sabato, Luglio 2, 2022
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Nuove rivelazioni della “talpa biancorossa”: “Ecco le bugie della società “

Sul nostro forum, l’utente G.res55 è tornato a scrivere raccontando quali sarebbero le cose inesatte dette durante la conferenza stampa di giovedì dai dirigenti biancorossi. Ecco quanto ha scritto sabato sera:

Salve ragazzi,

mi spiace per il Monza Calcio , mi spiace per Monza. Ho cercato in tutti i modi di responsabilizzare chi avrebbe dovuto decidere, di far uscire allo scoperto chi si è sempre celato intenzionalmente senza avere, mai, in due anni avuto il coraggio di ammettere. Bastava dire: ho deciso, ho fatto, ho sbagliato e adesso chiedo scusa e cambio direzione di marcia. Ho cercato di rendere protagonisti i giornalisti con un ruolo meno da “cronisti complici” e più da reporter, dando spunti. Ricominciamo. Rigamonti quando parla non dice proprio cose esatte:

I termini economici per la vendita di Djocovich non sono stati resi noti perché non è stata raggiunta la cifra che il Monza sperava di ottenere. E’ vero, forse non è carino parlare di soldi o fare i conti in tasca alle persone, ma nel caso del calciomercato è elemento essenziale del processo economico e tecnico-calcistico, non esiste privacy su cessioni e vendite, i contratti vengono depositati in Lega (il trasferimento di Etò ne è l’esempio). Il Novara non era disposto alla cifra richiesta di 300.000 più due giocatori in prestito gratuito. Il Cesena ha trattato sulla cifra di Djocovich che è scesa , un po’ meno di 200.000 è il costo globale dell’operazione compreso i due stipendi pagati dei due prestiti. Del resto, come è stato detto dal Novara, il ragazzo è bravo ma non vale quella cifra richiesta. Quando a Gennaio dell’anno scorso Djocovich fu preso, gli venne promesso solo un passaggio al Monza per poi essere lanciato in un’altra categoria. Nello stesso periodo in cui Vignaroli decise di recidere con il Monza anche Djocovich cominciò a mostrare segni di insofferenza soprattutto dopo la retrocessione, piuttosto che tenere un giocatore insoddisfatto e scontento è stato necessario venderlo, si è provato con 300/400 ma le squadre stanno attente a quanto spendono in questo periodo di magra e si sa che il Monza sta fallendo e che deve vendere per far cassa. Rigamonti ha parlato di trasparenza, beh era un’occasione di iniziare.

Per quello che riguarda gli investitori dice che si sono proposti “non in maniera sufficiente”, sono stati loro a non dare garanzie sufficienti agli investitori. O si decide di vendere realmente o, se solo si pongono condizioni, non si vuole completamente mollare. Il debito è decisamente alto e accollarselo è già un terno al lotto. In più, un investitore realmente serio e capace ed economicamente solido c’è stato ( non posso dire chi è solo per rispetto del nome che portano), (sul forum molti ci hanno azzeccato) ma hanno fatto così tanto “melina” che quelli si sono stufati e sono andati altrove.

Quando Rigamonti dice che “stiamo andando verso una platea azionaria mista” significa che Seedorf rimane dentro. E’ importante sottolineare che “la quota in vendita è solo quella dei soci olandesi”. Ma quale soci!!, c’è solo un socio olandese e il nome lo conoscete già. Seedorf non è il rappresentante della compagine azionaria olandese, ma quale compagine !!, Seedorf è socio al 50% con Jan che possiede l’altro 50%. Tutto è sempre stato diviso in due dopo l’uscita del socio di minoranza Salvo Zangari. E le mail fra i due sono state frequenti, e più volte è venuto a Milano personalmente per controllare e parlare di bilanci e conti. Continuava a dirci di fidarsi delle capacità decisionali di Seedorf, di ascoltarlo. (è anche sua è l’idea di proporre Seedorf come immagine, continuando a paragonarlo come impatto mediatico all’Autodromo, conosciuto in tutto il mondo .) Rigamonti parla di Seedorf come asset, ma cosa dice,(a parte il vero significato del termine in ambito societario) non è stato sfruttato a dovere?. Ma lo sa il signor Rigamonti quante volte gli è stato proposto di partecipare, era ed è Seedorf a non voler venire a presenziare a nulla. No al Rotary, no allo Sporting, no alle presentazioni della squadra, no alle cene di rappresentanza con industriali no alle premiazioni dei tornei giovanili. Lo sa Rigamonti che fatica faceva e fa il marketing, con Fabio prima e con Daniele poi ad organizzare qualcosa (per esempio le cene societarie)sfruttando l’immagine di Seedorf e la sua presenza?. E’ come dare le colpe a Discalzi che invece cercava con tutti i mezzi di coinvolgerlo.

Dire che Seedorf non ha nessun ruolo nella gestione della squadra è falsissimo. Certo, se per gestione ordinaria si intende pagare uno o l’altro, o ordinare la carta igienica del Monzello, o quando tagliare l’erba, questo è vero; però non c’è decisione tecnica che non venga riportata, commentata e approvata da Seedorf. Spesso in sede ad On International è possibile incontrare Tammaro e Tridico e le telefonate con Ferrante sono continue(Ferrante si vede solo quando è necessario che appaia – vedi Try out, vedi calcio mercato-). E’ lui con Seedorf che pone veti o approva decisioni. Motta decide, in parte. Infatti molto onestamente ha ammesso che quelli nuovi li conoscerà in allenamento. E’ decisamente più libero di tutti i precedenti allenatori. Magnoni ormai, si incontra privatamente con Seedorf a Milano anche a casa sua. A parte mirare alla cittadella dello sport e relativi guadagni non sembra assolutamente felice di apparire a Monza, la contestazione gli va stretta, per cui è stato consigliato di non presenziare più alle partite. In parole povere sta eludendo al suo ruolo, ammesso che, a parte la nomina, gli sia mai interessato qualcosa del Monza!

E’ vero, gli imprenditori brianzoli non si fanno avanti con il Monza, non lo hanno fatto in passato e difficilmente in questo momento lo faranno. Bisogna tener conto però che qui in Brianza “i cummenda” sono persone pragmatiche che abbassano la testa e lavorano anche 18 ore al giorno. Nessuno di loro è così ingenuo da pensare che questo mondo calcistico sia ancora legato a Pierre De Coubertin. E’ risaputo che i paragoni con la politica e l’ambiente calcistico sono numerosi. Come non dare torto a chi, imprenditore, decide, pur tifando Monza, di non “regalare” 4 o più milioni a qualcuno poco imprenditore e senza lungimiranza gestionale.La grande industria in Brianza non c’è, il territorio comprende medie e piccole imprese e il costo di una squadra si farebbe sentire. Questo non vuol dire che approvi però non biasimo nemmeno. Tra l’altro ormai la reputazione del Calcio Monza è quella di incapaci e via dicendo.

Mi auguro domani una vittoria come tifoso, come collaboratore almeno un pareggio. Spero che chi di dovere ci metta la faccia (se cercate bene in internet un indirizzo molto utile lo trovarete) basta cercare.

G.Res55 (dal forum di Monza-News)

L’intervista a Rigamonti
http://www.monza-news.it/?action=read&idnotizia=4280
Wikileaks biancorossa: tutte le puntate
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9866685

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