martedì, Giugno 28, 2022
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Negro: ‘5 reti subite in 2 gare? Siamo sempre la quarta miglior difesa, nessuno con la nostra organizzazione. Ecco perchè ho scelto il numero 13’

Un'esperienza non proprio da ricordare nelle file del Pro Piacenza dell'ex mister biancorosso Fulvio Pea, limitato da un infortunio non ben riconosciuto, il debutto in B con la Pro Vercelli, un numero importante sulle spalle (il 13, di cui ci ha spiegato il perché) e un inizio di campionato che lo ha fatto diventare una lieta sorpresa del Monza: il difensore Stefano Negro ha raccontato ai microfoni di Monza-News come è arrivato a conquistare l'agognata maglia di titolare (da Monza-Pisa ha inanellato otto presenze dal primo minuto, ndr), ma anche le difficoltà palesate dal pacchetto arretrato biancorosso nelle ultime due gare: e se a Prato le tre reti segnate hanno comunque permesso di portare a casa i tre punti, così non è stato contro l'Arezzo, dove oltre ad essere giunto il primo gol patito tra le mura amiche del "Brianteo" (le altre due – secondo lo stesso Negro – "sono da contare in modo relativo"), con lui è arrivata anche la prima sconfitta.

– Stefano, cosa ti senti di dire sulla fragilità che si è palesata negli ultimi tempi in difesa? Le ultime due gare avete subìto ben cinque reti. Che spiegazione vi siete dati?

"In totale abbiamo subìto nove reti e siamo comunque la quarta miglior difesa. Le ultime due reti con l'Arezzo le abbiamo prese solo perché ci siamo sbilanciati cercando di recuperare il risultato, per cui per me sono da contare in modo relativo. I due di Prato sono arrivati nella nostra ricerca di difendere il risultato: ci sta che ci si copre e se non arriva la quarta rete, rischi di prenderne. Comunque dietro lavoriamo ogni giorno e ogni giorno cerchiamo di migliorarci. Anche quando andiamo in campo difendiamo tutti insieme, così come attacchiamo tutti insieme. Penso che restiamo una delle migliori difese a livello organizzativo. Nelle prossime partite si vedrà, ma la mia speranza è che si rivedrà la difesa delle prime partite".

– Sul morale quanto ha influito la prima sconfitta stagionale fra le mura amiche?

"Ha influito come se fosse arrivata fuori casa. Quello che dobbiamo fare è sempre cercare di fare punti sia in casa sia in trasferta. Prima di domenica non avevamo mai perso, ma si sapeva che era una questione di tempo e che prima o poi sarebbe arrivata".

– Al netto delle problematiche che abbiamo appena sviscerato, tu sei comunque un po' la sorpresa di questo avvio di campionato…

"Mi fa piacere. Sono contento per me stesso, ma devo ringraziare i compagni, il mister e tutto lo staff. E' grazie a loro se mi ritrovo in un ambiente in cui posso lavorare bene giorno dopo giorno. E andare in campo sereno, sapendo ciò che devo fare".

– Ti sei preso la maglia da titolare alla terza giornata e non l'hai più lasciata. Senti comunque la concorrenza?

"Sento la concorrenza giorno dopo giorno perché siamo tutti bravi in questo ruolo, ma anche in tutti gli altri. Io cerco di dare il massimo e non mi sento assolutamente di poter adagiarmi sugli allori. Anzi sento di dovermi impegnare sempre di più, andando a limare i miei limiti e migliorando in tutto".

– In un certo senso mi hai preceduto: volevo proprio chiederti dove senti di dover ancora migliorare…

"Sono tante le cose che devo migliorare. Avere come mister, per la prima volta, un ex difensore mi ha aiutato tanto, anche se sono qui praticamente solo da tre mesi. Mi ha permesso di capire cosa deve fare un difensore in campo, quali sono le sue prerogative. Comunque ciò in cui mi sento di dover migliorare è negli spazi stretti, quando mi punta un avversario rapido, devo aumentare io stesso la rapidità".

– Legandomi al fatto che hai sottolineato che mister Zaffaroni è lui stesso un ex difensore, è stato più semplice per lui comprendere il tuo errore nel pari con l'Alessandria? In sala stampa ha infatti dichiarato: "Sono cose che fanno parte del gioco, non mi interessano molto. L'errore individuale viene fatto anche in Serie A" (leggi qui).

"Dopo l'errore mi sono sentito in colpa, come accade sempre ogni volta che subiamo gol. In quel caso è arrivato su un errore evitabile: in quel frangente ho cercato di non provocare un rigore e quindi a non tirare spallate troppo forti. Il mister mi ha rassicurato perché l'importante per lui è che non cadiamo in errori di atteggiamento, che ritiene essere quelli peggiori rispetto a quelli individuali. Siamo quindi ripartiti l'indomani pensando alla partita successiva, che poi è andata bene avendo vinto per 1-0 a Viterbo, senza prendere gol contro il migliore attacco del girone".

– Anche il ds del Prato, Gianni Califano, alla vigilia della gara, ti ha nominato tra i giocatori che avrebbe tolto al Monza, dicendo che lo avevi impressionato a Lucca (leggi qui).

"Questo non lo sapevo e mi fa piacere. A Lucca è stata la prima partita dove ho potuto giocare palla a terra, visto che con il Pisa non era possibile a causa del terreno di gioco reso pesante dalla pioggia. Era la prima volta in cui dovevo mostrare al mister di saper applicare ciò che richiede in settimana e non ero sicuro di poterle fare anche la domenica con totale serenità".

– L'anno scorso sei stato per qualche mese al Pro Piacenza dove allena l'ex tecnico biancorosso Fulvio Pea, anche se non hai debuttato. Cosa puoi dirci di lui?

"(ride, ndr) Non mi sono trovato male con il mister, ma ho avuto un problema alla schiena che non mi ha permesso di esprimermi al meglio. Non voglio dare colpe al mister per le scelte che ha fatto: sono stato poco con lui, in quanto a dicembre sono dovuto tornare a Vercelli per curarmi una microfrattura alla schiena. L'ho poi risolta facilmente in un mese: probabilmente se l'avessi scoperta subito, non avrei continuato ad allenarmi inutilmente per 3-4 mesi e lo avrei affrontato meglio. A quel punto avrei potuto anche mettermi in mostra in campo".

– Hai quindi trascorso i seguenti mesi alla Pro Vercelli e hai potuto esordire in Serie B. A proposito del tuo debutto contro il Frosinone le cronache raccontano che hai dimostrato fin da subito ottima personalità, disimpegnandoti molto bene contro attaccanti di grande livello come Ciofani e Dionisi.

"Ricordo quella partita: eravamo già salvi e mister Longo ha deciso di farmi debuttare. Sono entrato in campo per divertirmi e dimostrare quello che valgo, anche se ho giocato solo mezz'ora. In quel frangente ho cercato di far vedere tutto ciò che mister Longo mi aveva insegnato: sono stato molto contento".

– Chiudiamo con una nota di colore: quale è il tuo idolo? Qualcuno ha azzardato l'ipotesi che dietro la scelta del 13 ci sia nascosto qualcosa…

"Da quando ero piccolo, essendo milanista, per me l'idolo è sempre stato Alessandro Nesta. E confermo che ho preso il 13 in onore a lui".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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