venerdì, Luglio 1, 2022
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Il preparatore Scotti: “Con Motta la svolta a livello mentale”. Il preparatore fa il punto sui giocatori recuperabili

Nell’imminenza dei 180 minuti di fuoco che sanciranno il futuro del Monza, ai nostri microfoni ecco Ruben Scotti – il preparatore atletico dei biancorossi – che ci fa conoscere la situazione della squadra dal punto di vista fisico e il lavoro che verrà svolto in questi giorni per preparare al meglio la sfida al Pergocrema. Scotti rivela le difficoltà vissute in questa stagione, caratterizzata dai troppi errori (societari e tecnici), cui la squadra e lo staff stanno cercando ora di mettere una pezza importante, attraverso il raggiungimento della salvezza tramite i play-out.

– Dal tuo osservatorio di preparatore atletico, come vedi la squadra dal punto di vista fisico ora che si arriverà al momento clou di tutta la stagione?

"Ci arriviamo in ottime condizioni fisiche. La squadra è in crescendo. Alcuni elementi, che sono appena rientrati, sono già in buona condizione. Diciamo che da questo punto di vista sono abbastanza sicuro di avere delle garanzie di prestazione".

– Come hai vissuto i molteplici cambi di allenatore e cosa è cambiato nella gestione del tuo lavoro a seconda della guida tecnica?

"Quest’anno è stato un anno veramente difficile. Cambiando parecchi allenatori ho dovuto aggiustare il mio metro di lavoro in base alle esigenze dei mister. Chiaramente poi i tecnici vengono cambiati in situazioni già difficili, quindi si doveva senza indugio puntare al risultato immediato, non tanto basare il mio lavoro in prospettiva. E’ stato particolarmente faticoso da questo punto di vista".

– Che tipo di lavoro verrà fatto in questo breve periodo che separa il Monza dai play-out contro il Pergocrema? Ad esempio, verranno organizzate delle amichevoli?

"Amichevoli non ne abbiamo in programma per questa settimana, mentre per la prossima dobbiamo ancora definire. Non è escluso che ne faremo. Il lavoro che facciamo principalmente durante questa settimana è cercare di risolvere alcune carenze di alcuni giocatori, per avere la squadra sullo stesso regime di rendimento. Per il resto verrà fatto lavoro di mantenimento, visto che mancano 10 giorni: quello che si è fatto, ce lo si ritrova nelle gambe. Dobbiamo solo mettere a punto qualcosina e curare qualche acciacco che esce durante la stagione".

– Ma quanto possono essere utili le amichevoli per entrare in clima gara?

"Sono utili nel momento in cui bisogna mettere dei minuti nelle gambe dei giocatori, che non hanno giocato con continuità. Sono utili per vedere se, le cose che il mister richiede a livello tattico, riescono ad essere fatte in campo. In questo momento comunque non sono fondamentali: ad esempio in amichevole non posso interrompere la partita, mentre in allenamento posso farlo per correggere ciò che non va. In questa fase ci sono i pro, ma anche molti contro e quindi non sono fondamentali per ottenere il nostro obiettivo".

– Credi che ci sia stato qualche errore di gestione, visto che comunque si era partiti con obiettivi del tutto diversi da quelli che si sono poi prospettati durante il corso della stagione?

"Sicuramente sì. Da tutti i punti di vista… e mi ci metto pure io! Quando le cose van bene, tutti sono bravi. Ma quando le cose van male, bisogna saper ripartire anche le colpe. Diciamo che stiamo cercando di rattoppare gli errori societari e i nostri errori come staff tecnico, ma anche gli eventi che hanno girato contro di noi. Se la situazione è questa, però, è inutile negarlo: degli errori sono stati fatti".

– A proposito di eventi negativi, in questa stagione si sono persi per lunghi periodi giocatori che stavano dando un contributo importante: penso ad esempio ad Alessio Bugno…

"Diciamo che quest’anno non abbiamo avuto grossi infortuni articolari, però con Russo e Bugno abbiamo avuto infortuni che hanno comportato un’operazione e che hanno tolto dal campo i giocatori per lunghi periodi. Bugno è già stato citato, ma anche Russo avrebbe potuto darci una mano, visto che ci aspettavamo da lui di più rispetto all’anno scorso. Purtroppo è stato fermato dall’infortunio e la nostra speranza è che possa ancora darci una mano nel finale".

– Attualmente a livello di infortunati come siamo messi?

"Bugno è già abile da un paio di settimane: lavora col gruppo, anche se non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Vista la situazione e la continuità di rendimento degli altri giocatori, cercheremo comunque di darglieli prima del Pergocrema. Russo è più indietro, perché il ginocchio operato gli dà ancora qualche noia. Chiaramente non ha neppure lui i 90 minuti, ma un attaccante può entrare anche un ultimo spezzone di gara e fare gol e il suo compito lo ha già fatto".

– La situazione di Chemali?

"Purtroppo Chemali deve essere operato alla spalla. Ha avuto due lussazioni: dopo la prima, si era cercato di mettergli a posto la spalla, ma poi ha avuto una ricaduta e ora non può che operarsi. In questo modo non potrà darci una mano".

– Stefàno come sta?

"Stefàno ha avuto questo brutto infortunio contro il SudTirol: una distorsione alla caviglia che ora sta curando in Olanda. In questi giorni dovrebbe rientrare. Il nostro obiettivo è di rimetterlo in campo: certo, la condizione atletica non sarà ottimale, ma in questo momento è fondamentale anche chi sta in panchina. Ci può dare una mano anche da lì".

– Anche a livello di spirito di gruppo…

"Sì, sono fondamentali tutti e 17 i giocatori: non solo gli 11 titolari".

– Comunque ai play-out ci si sta arrivando attraverso una bella rimonta: psicologicamente è importante…

"Sì, noi abbiamo fatto una gran cosa con questa bella rimonta. Gran merito è del mister, perché ha dato una grossa scossa e la mentalità giusta: è un uomo di esperienza, ha già vissuto queste situazioni, ma anche vinto campionati. Ha permesso di vivere la svolta mentale adatta per la squadra. Ai play-out arriviamo in rincorsa: da una situazione particolare e difficile, ora vogliamo solo raggiungere la salvezza".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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