattutto, di tuo figlio: scegli la squadra che sia davvero a misura sua, delle sue esigenze, del suo essere, semplicemente, un bambino.

E tu, hai già scelto o come pensi di scegliere la squadra per tuo figlio? La tua Società è impostata in questo modo o vuoi percorrere altre strade?

A cura di Alessandro Crisafulli, giornalista @pedateepalloni

Direttore generale Aurora Desio – Settore Giovanile

Alessandro Crisafulli

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