mercoledì, Giugno 29, 2022
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Guffanti categorico: “La qualità  del Monza non si discute. Ulizio in sala stampa? Il suo non è un divieto da strumentalizzare”

Domenica scorsa Riccardo Guffanti è stato avvistato sulle tribune del "Brianteo" per seguire da vicino la gara tra Monza e Real Vicenza. Abbiamo quindi colto l’occasione per chiedere all’osservatore e collaboratore dell’Udinese l’opinione che si è fatto sui biancorossi dopo la sconfitta e soprattutto se per la qualità del gioco mostrato in campo il risultato finale che ha premiato i vicentini è stato effettivamente il più equo. Guffanti ha così mandato un saluto speciale alla nostra redazione e al popolo biancorosso: "Prima di rispondere alle domande permettetemi di salutare il vostro direttore e tutta la redazione di Monza-News e estendere tramite voi il saluto a tutti i tifosi biancorossi, con piacere sono tornato a vedere una gara del Monza e con altrettanto piacere ho rincontrato diversi amici di quando iniziai il mio percorso formativo da dirigente, il Monza calcio è infatti sempre nei miei ricordi".

– Direttore, dopo la gara contro il Real Vicenza che idea si è fatto sul Monza? Ritiene che la sconfitta di domenica scorsa sia stata meritata?

"Il risultato è anche il frutto di una singola prestazione, quindi l’opinione sulla squadra rimane da parte mia positiva, perché vedendo l’organico messo a disposizione dello staff tecnico, il livello qualitativo credo non si possa discutere. E’ altrettanto vero che quanto idealmente si pensa di aver ben strutturato sulla "carta" va confermato in pratica con le prestazioni sul campo e per rispondere anche alla tua seconda domanda il risultato di domenica conferma che quei valori di cui dispongono i singoli calciatori biancorossi non si sono del tutto visti in campo, tenendo conto che però l’avversario disponeva di altrettanti valori importanti per questa categoria".

– Quali, tra i biancorossi in campo, quelli che l’hanno maggiormente stupita?

"In positivo mi è piaciuto molto Alessio Vita, ha valori che a mio parere gli permetterebbero già di accedere a una categoria superiore. In negativo, non facendo nomi, quelli che per valori tecnici e fisici in loro possesso non hanno fatto la prestazione che ci si aspettava".

– Come considera la decisione del dg Ulizio di presentarsi in conferenza stampa per tutelare la tranquillità di giocatori e staff?

"Io credo abbia fatto benissimo: è un’assunzione di responsabilità del suo ruolo, a "capo" della struttura, è un dirigente che conosce bene le dinamiche anche della comunicazione, non va dalla stampa strumentalizzata come un divieto a non far parlare gli altri, ma dopo la non buona prestazione della squadra è come dire: ‘Parlate con me perché tutti gli altri (riferito alla squadra) possano riflettere serenamente’".

– Ma crede che due sconfitte consecutive possano veramente inficiare la bontà di un progetto a lungo termine tanto da impedire al mister di parlare coi giornalisti?

"Due sconfitte possono numericamente rallentare il raggiungimento di un’obiettivo ma essendo all’inizio di un campionato lungo e difficile non possono inficiare un progetto e come risposto precedentemente non credo che il mister si sottragga a dare risposte alle vostre domande, ma non sempre la tempistica è quella che date voi giornalisti. Anche in serie A ogni tanto l’allenatore non si presenta e al suo posto risponde il secondo, il dirigente. D’altronde non ho letto da nessuna parte che sia stato ordinato un silenzio stampa ai tesserati del Monza".

– Ha avuto modo di seguire altre gare del Girone A in questo primo scorcio di campionato? Che idea si è fatto sulla qualità generale della Lega Pro?

"E’ troppo presto perché possa "giudicare" la qualità di questo girone, dato che non ho visto tutte le squadre. Ma in linea di massima credo si stia andando finalmente verso un miglioramento generale dei valori, soprattutto perché le società con la Lega Pro unica sono consapevoli che sbagliare nella scelta dei calciatori e retrocedere ti fa cadere tra i Dilettanti senza più il "paracadute" della Seconda Divisione. La conseguenza è legata ai giovani che negli ultimi anni giocavano più per dati anagrafici che per meriti: da quest’anno devono essere scelti i più meritevoli a costo di non usufruirne e non avere i contributi se il rischio è la retrocessione".

– Sul problema dei giovani aveva parlato anche nel suo ultimo editoriale su TuttoLegaPro.com, chiudendo con una domanda provocatoria: "I giovani bravi li abbiamo e qualcuno non li fa giocare o, viceversa, siamo in un momento di poca qualità?"

"Per questo mi auguro che il Monza ritorni come altri club a investire nel proprio settore giovanile e creare bene economico interno come faceva anni fa, perché se poi saremo sicuri che vi sia della reale qualità potremo dire con certezza che le responsabilità sono della paura dei tecnici a farli giocare, ma per ora credo che l’alta qualità non vi sia".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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