mercoledì, Giugno 29, 2022
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Il punto di Paolo Corbetta: ‘Grande allenatore e grande uomo, vi racconto un inedito Giovanni Stroppa’

E’ passato qualche giorno dalla serata in cui Giovanni Stroppa si è intrattenuto con la stampa monzese al ristorante Il Fantello. Una cena richiesta e ottenuta da noi giornalisti per celebrare la promozione in A e, proprio per qualcuno di noi, per meglio conoscere le sfaccettature umane e caratteriali di quel “condottiero” già entrato nella storia dell’ACMonza, della città di Teodolinda e dell’intera Brianza.

Con la sua simpatia e disponibilità, Stroppa è stato l’assoluto protagonista di una serata risultata in parte una sorpresa anche per il sottoscritto, che, per ragioni (ahimè) anagrafiche, conosce Giovanni da 35 anni. Esattamente dall’estate del 1987, quando l’allora diciannovenne ragazzino di Mulazzano venne dato in prestito dal Milan di Berlusconi e Galliani al Monza di Giambelli, disputando due stagioni straordinarie nella squadra guidata da Piero Frosio.

All’inizio Giovannino, come lo si chiamava allora per via dell’età, mi era sembrato il classico ragazzo timido e introverso, incapace di non diventare rosso in viso quando gli si facevano i complimenti per celebrare qualche sua prodezza in campo. Ma Saini e Fontanini, alcuni dei leader di quello spogliatoio, mi avevano garantito che, come spesso accade, l’apparenza ingannava. Avevano ragione loro, il Saio ed il Fonta.

Stroppa è un personaggio esuberante ed istrionico e la serata conviviale lo ha confermato, rendendolo noto anche a chi lo conosceva di meno. Rispondendo con cortesia e trasporto a tutte le domande fatte dai presenti, addentrandosi anche in disquisizioni tecnico-tattiche che altri allenatori passati sulla piazza monzese affrontavano maldestramente e con irritazione nelle conferenze stampa ufficiali. E poi, rendendosi disponibile alle richieste di fotografie e autografi dei clienti del noto locale. Infine, a mio giudizio, dando il meglio di sé nell’invitare i commensali ad abbassare i toni della voce quando ha visto un bimbo di una tavolata vicina dormire serenamente nel suo passeggino.

Un mister è un grande mister quando dietro alla figura professionale c’è una grande persona. Come nella vita, anche nel calcio vale questa regola ed occorre tenerlo sempre ben presente. Buone vacanze, Giovanni. So che ti rilasserai al mare per qualche giorno. Ma tieni sempre il cellulare a portata di mano. Come ci hai detto tu, è piacevole sentire quasi tutti i giorni la vicinanza di chi ti chiama da Arcore e da Monzello. Anche in vacanza. Paolo Corbetta

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