martedì, Giugno 28, 2022
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L’ex Troiano: Vi aspetto in Serie B

Michele, sei cresciuto nel Monza, giocando campionati ad altissimo livello con la fascia da capitano della Primavera e guadagnandoti la convocazione in Prima Squadra. Hai esordito in C2 a soli 18 anni, collezionando 6 presenze con la maglia biancorossa. Quali sono i tuoi ricordi di quel periodo?

“Si, sono cresciuto nel Monza, dove ho avuto ottimi allenatori come Peroncini, Monelli e Casiraghi: mi hanno insegnato molto e se ora sono diventato un giocatore professionista lo devo sicuramente anche a loro. Poi c’è stato il grande salto in Prima Squadra con l’esordio in C2: mi ricordo che ero super-emozionato, non capivo più nulla. Credimi: è stata un’emozione così forte che me la ricordo tutt’ora”.

Purtroppo hai vissuto la stagione del fallimento della squadra brianzola: quali erano le sensazioni che provavate voi giocatori in quel momento così difficile?

“Dirò la verità : quel periodo del fallimento è stato molto brutto per i giocatori che l’hanno vissuto. Ci cambiavamo negli spogliatoi di un altro campo perchè al Monzello ci avevano staccato l’acqua. Non siamo stati pagati per otto mesi e c’era gente che non riusciva ad arrivare alla fine del mese. In quel periodo la società  aveva proprio toccato il fondo, ma la cosa che più mi era dispiaciuta è stata che quando è subentrato il nuovo proprietario hanno deciso di non tenermi. Stavo addirittura per andare a giocare in Eccellenza, ma per fortuna è arrivata la chiamata del Modena”.

Ti senti ancora con qualche compagno di quei tempi?

“Ogni tanto sento Basilico: d’altronde siamo cresciuti insieme e così abbiamo sempre avuto un bel rapporto di amicizia”.

Getti ancora uno sguardo ogni tanto alle gesta dei biancorossi in Prima Divisione?

“Tutte le domeniche vado a guardare cosa ha fatto il Monza! E spero vivamente un giorno di giocarci contro, magari in Serie B”.

Oltre al momento negativo del fallimento del Monza, hai vissuto anche un altro momento difficile nella tua carriera: il grave infortunio della stagione 2005/06 che ti ha tenuto lontano dal campo per molti mesi. Come vive un calciatore questi ‘incidenti di percorso’?

“Quello è stato il momento più brutto della mia – per ora – breve carriera: ti cade il mondo addosso, però ti fa crescere molto sotto il profilo mentale. Ti fa apprezzare le piccole cose, come il poter fare una corsetta oppure il toccare il pallone. La prima cosa che ti dicono in questi casi è: ‘Tornerai più forte di prima!’ e all’apparenza sembra solo una frase retorica, ma io sento davvero di essere tornato più forte di prima”.

Hai indossato in tre occasioni la maglia del Chievo in Serie A: credo sia un’emozione unica poter calcare quei palcoscenici…

“Si, confermo che è stata un emozione unica, anzi non esiste un termine giusto per poterla descrivere. Ho esordito in Serie A a San Siro contro il Milan, che – tra l’altro – è la mia squadra del cuore: praticamente un sogno”.

E poi hai anche militato nella Nazionale Under 20 al Mondiale di categoria nel 2005: un’altra grande emozione per te…

“Si, ho disputato il Mondiale U20 con l’Italia ed è stato molto bello: siamo usciti ai quarti di finale ai rigori. Un vero peccato perchè eravamo considerati i favoriti, insieme all’Argentina di un certo Lionel Messi, che poi ha infatti vinto”.

Ora sei una colonna portante della squadra del Modena in Serie B e recentemente sei stato determinante grazie alla prima doppietta realizzata nella tua carriera: considerato che il tuo record di gol è 4 in una stagione, sei già  a metà  strada…

“Si qui a Modena sono tra i più ‘vecchi’ e per questo mi sento un giocatore importante: sono cresciuto molto negli ultimi anni, però nel calcio quello che hai fatto oggi, il giorno dopo non conta già  più niente: conta solo quello che farai la partita successiva. Per questo non bisogna mai sentirsi arrivati, nè tantomeno appagati: solo così un calciatore si migliora. Tornando ai gol: sì, il mio record è di quattro reti e quest’anno sono già  a due: ovviamente sarebbe un bel traguardo migliorarlo. Speriamo bene”.

So che sei impegnato anche in associazioni benefiche: un gesto molto importante il tuo. Puoi dirci qualche cosa al riguardo?

“Si, sono testimonial di Live Onlus, un’associazione nata per aiutare le persone che purtroppo non hanno le stesse nostre fortune. Io contribuisco portando delle maglie da mettere all’asta e il ricavato viene dato in beneficenza. Una bella cosa insomma”.

Per finire, più che una domanda, vorrei farti un augurio personale: in un’intervista di qualche tempo fa hai dichiarato: “Nel 2012, l’anno del centenario (del Modena, ndr), vorrei essere in Serie A con questa maglia”. Considerata la situazione di classifica attuale dei ‘canarini’, sognare in grande è lecito già  da ora. Non trovi?

“Il campionato è molto lungo, quindi è presto…però mai dire mai!”.

Foto tratta da www.modenafc.net

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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