domenica, Maggio 29, 2022
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Galli: ‘La mia carriera dal Saio ad Asta fino a Zaffaroni. Con la Robur senza paura. Zio Luca Fusi? Non si è mai intromesso, ma quella volta…’

Sei anni di giovanili al Monza fino ad una maglia nella Berretti di Fulvio Saini. Poi a farsi le ossa in D: tre anni alla Caronnese (di cui due con in panchina mister Zaffaroni). Quindi il ritorno in biancorosso la scorsa estate. Si può sintetizzare così la carriera del centrocampista Giorgio Galli, 23 presenze finora di cui 9 da titolare alla sua prima esperienza nel professionismo. E soprattutto una parentela famosa, quella con Luca Fusi, che – come racconta ai microfoni di Monza-News – non ha mai ingerito nelle sue scelte, anche se quando si parla di lui il biancorosso si accende e svela anche un aneddoto curioso. 

– Giorgio, ad inizio stagione avevi palesato tutta la tua emozione per il ritorno nelle file del Monza.

"Ero contentissimo".

– Avevi parlato di tanti presupposti ottimi perché tutto filasse al meglio. Ora che sono passati molti mesi lo puoi confermare?

"La penso ancora allo stesso modo. Sta andando tutto bene".

– Sempre ad inizio stagione si diceva che, visto l'affollamento a centrocampo, avresti dovuto lottare per una maglia da titolare. Il tuo ruolino di marcia è comunque buono con 9 presenze da titolare e 14 da subentrato. Era quello che ti aspettavi?

"Sono soddisfatto. Sapevo che sarebbe stata dura all'inizio. Ci sono tanti uomini validi a centrocampo, quindi come mi aspettavo sarebbe stato difficile trovare una maglia da titolare fin da subito, ma ho fatto le mie partite e sono contento. Certo, quando rimani fuori poi 'rosichi' sempre un po', ma è giusto così. Bisogna solo farsi trovare pronti quando si viene interpellati".

– 7 reti alla Caronnese, a Monza ancora niente. Ti manca il gol?

"Eh sì. Gli ultimi due anni a Caronno mi ero sbloccato e questa cosa mi aveva reso contento. Speriamo arrivi presto anche qui".

– Alla Berretti hai avuto il Saio: quali consigli ti ha dato per la tua crescita?

"E' stato un grande allenatore, sia sotto l'aspetto tecnico-tattico sia sotto l'aspetto personale-umano".

– Sei stato allenato anche da Tonino Asta, che ti ha aggregato a volte in prima squadra.

"Nel mio ultimo anno alla Berretti molto spesso andavo ad allenarmi con la prima squadra. E' stata una soddisfazione, anche se si trattava solo di allenamenti e non ho mai trovato spazio effettivo in prima squadra"

– C'è una vasta colonia di giocatori ex Caronnese in biancorosso: hai visto in loro miglioramenti nel passaggio dalla D alla C? Pensavi potessero diventare facilmente tutti titolari?

"Siamo un po' di giocatori, anche ad inizio stagione avevo sottolineato il fatto di poter ritrovare ex compagni come Guidetti o Caverzasi ma anche Barzotti, anche se poi è andato via. Sicuramente stanno facendo tutti bene, sono contento per loro, non mi sono stupito se sono riusciti a trovare continuità e la maglia da titolare".

– Quale rivale sinora come centrocampista ti ha particolarmente impressionato?

"Gazzi dell'Alessandria: un ottimo giocatore".

– Hai un contratto fino al 2019: quale è l'obiettivo che ti poni rispetto al futuro?

"Riuscire a rimanere qui il più possibile sarebbe una grande cosa".

– E magari la conquista stabile della maglia da titolare?

"Certo anche quello".

– Passiamo all'attualità: quanto possono aver influito i due rinvii consecutivi e quindi il fatto che non giochiate una gara ufficiale dal 25 febbraio?

"Sicuramente possono aver influito, ma non deve essere una scusante. Ci stiamo preparando al meglio per la gara di sabato (contro la Robur Siena, ndr). Dobbiamo fare quello che abbiamo sempre fatto, senza preoccupazioni di sorta. Anche se loro arrivano da una vittoria ed essendo la capolista, voleranno sulle ali dell'entusiasmo. Non dobbiamo avere paura di niente".

– Oggettivamente il campo vi manca…

"Quello sicuramente, alla fine due settimane senza giocare sono pesanti, anche se abbiamo disputato due amichevoli con Bustese e Seregno per cui non siamo rimasti fermi".

– Vergassola, viceallenatore della Robur Siena, ha parlato del Monza nei giorni scorsi in un'intervista a La Nazione affermando: "Hanno l’entusiasmo della neopromossa, voglia di far bene e interpretano bene le due fasi. Sono una squadra temibile".

"E' la verità. Interpretiamo bene entrambe le fasi, il mister ci prepara sempre sotto tutti e due gli aspetti".

– C'è un po' di paura che loro vogliano vendicare quel 3-0 dell'andata?

"Sicuramente loro vorranno provarci, ma noi cercheremo di impedirglielo, facendo la nostra partita al meglio".

– C'è anche da dire che sarà una squadra diversa da quella dell'andata. Cresciuta sotto tutti i punti di vista…

"Anche perché è riuscita ad agguantare la prima posizione e sarà entusiasta di quanto sta facendo".

– Chiudiamo con una curiosità su di te: possiamo dire che il mondo del calcio è una scelta di famiglia?

"Sì, mio zio è Luca Fusi, ha giocato tanti anni a Torino anche come capitano, ma è stato pure nel Napoli di Maradona. Ha militato persino nella Juventus, respirando aria di Nazionale anche se non è andato al Mondiale. Da allenatore poi è stato al Real Marcianise, al Foligno e al Castel Rigone. Attualmente allena la Berretti del Santarcangelo. Gli assomiglio fisicamente? In tanti me lo dicono".

– Ti ha mai dato consigli per la tua carriera?

"Lui non si è mai intromesso nelle mie vicende calcistiche, non è mai venuto a vedermi, forse solo una volta. Può apparire strano, però è andata così. Un aneddoto a lui legato? Quando venne al 'Brianteo' a giocare col Foligno (stagione 2009/10, ndr), chiesi di poter essere spedito a fare il raccattapalle a vederlo da bordocampo".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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