domenica, Maggio 29, 2022
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Liverani: ‘Passato dalle stelle alle stalle in mezzo secondo. Le mie prestazioni in calo? Non esageriamo. E con Mendicino…’

"Il portiere caduto alla difesa / ultima vana, contro terra cela / la faccia, a non veder l'amara luce". Scriveva così Saba nel 1934 nell'ultima delle Cinque poesie per il gioco del calcio dal titolo Goal, per analizzare i sentimenti contrastanti dei due portieri nel momento della segnatura di una rete. Ed è sicuramente così che si è sentito Luca Liverani domenica scorsa a Carrara, assurto agli onori delle cronache per quella che è stata volgarmente definita 'papera' che ha spianato la strada alla vittoria azzurra. Il portiere biancorosso si è confessato a cuore aperto ai microfoni di Monza-News.

– Luca, non possiamo che partire dall'episodio che ti ha visto protagonista domenica scorsa a Carrara. Raccontaci la dinamica della rete di Coralli.

"L'errore c'è stato. Il mio errore è stato aver valutato che la palla mi sarebbe arrivata dritta per dritta. Non ho tenuto conto delle deviazioni. Io mi ero spostato in traiettoria palla, ma lei è stata deviata e si è a sua volta spostata di una trentina di centimetri, a quel punto non ho avuto la prontezza di recuperare la posizione esatta. Questo è stato il mio errore. Purtroppo è andata così".

– Spesso si parla della solitudine del portiere. Dopo un errore di questo tipo, vedendo che i compagni non riescono a recuperare lo svantaggio, come ci si sente là da solo tra i pali?

"La forza del portiere, ma in teoria vale anche per gli altri ruoli, è dimenticare subito quello che è appena accaduto per non trascinarselo dietro per tutta la partita. È normale dia fastidio, perché il pensiero va lì. Soprattutto per un portiere che finisce proprio per avere più tempo per pensare. Il fatto che i miei compagni danno l'anima in campo, unito all'errore individuale, è normale finisca per pesare. Soprattutto se poi finisce per essere un errore che, come domenica, ti fa perdere la partita".

– Come hai preso l'articolo de Il Tirreno che ti ha descritto come un talismano per la Carrarese, andando a rivangare alcune tue incertezze del passato (leggi qui)?

"Diciamo che a Carrara non giocherò mai. Non aggiungo altro. Non è che mi siano proprio simpatici.

– Cosa rispondi a chi – anche sui social – ha parlato di questo errore come esemplificativo del calo di prestazioni che stai vivendo?

"Ci sta. Le critiche le accetto, fan parte del gioco. Ognuno ha il proprio punto di vista. Nell'arco di un'annata l'errore capita, purtroppo. Come è capitato a me, può capitare ad altri. Anzi capita perfino in serie A, vuoi che non capiti a un 'poveretto' come me che gioco in serie C? Però mi sembra che si stia esagerando ad allargare la valutazione. Per me è chiusa lì".

– È il gioco delle parti: a inizio stagione tutti ti celebravano per quella parata sul rigore di Eusepi…

"Si passa dalle stelle alle stalle in mezzo secondo. Però ci sono i ruoli: ci sono i giornalisti e i giocatori: io faccio il mio e loro fanno il loro. Poi possono scrivere 10 in pagella con il Pisa e 3 con la Carrarese, tanto a me non cambia nulla. So quando sbaglio e quando faccio le cose per bene. Ciò che mi interessa è il giudizio del mio allenatore e dei miei compagni".

– Turno di riposo domenica per la Giana Erminio, quindi voi potreste approfittarne, scavalcandola in classifica: tutto dipenderà, però, dal risultato della gara contro l'Arzachena.

"Domenica giocheremo contro una delle squadre più scomode del campionato. Lo abbiamo visto all'andata: loro giocano in un modo che ci può mettere in difficoltà. Sono chiusi dietro molto bene e ripartono forte. Noi dobbiamo essere bravi a non concedere loro ripartenze e soprattutto a non avere fretta nell'andare a cercare il gol. Non dobbiamo avere ansia perché tanto a noi l'occasione capiterà: giochiamo bene, abbiamo delle certezze e attraverso queste possiamo andare a fare risultato".

– Parliamo un po' di te. Sei nato a Ravenna, ma non ci hai mai giocato e al netto di un'esperienza allo Jesolo in D, questa è la tua prima vera avventura al Nord dopo anni al Centro-Sud.

"Esatto. Io ho fatto tre anni di prima squadra al Ravenna senza riuscire mai ad esordire. Poi sono andato in D a Jesolo ed è stata la mia unica parentesi settentrionale, in una carriera dipanatasi al Centro-Sud. Sono contento della mia piccola carriera perché ho fatto la gavetta e mi sono guadagnato ciò che ho, senza che mi abbia mai regalato niente nessuno".

– La stampa locale, ai tempi del Celano, di te scrisse: "Estroverso e un po' guascone. «Tanto normale non sono», dice di se stesso Luca Liverani, il portiere-rivelazione del Celano".

"(ride, ndr) Diciamo che non sono cambiato tanto. Sono cambiate alcune cose della mia vita: ho un bimbo di due anni e mezzo, una bella famiglia e queste cose ti fanno crescere tanto. Per il resto non sono cambiato: amo sempre la pesca, appena posso vado. Le mie passioni me le porto dietro perché mi danno tanto quando non sono sul campo".

– Sei cresciuto nel mito di Gigi Buffon…

"Un classico: quelli della mia età sono cresciuti con lui. C'è solo da ammirarlo: il portiere è indiscutibile, ma io parlo più che altro dell'uomo. Quando parla non lo fa mai a caso. Questo fa la differenza nel mondo del calcio così come nella vita quotidiana".

– Chiudiamo con una curiosità. L'anno scorso ti sei trovato come avversario ai playoff Mendicino, ora te lo ritrovi in squadra insieme.

"L'anno scorso mi ha buttato fuori ai playoff, visto che la 'mia' Paganese perse con il 'suo' Cosenza. Quest'anno me lo trovo come compagno di squadra. Ma ci avevo già giocato contro quando lui giocava a Salerno e io a Barletta. E' una fortuna averlo in squadra: almeno sono sicuro che non mi farà gol… (ride, ndr). E' un valore aggiunto per noi, che potrà fare bene".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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