mercoledì, Giugno 29, 2022
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Pasini: “In due anni in Serie B. Scouting e mercato? Creeremo un nostro modello. Ma Gasbarroni…”

E’ poco più di un mese che il direttore tecnico Alfredo Pasini ha iniziato la sua collaborazione con il Monza e ai microfoni di TuttoLegaPro.com ha tracciato un primo bilancio di questa esperienza, svelando le strategie in atto in casa biancorossa, dopo l’addio di mister Tonino Asta e con il calciomercato ormai alle porte: "Innanzitutto devo dire che sono arrivato in una piazza importante e le motivazioni sono inevitabilmente tante, così come la voglia di fare bene. So che la piazza è esigente, visti anche i travagli vissuti in passato e di cui siamo tutti a conoscenza. Fortunatamente col nuovo presidente le ambizioni sono completamente diverse e tutto ciò si ripercuote su quanto concerne la creazione della nuova squadra e la riorganizzazione societaria. In un anno o al massimo due tutto questo lavoro deve portarci in Serie B: questo è l’obiettivo, anche se sappiamo tutti che non sarà facile. Grandissime squadre che hanno investito molto, come ad esempio la Cremonese, non sono ancora riuscite nell’intento. La nuova formula della Lega Pro prevede la formazione di un girone veramente tosto da affrontare. Dovremo munirci degli strumenti adatti, per poter fare del nostro meglio e puntare alla Serie B".

Pasini ha proseguito raccontando qualcosa in più su di sé e sul suo percorso precedente alla nuova avventura in biancorosso: "Io vengo dal mondo dello scouting e il mio primo obiettivo è sempre stato la valorizzazione dei giocatori sconosciuti. Questo di modo da poter fare – sotto il profilo degli investimenti – delle plusvalenze, così come è successo con Hetemaj al Brescia. Io sono anche molto legato all’estero, avendo avuto un passato da calciatore in Svezia. Ma ho anche iniziato a fare questa attività di scouting in modo abbastanza precoce. Le mie esperienze sono state importanti, in quanto ho potuto collaborare con una persona molto preparata come Gianluca Nani sia al Brescia sia al Watford, anche se quest’ultima avventura è stata molto più breve. Per me lo scouting è fondamentale nel calcio odierno: so che è un’attività che può dar continuità ad una società sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo tecnico". Proprio a proposito di giovani, si è parlato molto di un Monza che vorrebbe ricalcare il modello Udinese, di cui Pasini evidenzia: "Con l’Udinese personalmente ho un ottimo rapporto, ma noi vorremmo creare un nostro modello di riferimento prendendo il meglio da tutte le società. L’Udinese lo può essere sotto un certo punto di vista, come appunto lo scouting internazionale. Ma noi dobbiamo tenere presente che allo stato attuale le nostre possibilità non sono come quelle dell’Udinese, quindi dobbiamo farlo in modo più oculato e specifico". L’obiettivo è quindi quello di aprirsi ai mercati esteri:

"Oramai si vedono in tutte le categorie – dalla Serie A alla Lega Pro – giocatori con passaporto europeo e quindi comunitario: la liberalizzazione ha portato un obbligo societario di conoscere anche altri mercati".

Inevitabile parlare del prossimo allenatore che siederà sulla panchina del Monza, anche se di nomi Pasini proprio non ne fa: "I nostri obiettivi erano delineati dalla prima volta che ci siamo incontrati in società, con il direttore generale e il presidente. Noi pensiamo di raggiungere questi obiettivi con un allenatore importante. Io stesso però sono rimasto un po’ sorpreso dai numerosi nomi usciti sui giornali. L’unica cosa che posso dire al momento è che abbiamo sondato il mercato degli allenatori, ma lo abbiamo fatto cercando in modo specifico tecnici con le caratteristiche che vogliamo noi. E come dicevo tanti nomi che sono usciti non sono mai stati presi in considerazione".

Nel suo commiato ai colori biancorossi mister Asta non ha nascosto che avete fatto di tutto per trattenerlo, ma lui aveva già deciso di buttarsi in una nuova avventura: "Io considero Asta un allenatore che avrà un futuro importante: sa trasmettere motivazioni ai giocatori ed è una cosa fondamentale nel calcio moderno. Sotto il profilo tecnico ha qualità non indifferenti – ha evidenziato il direttore tecnico. – Naturalmente per il progetto Monza noi cerchiamo un allenatore che creda al 100% nel progetto stesso. Mister Asta ha pensato che le motivazioni fossero diminuite rispetto al passato e quindi non era più certo al 100% della volontà di continuare. Sotto il profilo etico e professionale, la sua è stata una decisione che ha dimostrato quanto fosse una persona corretta. Al mister faccio il mio in bocca al lupo: ci siamo lasciati con una stretta di mano".

E sulle mosse già intraprese dalla dirigenza per la costruzione della rosa del Monza che verrà spiega: "La situazione è abbastanza particolare: io e il direttore generale ci siamo ritrovati molti giocatori in scadenza a giugno e, tra di essi, alcuni importanti come Valagussa e Ravasi. Quanto successo con loro, mi ha inoltre lasciato molto perplesso (Valagussa è già stato ufficializzato dall’Entella, neopromossa in Serie B, mentre Ravasi è in procinto di accasarsi al Verona, ndr). Dobbiamo ricostruire la squadra partendo da quei giocatori che riteniamo all’altezza della situazione. C’è da fare un lavoro importante, perché sotto il profilo numerico dobbiamo praticamente rifare la squadra. Ciò su cui voglio rassicurare è che tutti i giocatori che verranno a Monza dovranno arrivare con le giuste motivazioni, qualsiasi sia la categoria da cui proverranno. Il concetto è quello di costruire una squadra importante: chi arriverà dovrà aiutarci a fare una stagione altrettanto importante. Il nome e il curriculum sono cose che lasciano il tempo che trovano, la cosa fondamentale è che siano motivati e che abbiano qualità. In questo senso mi sento di tranquillizzare i tifosi: vengo da una piazza calda e so il significato che danno i tifosi alla loro passione. Tutti auspichiamo il salto di categoria e tutti dobbiamo lavorare in quell’unica direzione: ci aspettiamo quindi di costruire il futuro in sinergia con loro". Una squadra che però dovrà fare a meno di Andrea Gasbarroni, elemento chiave di queste ultime due stagioni: "Gasbarroni è un giocatore molto interessante, ha fatto una carriera incredibile. Ma così come ha fatto Asta, ci ha comunicato la sua volontà di cambiare aria, probabilmente per motivazioni legate alla propria vita personale, insomma per dare una svolta. Dispiace perché avrebbe potuto far parte del nostro progetto, ma allo stesso tempo sappiamo che sarà rimpiazzato da giocatori all’altezza".

Pasini chiude quindi parlando del suo rapporto col presidente Armstrong e col dg Ulizio: "Allo stato attuale una persona che investe nel calcio, considerando la situazione economica sia in Italia sia in Europa, è da me ritenuta una persona coraggiosa. Il presidente è molto ambizioso ed è un’esplosione di idee. Riesce a darti motivazioni per fare sempre bene. Sicuramente è l’elemento cardine per il Monza di oggi e del futuro. Dà le garanzie giuste proprio grazie alla sua ambizione. Con Ulizio ho cominciato a collaborare da poco, ma ho visto grande professionalità: è molto serio. Per quanto riguarda la gestione finanziaria del club ho visto fare cose molto positive".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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