domenica, Maggio 29, 2022
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Perini: ‘Da piccolo tanti provini nel Monza, ma ci son voluti 12 anni per vestirne la maglia. Alessandria? Riuscire a tenerla dietro fino adesso è stato…’

Ogni bambino che inizia a dare i primi calci ad un pallone sogna un giorno di diventare qualcuno o, per lo meno, di indossare la maglia del cuore. Per Marco Perini quella maglia era quella biancorossa: "Da piccolino – racconta il centrocampista ai microfoni di Monza-News ho fatto diversi provini nel Monza, senza però che andassero a buon fine. Era un mio pallino riuscire a giocare nella squadra che era ed è la più importante delle mie parti". E dopo dodici anni di peregrinazione su e giù per l'Italia si è concretizzata nella stagione 2014/15: "E' stato facile dire di sì al primo progetto Monza per il legame che avevo verso questa città". Peccato non sia andata come probabilmente Marco si aspettava, visto che proprio a fine stagione arrivò il fallimento ma già gennaio lo svincolo d'ufficio di molti giocatori tra cui anche lui. Ma quella maglia era scritta nel suo destino: "E' stato facile allo stesso modo dire di sì anche l'anno scorso nonostante la categoria inferiore, ma sposando il progetto di una società nuova e che può solo migliorare da qui ai prossimi anni".

– Marco, posto che capitan Guidetti è il titolarissimo in mezzo al campo, il suo compagno spesso si decide in un ballottaggio tra te e Galli, a volte Romanò, a volte Palesi. Come vivi questa staffetta?

"E' normale in qualsiasi squadra: a parte poche colonne, per ruolo ed importanza, di cui non si può fare a meno, è giusto che gli altri vengano ruotati dal mister, che – partita dopo partita – ha la possibilità di scegliere che formazione mettere in campo, con le diverse caratteristiche dei propri giocatori".

– Domenica contro l'Arzachena hai dovuto contenere un ispirato Curcio e bisogna dire che hai saputo farti apprezzare.

"Curcio è un buon giocatore, che già conoscevo (i due hanno giocato insieme nel Renate nella seconda parte della stagione 2014/15, ndr). L'avevamo preparata bene in settimana, soprattutto sulle loro ripartenze. Sapevamo che tipo di avversario avremmo incontrato. Secondo me abbiamo fatto la giusta partita, abbiamo avuto pazienza e il gol è stato la naturale conseguenza della mole di gioco che avevamo prodotto. Purtroppo abbiamo subito anche il pareggio, proprio nel momento in cui sembrava che stessero tirando i remi in barca".

– Dopo la partita col Cuneo avevi detto "credo che il Monza sia sempre stato lo stesso". Se prendiamo ad esempio la gara con l'Arzachena, un coro unanime è stato quello che ha sottolineato come l'ingresso di Cori in primis ma anche D'Errico abbia cambiato il vostro volto. Non possiamo nascondere l'importanza di giocatori come loro nell'economia del gioco e quello possiamo dire che è il 'vero Monza'?

"Sicuramente sono due giocatori importantissimi per la squadra per le loro caratteristiche sia fisiche sia tecniche. In una partita come quella di domenica, caratterizzata da molto equilibrio in campo, l'ingresso di forze fresche che hanno dato anche fisicità e qualità maggiore ci ha permesso di andare in vantaggio e cambiare il corso della partita. Peccato solo per il gol subito".

– In casa siete a 6 risultati utili consecutivi. E' fuori casa che la situazione si è ribaltata rispetto all'inizio dell'anno quando facevate più punti in trasferta: venite infatti da un doppio passo falso e ad Alessandria il coefficiente di difficoltà è notoriamente elevato visto che i grigi non perdono un colpo da 8 gare e in più mercoledì hanno staccato il pass per la semifinale di Coppa contro la tua ex squadra, il Renate.

"C'è da dire che ultimamente fuori casa abbiamo incontrato squadre forti. In casa la Carrarese ha fatto molto bene ed è un campo fastidioso. Siamo in un periodo dell'anno in cui tante squadre cercano di fare le proprie fortune tra le mura amiche. Gioco forza la cosa migliore per tutte è portare a casa più punti possibile in casa. Anche noi ultimamente ci siamo accodati a questo trend, facendo molto bene al 'Brianteo'. Mentre fuori casa abbiamo fatto buone prestazioni senza riuscire a raccogliere qualche punto in più che forse meritavamo".

– Un risultato positivo permetterebbe di staccare in classifica proprio Alessandria e Giana Erminio, visto che siete tutti a 34 punti.

"C'è da dire che l'Alessandria dopo la falsa partenza, ha iniziato il cammino che tutti si aspettavano facesse dall'inizio. Riuscire a tenerla dietro fino adesso è stato un ottimo risultato. Ora l'obiettivo è provare a tenerla ancora dietro. E' difficile perché come qualità tecnica ci è superiore, ma anche e soprattutto come profondità di rosa ed esperienza. Abbiamo però dimostrato di avere a nostra volta le qualità per affrontare squadre di livello superiore al nostro".

– Questa è la tua terza stagione in maglia biancorossa: cosa ti ha spinto a tornare l'anno scorso nonostante la Serie D, dopo una prima esperienza finita, come tutti sappiamo, malamente a causa dei problemi societari? 

"E' stato facile dire di sì al primo progetto Monza per il legame che avevo verso questa città e questa maglia, essendo di questa zona. E' stato facile allo stesso modo dire di sì l'anno scorso nonostante la categoria inferiore, ma sposando il progetto di una società nuova e che può solo migliorare da qui ai prossimi anni".

– Quando giocavi nelle giovanili del Biassono sognavi di giocare nel Monza in Serie C?

"(sorride, ndr) In effetti da piccolino ho fatto diversi provini nel Monza senza però che andassero bene. Era un mio pallino riuscire a giocare nella squadra che era ed è la più importante delle mie parti. Come detto, quando tre anni fa, dopo dodici anni a girare per l'Italia, ho avuto questa possibilità, l'ho presa al volo".

– Hai ricordato di aver girato tanto, anche se in effetti dal dicembre 2009 al 2013 ti eri stabilito al Carpi, ottenendo persino la promozione in Serie B.

"Quella è stata una parentesi decisamente felice della mia carriera. Sono andato in una società che in quel momento si trovava in Serie D in una posizione di media classifica, ma avevo un progetto ed era solida. Intorno a quel progetto ha fondato la sua fortuna. E' stata brava e fortunata a creare un gruppo di ragazzi che anno dopo anno è riuscito a portare il Carpi sempre più in alto".

– Considerato che là vestivi il biancorosso così come lo vesti ora, l'obiettivo non può che essere raggiungere la stessa meta col Monza.

"La speranza è rimanere il più possibile. Quando ci si trova bene in una società e in una città, è bello poter continuare il percorso".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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