domenica, Luglio 3, 2022
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Il Monza ha il “mal di Brianteo”?

Al termine di una settimana di lavoro mister Gianfranco Motta ha scelto di affidarsi agli stessi undici giocatori capaci di espugnare il Giglio di Reggio Emilia. Nonostante qualche dubbio, ammesso in sala stampa dallo stesso tecnico, sul terreno del Brianteo i biancorossi si sono schierati con il 5-3-2, giudicato il miglior modulo per le caratteristiche della rosa.

L’avversario di giornata era la Pro Vercelli di mister Braghin, già di scena al Brianteo in Coppa Italia meno di un mese fa. Le caratteristiche dei piemontesi erano ben note: nel 4-3-3 degli ospiti brilla il tridente offensivo, composto da giocatori mobilissimi e abili a scambiarsi di continuo le posizioni. In coppa italia le accelerazioni di Santoni e Di Piazza misero in difficoltà Bugno e Cattaneo, impiegato come terzino destro. Ieri pomeriggio mister Braghin – che ha a disposizione almeno sei giocatori in grado di svariare sul fronte offensivo – ha scelto Fabiano e Disabato come esterni offensivi: la strategia di Motta prevedeva di far fronte agli attacchi sulle fasce con due terzini di spinta – Uggè e Bugno – e di contrastare gli inserimenti con l’abbassamento di Valagussa a seconda della necessità.

La tattica ha funzionato fino allo svantaggio: da quel momento in avanti i biancorossi non hanno saputo orchestrare una reazione sufficiente per tentare di recuperare. Come ha ammesso lo stesso Motta “ci abbiamo provato più con il cuore che con la testa”.

Questa difficoltà di reazione unita al deludente ruolino di marcia tenuto al Brianteo – un pareggio e tre sconfitte, due reti all’attivo e otto al passivo tra Coppa e Campionato – ci spingono a pensare che sia necessario rivedere anche il modulo con cui i biancorossi vengono schierati. Se è vero che il 5-3-2 – che permette a Iacopino e compagni di sviluppare un gioco basato sul contropiede e le ripartenze, lasciando agli avversari l’onere di “fare” la partita – sembra la soluzione che sfrutta al meglio le caratteristiche dei biancorossi, è altrettanto vero che questo modulo non riesce ad essere altrettanto efficace in casa, quando si scontra con un atteggiamento più attendista degli avversari.

Viste le risorse disponibili – diversi giocatori giovani di buona tecnica ma più limitati nel fisico – il compito che attende Gianfranco Motta non è semplice: tuttavia urge guarire il Monza da questa sterilità offensiva. La salvezza passa necessariamente da una buona dose di vittorie casalinghe.

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Luca Viscardi
Luca Viscardi
Luca Viscardi nasce a Milano il 25 agosto 1982. Per “colpa” di uno zio appassionato si innamora del Monza in occasione di un non certo memorabile pareggio tra i biancorossi e la Reggiana nel 1993: da quel pomeriggio le presenze al Brianteo diventeranno un appuntamento fisso. Frequenta il Liceo Zucchi mentre il Monza combatte in serie B, e si iscrive all’Università quando i biancorossi perdono in casa contro il Pisa nel settembre 2001. Nel 2006 si laurea in Economia, specializzandosi nel settore delle consulenze aziendali. E’ il 2010 quando si propone come collaboratore per Monza News, e in quell’occasione conosce Stefano Peduzzi: inizia così una lunga collaborazione che sfocia presto in amicizia e che trasforma la passione per il calcio e la scrittura in un impegno sempre più coinvolgente. Dal 2012 collabora con alcune testate che seguono il campionato di Serie C, mentre dal 2014 diventa telecronista per Elevensports per le partite casalinghe della Giana Erminio. L’anno seguente si iscrive all’albo dei giornalisti pubblicisti; nelle ultime stagioni sportive ha lavorato nell'Ufficio stampa di due società attualmente militanti in Serie D.

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